Salta al contenuto principale

Teramo. Ha ragione Vincenzo. Come si può aprire un esercizio commerciale senza accesso per i disabili?

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Ha ragione Vincenzo che corre veloce con la sua carrozzina per le vie di Teramo piena di barriere architettoniche.
Le peggiori tra marciapiedi senza scivoli e buche enormi proprio nel parcheggio per i disabili.
Poi, l'ennesima inaugurazione di un esercizio commerciale.
Quattro entrate che escludono Vincenzo. Nessuna è dotata di rampa di accesso.
Perchè? Chi dovrebbe vigilare? Controllare? 

Il decreto 236/89 stabilisce che le attività aperte al pubblico, come i negozi, devono rispettare il requisito della visitabilità; gli spazi di relazione devono dunque essere accessibili anche a chi ha difficoltà motorie o sensoriali e se la superficie netta del locale è pari o superiore a 250 metri quadrati, almeno un bagno deve essere accessibile ai disabili. Se le caratteristiche previste dal decreto non sono rispettate, il negozio non è considerato agibile. La norma si applica agli edifici di nuova costruzione (edificati dopo l’entrata in vigore del decreto) e a quelli precedenti, poi ristrutturati.

Ecco alcune indicazioni di massima per la scelta della rampa:

  • la rampa deve avere un dislivello inferiore a 3,20 m, una larghezza minima di 0,90 m per permettere ad una persona su sedia a rotelle di passare e di 1,50 m perché due persone possano incrociarsi
  • la pendenza non deve superare l’8%
  • se di fianco alla rampa è presente un parapetto non pieno, bisogna prevedere un cordolo alto almeno 10 cm
  • la pavimentazione deve essere antiscivolo e la rampa andrebbe segnalata con una fascia in materiale diverso perché le persone non vedenti riescano a percepirne la presenza e a capire dove inizia e dove termina

    Sentirsi esclusi è una violenza. Pensarci,si chiama civiltà. 

Commenta

CAPTCHA

Commenti

ok, però non è che per 10 carrozzelle tutti i bar/ristoranti/negozi vari di teramo debbono avere scivoli e bagni disabili...basta 1 su 5...o no??

Spero che lei, Arturo, non dica sul serio??