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Teramo, furgone sui cordoli della ciclabile: torna il problema della sicurezza

di Giancarlo Falconi
1 minuto

TERAMO – Le ruote finiscono ancora una volta contro i cordoli in cemento della pista ciclabile di Teramo. Protagonista dell'ultimo episodio è un furgone, rimasto coinvolto in un incidente che riaccende inevitabilmente il dibattito sulla sicurezza del tracciato e, in particolare, sulla visibilità dei suoi separatori.
Le cause dell'accaduto sono tutte da chiarire. Potrebbe essersi trattato di una distrazione, di un malore, di una valutazione sbagliata degli spazi o di altre circostanze che potranno essere eventualmente accertate.
Resta però un dato: i cordoli in cemento che delimitano la pista sono strutture rigide e non sormontabili e la loro presenza, in determinate condizioni di luce o di maltempo, può diventare un elemento da valutare con attenzione.
Il problema potrebbe risultare ancora più evidente durante le giornate autunnali e invernali, quando pioggia, asfalto bagnato e scarsa luminosità riducono la percezione degli ostacoli presenti sulla carreggiata.
Senza mettere in discussione la funzione della pista ciclabile e la necessità di tutelare chi la percorre, si potrebbe ragionare su soluzioni capaci di rendere i cordoli maggiormente visibili: colori ad alta evidenza, elementi rifrangenti o ulteriori sistemi di segnalazione.
La sicurezza, del resto, non dovrebbe trasformarsi in una contrapposizione tra automobilisti e ciclisti. Se gli incidenti continuano a ripetersi, forse è il momento di verificare se quel sistema di separazione possa essere migliorato, prima che un episodio apparentemente banale possa avere conseguenze ben più gravi.

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