«La lega è una caserma. La Lega è una squadra. La lega ha pieno rispetto delle regole militari». Queste dichiarazioni sono di Jwan Costanti- ni sia come sindaco di Giulianova che come coordinatore provinciale della Lega di Salvini per Teramo. Espresse all’indomani di una riunione urgente con Luigi D’Eramo, Sottosegretario all’Agricoltura ma soprattutto, in questo caso, coordinatore regionale del partito di Salvini. Jwan Costantini, impegnato in prima fila insieme a tutta la Lega di Teramo e la segretaria comunale, Arianna Fasulo, ha conversa- to in maniera diretta, piccata, cabrata, calibrata, chirurgica con l’onorevole di Azione, Giulio Cesare Sottanelli, in qualità di coordinatore regionale. La prima a lasciare la discussione è sta- ta Arianna Fasulo, immediatamente dopo che Sottanelli aveva espresso una battuta, giudicata pesante e fuori luogo sul sindaco di Giulianova. Facciamo un passo indietro. Paolo Gatti esprime preoccupazione per la distrazione elettorale del comune di Teramo che avrebbe dimenticato di approvare il rendiconto con un probabile intervento di sua Eccellenza il Prefetto. Nulla da dire sulla informativa di Gatti, membro autorevole di Fratelli D’Italia, visto che in diverse riunioni ha parlato per il partito di Giorgia Meloni. La battuta di Sottanelli non è stata quella previ- sta da tutto il gruppo in riunione ma avrebbe espresso la stessa preoccupa- zione di Paolo Gatti , (ex leader di Futuro in, passato ora nelle mani di Alfredo Grotta, vice presidente della Ruzzo reti), indirizzandola verso il comune di Giulianova, chiamando il sindaco, «il fenomeno» quel fenomeno di Giulia- nova che avrebbe gli stessi problemi di Teramo. Immediata la presa di posizione di Arianna Fasulo che ha gentilmente abbandonato il consesso dialettico di “malelingue”, il riferimento a Ivan Graziani è gentilmente un Pigro omaggio storico. La risposta del sindaco di Giulianova ha superato i substrati della politica. In un primo tempo ha tranquillizzato Sottanelli ricordando all’onorevole adriatico che non è stato capace di fare una lista di Azione con o senza simbolo ma di avere sette candidati ospiti nella lista di Antonetti. Una diaspora annunciata fatta solo di proclami e poche realtà. In un secondo tempo ha sempre rimembrato all’onorevole rosetano di essere convinto che solo con l’apposizione della presidente di Azione, Mara Carfagna di poter far vincere Carlo Antonetti al primo turno. In un terzo tempo che per cultura rugbistica dovrebbe richiamare toni pacifici e dopo aver sentito D’Eramo, ecco il ritorno alle regole dei gradi, Costantini si dice pronto, anzi prontissimo, oggi stesso,di cancellare la visita di Salvini a Teramo per Carlo Antonetti, prevista per il 9 Maggio, perchè non ritenuto utile dall’onorevole lontano 31 chilo- metri da Teramo. In sintesi. Sottanelli ci va giù pesante con Costantini e Costantini risponde con cinque assi e un carico da novanta, segnando di blu l’errore del leader abruzzese di Azio- ne. Niente Salvini, il pallone ripreso da Costantini, portato a Giulianova e partita sospesa. Ora la palla torna ad Antonetti che dovrà fare da pacere ma la situazione Lega e Azione, torna ad essere identica a quella del Nazionale. In fondo non era stato Calenda ad aver detto a Salvini che non aveva mai lavo- rato un giorno? Una diatriba che serpeggiava da tempo perchè la Lega era stata invisa sia da Gatti che Sottanelli dal primo momento nella nascita della coalizione. Parenti serpenti.
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Sottanelli chi?
Ma chi è sto Sottanelli?
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