Il lungofiume di Teramo è diventato un pascolo per i cinghiali. Gli animali si spingono ormai fino alle vicinanze del micronido della Casetta sul Fiume, in un'area frequentata quotidianamente da famiglie, bambini e cittadini che praticano attività sportiva.
Una presenza sempre più preoccupante, soprattutto quando a muoversi sono interi branchi con femmine e cuccioli. In queste circostanze, un incontro ravvicinato potrebbe diventare particolarmente pericoloso, considerando l'istinto di protezione delle madri.
Nel frattempo, che fine hanno fatto i tanto annunciati dissuasori olfattivi? A giudicare dalla presenza degli ungulati, sembrano avere la stessa utilità della lacca per capelli del vicecommissario della Polizia Locale Vincenzo Calvarese o dello scrivente, tanto per non fare torto a nessuno.
L'ironia, però, lascia spazio a una questione seria: come si può garantire la sicurezza di chi corre, passeggia o accompagna i propri figli nei giochi del parco pubblico?
Non si tratta più di qualche avvistamento occasionale. La presenza dei cinghiali nelle aree urbane richiede interventi concreti, un monitoraggio costante e una strategia condivisa tra gli enti competenti.
Perché il lungofiume dovrebbe essere uno spazio di svago e tranquillità, non un luogo nel quale preoccuparsi di incontrare una scrofa con i suoi piccoli.Stessa storia per i quartieri di Colleatterrato e Colleparco.
La domanda, a questo punto, è una sola: chi interviene prima che un incontro ravvicinato si trasformi in un incidente?
Guardate https://youtube.com/shorts/K_uIwGrgpo4?is=vL_mMZTTO3FTR60T
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