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Teramo, il bullismo arriva anche su WhatsApp: insulti a un minore in un'altra scuola del capoluogo

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Dopo gli episodi di bullismo nel quartiere della Cona e le richieste di ammonimento presentate da alcuni genitori alla Questura di Teramo, emerge un nuovo caso in un altro istituto scolastico della città. Questa volta le offese sarebbero partite da una chat WhatsApp utilizzata per i lavori di classe, frequentata da ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 13 anni, abituati a scambiarsi messaggi e telefonate anche fino alle 23.

Un richiamo al rispetto degli orari avrebbe scatenato una raffica di insulti contro un minore, colpito anche per le sue particolari difficoltà di apprendimento. Le offese avrebbero coinvolto la sua famiglia. I genitori di uno dei ragazzi coinvolti si sarebbero immediatamente scusati con quelli della vittima.
 

La vicenda sarebbe ora al vaglio della dirigenza scolastica per eventuali provvedimenti disciplinari. Due scuole diverse, episodi differenti, ma un'unica emergenza educativa che solleva interrogativi sul ruolo delle famiglie, sull'uso incontrollato degli smartphone e sulla presenza di bambini nelle chat fino a tarda sera. 

Da qui la necessità di promuovere incontri nelle scuole con psicologi, pedagogisti ed esperti di cyberbullismo, coinvolgendo soprattutto i genitori. Perché l'educazione al rispetto deve cominciare anche tra le mura domestiche, prima ancora che davanti allo schermo di un telefonino.

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