Isabella Di Mattia, 33 anni, originaria del Teramano, è indiziata di aver ucciso il compagno 62enne Marco Pennesi nell'abitazione dell'uomo, una mansarda in viale Matteotti a Civitanova Marche, sul lungomare. La donna è stata trasferita nel carcere di Villa Fastiggi di Pesaro.
La lite, le urla e il sangue
Il tragico episodio risalirebbe al pomeriggio di mercoledì, quando l'uomo è stato trovato senza vita in un lago di sangue poco dopo le 18. Secondo la ricostruzione, Pennesi sarebbe morto per una coltellata al braccio e alcuni colpi alla testa inferti con un oggetto contundente. A dare l'allarme sono stati alcuni vicini, che intorno alle 15 avrebbero sentito urla e rumori di colpi provenire dall'appartamento. Alle loro richieste di aiuto, riferiscono, la donna avrebbe risposto che andava tutto bene e che Pennesi era andato in ospedale. Non credendo a quella versione, i vicini hanno avvisato il cugino della vittima, che ha fatto la tragica scoperta.
Il sopralluogo e il sequestro del coltello
Sul posto sono intervenuti la Polizia, la Scientifica, i Carabinieri e la Polizia Locale, oltre alla Squadra Mobile di Macerata e al sostituto procuratore Enrico Riccioni, titolare delle indagini. Presente anche il medico legale Antonio Tombolini. Gli investigatori hanno sequestrato un coltello lungo 17 centimetri, sporco di sangue, trovato nella borsetta della donna. Nell'appartamento, completamente insanguinato, sono stati trovati anche due manubri da palestra, compatibili con le lesioni alla testa riportate dalla vittima. La donna è stata rinvenuta in stato di choc dalle forze dell'ordine; si ipotizza che dopo i fatti abbia fatto uso di crack.
L'arresto dopo l'interrogatorio
Isabella Di Mattia, uscita da poco dal carcere, è stata condotta in Commissariato e interrogata per circa due ore, tra le 2 e le 4 di notte, al termine delle quali è scattato l'arresto per omicidio volontario. La donna è assistita dall'avvocato Massimo Pistelli.
"Mi ha aggredito, mi sono difesa"
Nel corso dell'interrogatorio la donna avrebbe dichiarato di essere stata aggredita dal compagno e di essersi difesa. Secondo quanto appreso, si trovava in stato di semi-incoscienza e non avrebbe interagito con chi la sorvegliava. Gli inquirenti hanno sentito anche i vicini di casa, una famiglia pakistana che occupa in affitto l'appartamento del cugino della vittima: tutti avrebbero riferito di aver udito urla intorno alle 14.30 del giorno precedente, orario che coinciderebbe con quello presunto della morte di Pennesi secondo la ricognizione effettuata dal medico legale Antonio Tombolini.
Si ringrazia Tito Di Persio
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