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Teramo, alberi e rami secchi: dopo l’ultimo crollo serve un vero piano per il verde

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Alberi secchi, rami pericolanti e piante che mostrano evidenti segnali di sofferenza. Il patrimonio arboreo cittadino torna al centro dell’attenzione dopo l’ultimo episodio registrato nel parco fluviale di Teramo, dove un ramo è crollato sopra una panchina.
Un episodio che, al di là delle conseguenze, riaccende inevitabilmente il tema della sicurezza e della manutenzione del verde pubblico.
Il settore manutenzione del Comune avrebbe bisogno di maggiori risorse, uomini e strumenti per garantire un monitoraggio costante degli alberi presenti nei parchi, lungo le strade e nelle aree maggiormente frequentate dai cittadini.
Non può essere soltanto una questione di interventi dopo una segnalazione o dopo una caduta. Occorre una programmazione più ampia, capace di individuare preventivamente le piante malate, i rami secchi e tutte quelle situazioni che potrebbero trasformarsi in un pericolo, soprattutto durante temporali, raffiche di vento o periodi di particolare stress climatico.
Teramo avrebbe bisogno di un vero e proprio nuovo Piano del Verde: censimento e controllo periodico del patrimonio arboreo, potature e abbattimenti quando realmente necessari, ma anche nuove piantumazioni per sostituire gli alberi arrivati alla fine del proprio ciclo vegetativo.
Curare il verde significa infatti tutelare contemporaneamente ambiente e sicurezza.
L’ultimo ramo caduto su una panchina del parco fluviale dovrebbe rappresentare un campanello d’allarme. Non per alimentare allarmismi, ma per ricordare che la prevenzione costa sicuramente meno dell’emergenza e, soprattutto, può evitare che la prossima volta sotto un ramo non ci sia soltanto una panchina vuota.

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