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Ruzzo-Comune: Pagheremo quasi 14 mila euro e il sindaco non risponde...

di Giancarlo Falconi
3 minuti

Il collegio arbitrale ha liquidato( condanna)  il comune di Teramo alle spese legali per i componenti fisici del cda del Ruzzo, Cognitti, Grotta e Forlini, compensi maggiorati del 15%, oltre alle spese per il funzionamento del collegio arbitrale.
Conto della serva circa 14 mila euro ( qualcosa in più ma siamo in difetto)

Carta canta da verificare in galleria.

Come potrebbe rispondere il sindaco di Teramo?
Due possibilità.
La prima.
Ammettere l'errore e fare una colletta tra i consiglieri della maggioranza ( Di Dalmazio e Ciapanna compresi ) ( battuta ironica).
Sarebbe un vero cambiamento.

Seconda.
Rispondere con una tiritera sofistica che offende l'intelligenza del lettore-elettore-cittadino.

"In riferimento alla decisione del collegio arbitrale relativa all’azione intrapresa dal Comune di Teramo in merito al bilancio della Ruzzo Reti spa, l’amministrazione comunale precisa che l’attività del Comune è basata unicamente sulla tutela dell’interesse pubblico, visto che si è in presenza di una società partecipata, la quale deve rispondere alle norme che disciplinano l’azione degli enti pubblici.

  In ogni caso, il pronunciamento del collegio arbitrale non è definitivo ma semplicemente un lodo parziale, relativo ad un aspetto di una più ampia contestazione; l’organismo, infatti, non si è pronunciato nel merito e ha disposto che la causa proceda, riconoscendo implicitamente che ci sono ragioni per esaminare ed approfondire la vicenda.

 L’azione dell’amministrazione è dettata dall’unica volontà di perseguire l’interesse della collettività e dei cittadini dell’intera provincia.

 Si prende atto che la questione posta sarà comunque trattata nel merito, perciò degna di istruttoria.  Quindi, nessuna sconfitta contro la Ruzzo Reti, anzi il procedimento prosegue.

Il Sindaco sottolinea: “Non si tratta di un atto contro qualcuno. La nomina del CdA della Ruzzo non risponde a due criteri: il primo connesso alle disposizioni dello Statuto, il secondo di autentica natura politica, non rinviabile o procrastinabile. Abbiamo posto la questione anche in termini giuridici perché riteniamo necessaria una innovativa direzione, capace di invertire la rotta e assicurare una gestione positiva di una delle aziende più importanti del territorio, che ha il compito di tutelare e garantire un bene primario per i cittadini, quale è appunto l’acqua. La decisione di impugnare il verbale della seduta è in linea con quanto sostenuto e affermato nel messaggio che la nostra elezione ha incarnato: non scendere a compromessi che sanno molto di “politichese” e poco di una reale volontà di affrontare le problematiche e le sfide di un ente fondamentale come è il Ruzzo. Il nostro unico obiettivo è di tornare a fare di tale azienda non solo una società attiva ed efficace ma anche una impresa che risponda alle importanti e ineludibili attese dei cittadini”.


Il declino del sindaco BRucchi, iniziò, in questo modo...non ammettendo i propri errori.
Sindaco D'Alberto,  concilia?

https://www.youtube.com/watch?v=clJrQFRRAOI

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Commenti

Per tornare al ruzzo stiamo ancora spettando che mettano sul sito i CV degli amministratori... così riusciamo a capire da chi siamo amministrati...[è anche un obbligo di legge per enti a partecipazione pubblica]... ma forse conviene che tutto rimanga nella nebbia...

Amministratori se non siete capaci di mettetevi.
Dilettanti allo sbaraglio.