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Febbre alta e vomito per un bimbo di cinque mesi: «Ci siamo sentiti completamente soli"

di Giancarlo Falconi
3 minuti

Dalla costa teramana  il racconto di una lunga notte tra farmacie irreperibili, Guardia Medica muta e la ricerca disperata di assistenza per un bambino di cinque mesi
 

 Una notte di paura, vissuta tra telefonate senza risposta, strutture sanitarie chiuse e la crescente preoccupazione per un neonato di appena cinque mesi e mezzo con la febbre a 39 gradi e continui episodi di vomito.
È la testimonianza di un padre della costa teramana che ha deciso di raccontare quanto accaduto nelle prime ore della notte, ponendo interrogativi sul funzionamento della rete di assistenza sanitaria territoriale durante le ore notturne.
Tutto inizia intorno alle 2 del mattino. Il bambino presenta una febbre elevata che raggiunge i 39 gradi. In casa è disponibile della Tachipirina liquida, ma ogni tentativo di somministrazione fallisce perché il piccolo la rigetta immediatamente. Da qui la necessità urgente di reperire delle supposte.
Consultando le indicazioni reperite online, il genitore individua due farmacie di turno nella zona. Le contatta ripetutamente, senza ricevere alcuna risposta. Per verificare personalmente la situazione decide quindi di raggiungerle. Una volta sul posto, però, trova entrambe le strutture chiuse. Presso una farmacia  è presente un display esterno con i medesimi recapiti telefonici consultati in precedenza, ma anche in questo caso le chiamate restano senza esito.
Con il passare dei minuti cresce l'apprensione. L'uomo tenta allora di rivolgersi ad altri presidi presenti sul territorio. 
La ricerca di assistenza prosegue alla Guardia Medica. Anche qui trova l'edificio illuminato ma chiuso. Un cartello invita a contattare un numero telefonico dedicato. Il padre prova a chiamare più volte, fino a sei tentativi consecutivi, senza ottenere risposta.
Alle 2.46 decide quindi di contattare il 118. La conversazione, riferisce, è registrata. L'operatore gli conferma con disponibilità che il numero corretto da contattare è proprio quello della Guardia Medica che da tempo sta tentando inutilmente di raggiungere.
Mentre continua a percorrere le strade della costa teramana alla ricerca di un supporto concreto, lungo la Statale 16 viene fermato da una pattuglia dei Carabinieri. I militari, notando il suo evidente stato di agitazione, si informano sulla situazione. Dopo aver ascoltato il racconto e visionato il registro delle chiamate effettuate, tentano a loro volta di contattare i numeri indicati, senza successo.
Solo successivamente arriva la notizia che consente di tirare un sospiro di sollievo. La moglie riesce infatti, dopo vari tentativi, a somministrare la Tachipirina liquida al bambino, permettendo alla febbre di iniziare gradualmente a diminuire.
Una vicenda conclusasi senza conseguenze, ma che lascia aperti numerosi interrogativi.
«Cosa sarebbe accaduto se la situazione fosse stata più grave?», si chiede il genitore. «Se si fosse trattato di una crisi respiratoria, di una reazione allergica o di una convulsione febbrile?».
Più che una polemica, la sua viene definita come una richiesta di chiarimento. Perché le farmacie indicate come reperibili non rispondevano? Per quale motivo il numero della Guardia Medica è rimasto muto nonostante i ripetuti tentativi di contatto? E chi avrebbe dovuto garantire assistenza a una famiglia alle prese con un'emergenza sanitaria notturna?
Domande che ora vengono rivolte agli enti competenti affinché vengano effettuate le necessarie verifiche e, soprattutto, affinché sia garantito il corretto funzionamento dei servizi destinati ai cittadini.
Perché, come sottolinea il padre protagonista della vicenda, «questa volta è andata bene. Ma una sanità efficiente non può affidarsi alla speranza che tutto finisca per il meglio»

Foto I A

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