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Pescara, Pettinari denuncia una baraccopoli nell’Area di Risulta: «Degrado a pochi passi dal centro»

di Giancarlo Falconi
3 minuti

Tende, una baracca, rifiuti sparsi e persone che, secondo quanto documentato, vivrebbero stabilmente all’interno del cantiere del futuro Parco Centrale. La denuncia arriva dal consigliere comunale di Pescara Domenico Pettinari e riguarda una delle zone più centrali della città: l’Area di Risulta, davanti alla stazione ferroviaria e a poche decine di metri da Corso Umberto I e Corso Vittorio Emanuele.
Pettinari ha effettuato un sopralluogo documentando con fotografie e video quella che definisce una situazione «inaccettabile», soprattutto considerando la posizione dell’area, attraversata quotidianamente da migliaia di cittadini, pendolari e turisti.
Secondo quanto riferito dal consigliere, nel cantiere sarebbero presenti almeno due tende e una struttura di fortuna, mentre in diversi punti si noterebbero accumuli di rifiuti e condizioni di evidente precarietà.
«Non siamo in una zona periferica o isolata, siamo nel cuore della città», sottolinea Pettinari, puntando il dito sulla contraddizione tra il grande progetto di riqualificazione dell’Area di Risulta e ciò che, a suo giudizio, starebbe accadendo proprio all’interno del cantiere.
Durante il sopralluogo il consigliere avrebbe inoltre parlato con due dipendenti della Pescara Multiservice, i quali gli avrebbero riferito che la situazione sarebbe già stata segnalata più volte e che il numero delle persone presenti nell’insediamento potrebbe essere superiore a quello documentato nelle immagini.
Pettinari chiarisce anche il senso della propria denuncia. «Non è una questione di etnia e non è una questione di cacciare semplicemente delle persone. È un problema di sicurezza, decoro urbano, igiene, controllo del territorio e anche di dignità umana».
Il consigliere chiede quindi un sopralluogo immediato, verifiche sulle condizioni igienico-sanitarie, la rimozione dei rifiuti, il ripristino delle condizioni di sicurezza del cantiere e l’accertamento delle modalità con cui le persone avrebbero avuto accesso all’area.
Il punto politico resta quello dei controlli.
«Possibile che nessuno abbia visto? Possibile che nessuno abbia controllato cosa stesse accadendo a pochi passi dalla stazione ferroviaria e dal terminal degli autobus?», domanda Pettinari, rivolgendosi direttamente all’Amministrazione comunale e all’assessore competente in materia di sicurezza e decoro urbano.
Nel mirino finiscono anche la comunicazione istituzionale e le immagini diffuse sui lavori del nuovo Parco Centrale. Secondo il consigliere, i rendering, i reel e le fotografie dei cantieri non possono sostituire la gestione quotidiana dei problemi reali della città.
La vicenda assume anche un ulteriore significato dopo la segnalazione pubblicata il giorno precedente dal collega Massimiliano Di Pillo. Pettinari sottolinea infatti come, dopo quella denuncia, il Comune sia intervenuto nell’area.
Una coincidenza temporale che il consigliere commenta polemicamente: il problema, sostiene, non è soltanto rimuovere tende e rifiuti quando il caso diventa pubblico, ma comprendere come una situazione del genere abbia potuto svilupparsi in una zona tanto centrale senza un intervento precedente.
La domanda finale resta dunque aperta: se davvero le segnalazioni erano già arrivate, perché si è dovuto aspettare che immagini e video finissero pubblicamente sotto gli occhi dei pescaresi prima di intervenire?

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