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Colleatterrato, lo sport resta sulla carta: dopo 18 mesi nessuna traccia della riqualificazione

di Giancarlo Falconi
2 minuti

TERAMO – C’erano i finanziamenti, il progetto e perfino l’idea di trasformare lo sport in uno strumento di rigenerazione urbana. Mancano, almeno fino a oggi, le opere.
Era gennaio 2025 quando il CSI presentava due interventi finanziati attraverso il Piano Nazionale Complementare Next Appennino, misura B02.1, destinati al potenziamento degli impianti sportivi gestiti dall’ente.
Tra gli interventi annunciati c’è anche quello di Colleatterrato Basso: un nuovo manto in resina, segnature e attrezzature per calcio a 5, basket, pallavolo e tennis. A San Nicolò a Tordino, invece, il progetto prevede la realizzazione di due campi da padel inclusivi con annessi spogliatoi.
Il valore complessivo dell’operazione è di 383.451 euro: 263.365 euro finanziati e circa 120mila euro provenienti dal cofinanziamento.
Diciotto mesi dopo siamo tornati a Colleatterrato per verificare cosa sia accaduto e, soprattutto, quale sia stato il risultato dell’interazione tra il Comune di Teramo e il CSI.
Il risultato, almeno agli occhi di chi arriva oggi nell’area, è semplice da raccontare: nulla.
Nessun impianto riqualificato, nessuna nuova funzione sportiva, nessun segnale concreto di quella trasformazione annunciata. Resta invece il degrado di uno spazio che avrebbe potuto rappresentare molto di più per un quartiere già duramente colpito e rallentato dagli effetti del terremoto.
Ed è proprio questo l’aspetto che pesa maggiormente. Colleatterrato non avrebbe bisogno soltanto di una manutenzione ordinaria, ma di una visione. Per posizione, spazi e caratteristiche, l’area potrebbe diventare una vera Cittadella dello Sport, capace di tenere insieme attività agonistica, sport di base, inclusione, giovani, famiglie e iniziative sociali e culturali.
Un quartiere con una vista che spazia dal Gran Sasso fino al mare potrebbe trasformare un impianto sportivo in un punto di riferimento urbano, invece di continuare a convivere con strutture lasciate all’incuria e promesse che, almeno fino ad oggi, non hanno prodotto risultati visibili.
 

A questo punto le domande sono inevitabili. A che punto è realmente il progetto? I finanziamenti sono ancora disponibili? Quali sono i tempi previsti per l’apertura dei cantieri? Quali responsabilità competono al Comune e quali al CSI?
 

Colleatterrato, però, non ha bisogno dell’ennesimo rendering, dell’ennesima promessa o dell’ennesima data da rinviare. Ha bisogno di vedere partire i lavori.
 

Perché dopo diciotto mesi il punto non è più raccontare ciò che si voleva realizzare. Il punto è spiegare ai residenti perché non sia stato ancora realizzato nulla. Inutile domandare, qui non risponderà nessuno. 
 

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