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Un viaggio in Joelette a Rocca Calascio. Quando l'amore diventa favola...

di Giancarlo Falconi
2 minuti

La Joëlette è una speciale carrozzina fuoristrada monoruota (o a due ruote) che permette a persone con disabilità motoria o ridotta mobilità, adulti o bambini, di praticare escursioni e trekking in montagna e su terreni impervi. Si basa sull'aiuto di almeno due accompagnatori, uno anteriore e uno posteriore, che gestiscono trazione ed equilibrio. 

La Joelette è semplicemente la roulette dell'amicizia e dell'amore. Gira e rigira tra numeri e colori, si ferma e ti accorgi di avere intorno a te, la possibilità e la probabilità di non essere solo. 

Il pensiero di "appenin for all" dei tanti cuori come Mirko Cipollone e immortalati anche da Eugenio Valerii, racconta un addio al celibato che rompe gli schemi tradizionali e diventa un simbolo di inclusione, amicizia e condivisione. Protagonista dell’iniziativa Marco, giovane con disabilità motoria, che grazie all’impegno dei suoi amici e al supporto volontario di Appennini for all ha potuto vivere una giornata speciale nel cuore dell’Abruzzo.

Scenario dell’esperienza è stato il borgo di Rocca Calascio, tra le mete più suggestive dell’Appennino abruzzese. Qui il gruppo ha preso parte a una visita guidata del celebre castello, accompagnata da una guida specializzata locale e arricchita da una sorpresa musicale pensata appositamente per lo sposo.

L’idea è nata dal desiderio degli amici di organizzare un addio al celibato diverso dal consueto, costruito su misura e libero da barriere. Un progetto semplice ma carico di significato, reso possibile dalla collaborazione con Appennini for all, realtà impegnata nella promozione dell’accessibilità e del turismo inclusivo.

A rendere ancora più particolare la giornata è stata la decisione di coinvolgere anche la futura moglie, superando volutamente i canoni tradizionali dell’evento. Una scelta che ha trasformato l’iniziativa in un momento collettivo e autentico, capace di mettere al centro il valore delle relazioni, dell’affetto e della partecipazione condivisa.

Durante l’intero percorso il gruppo ha vissuto l’esperienza con entusiasmo e coinvolgimento, trasformando la visita in molto più di una semplice escursione: un’occasione per valorizzare il territorio e sensibilizzare sull’importanza di un’accessibilità concreta e diffusa.

A chiudere la giornata è stato un pranzo conviviale, tra sorrisi e brindisi, che ha suggellato un’esperienza intensa dal forte valore umano. Un’iniziativa che dimostra come turismo, inclusione e socialità possano convivere naturalmente, offrendo un modello positivo di accoglienza e partecipazione senza barriere.

Un onore per noi leggere e scrivere questa storia. Tanta umanità, bellezza e speranza per il futuro. 

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