di Alfredo Giovannozzi
La cattura del presidente Maduro e di sua moglie da parte degli americani, ha solo dato la stura a quella che potrebbe essere una fase di transizione in Venezuela. Un paese dove la comunità abruzzese, di prima, seconda e terza generazione è numerosa e anche forte.
Così Mauro Bafile
Di questa comunità fa parte anche Mauro Bafile, 69 anni, con origini abruzzesi: il papà Gaetano giornalista di Avezzano e la mamma di nascita aquilana. Bafile è il direttore responsabile del quotidiano "La Voce d’Italia”, testata rivolta a tutti gli abruzzesi che vivono in Venezuela (la seconda più numerosa dopo quella siciliana). «Sono costantemente in contatto con i miei giornalisti, in quanto io ora mi trovo a Madrid». Dice Bafile rammaricandosi del fatto di non poter essere lì, insieme ai suoi giornalisti. «Ci aspettavamo qualcosa. Quando un presidente (Trump, ndr) muove una intera flotta per spostarla davanti alle coste venezuelane, non scherza. Qualcosa deve pur fare, visto che ne deve rispondere al paese e al congresso. Parlando con amici avevo detto che sarebbe accaduto qualcosa durante le vacanze. Avrebbero potuto fare lo stesso in Nicaragua ma è un paese povero, non ci sono materie prime preziose. Non mi sono sbagliato».
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