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Teramo, oltre 300 casi di patologia aortica trattati al Mazzini in cinque anni

di Giancarlo Falconi
3 minuti

Oltre 300 pazienti trattati per patologie dell’aorta in cinque anni, più del 40 per cento dei quali in condizioni di urgenza. Sono i numeri che raccontano la crescita del Dipartimento cardio-toraco-vascolare dell’ospedale Mazzini di Teramo, diventato negli ultimi anni un punto di riferimento per interventi cardiovascolari ad alta complessità.
Tra il 2021 e il 2025 sono state eseguite anche 76 procedure sull’arco aortico, uno dei settori più delicati della cardiochirurgia. Un’esperienza maturata in oltre quarant’anni di attività sulla chirurgia dell’aorta e accompagnata dall’introduzione di tecniche sempre più avanzate.
Proprio l’esperienza teramana sarà al centro della seconda edizione di “All Around Aorta² – Le patologie della valvola aortica e dell’aorta toracica”, congresso in programma il 2 e 3 ottobre al Palazzo Kursaal di Giulianova.
L’appuntamento riunirà specialisti provenienti da numerosi centri italiani: cardiochirurghi, cardiologi, chirurghi vascolari, radiologi interventisti, anestesisti, medici di medicina generale e professionisti coinvolti nell’intero percorso di cura cardiovascolare.
Il confronto riguarderà la chirurgia dell’arco aortico e le dissezioni, le patologie della valvola aortica, la Tavi, la chirurgia mini-invasiva, la radice aortica e l’aorta ascendente, fino al follow-up e alla continuità assistenziale.
Le patologie più complesse possono oggi essere affrontate con soluzioni differenti, scelte sulla base delle condizioni e dell’anatomia del singolo paziente. Tra queste figurano le tecniche di “frozen elephant trunk”, le procedure ibride e i trattamenti endovascolari dell’aorta toracica e, in casi selezionati, dello stesso arco aortico.
Un ruolo crescente è svolto anche dalla chirurgia mini-invasiva della valvola aortica, della mitrale e dell’aorta ascendente. Nei pazienti con caratteristiche anatomiche favorevoli, circa l’80 per cento degli interventi viene ormai eseguito attraverso questo tipo di approccio.
Numeri importanti arrivano anche dalla Cardiologia interventistica: nel solo 2025 il programma Tavi del Mazzini ha raggiunto circa 180 impianti transcatetere di valvola aortica.
Il prossimo passo sarà rappresentato dalla nuova sala ibrida attualmente in fase di realizzazione. La struttura permetterà a Cardiochirurgia, Cardiologia interventistica, Radiologia interventistica e Chirurgia vascolare di lavorare nello stesso ambiente, con il supporto dell’Anestesia e Rianimazione cardiochirurgica.
«Un investimento importante – sottolinea il direttore generale della Asl di Teramo, Maurizio Di Giosia – per mettere le professionalità presenti nelle condizioni di esprimere pienamente le proprie competenze e continuare a far crescere un’attività ad alta specializzazione a servizio del territorio».
Per Filippo Santarelli, direttore del Dipartimento cardio-toraco-vascolare della Asl di Teramo, la vera sfida resta quella dell’appropriatezza delle cure.
«Il paziente deve rimanere al centro della scelta terapeutica. Chirurgia, procedure endovascolari e transcatetere non sono mondi contrapposti, ma possibilità diverse da utilizzare nel contesto e nel momento giusto».
Il congresso servirà proprio a mettere a confronto esperienze, tecniche e scelte terapeutiche.
«Vogliamo confrontare esperienze diverse sulle decisioni che quotidianamente risultano più difficili: quale trattamento scegliere, quando intervenire e come programmare il percorso del paziente nel tempo», spiega Francesco Massi, cardiochirurgo del Mazzini e responsabile scientifico dell’evento.
Una due giorni che porterà quindi Giulianova e la Cardiochirurgia di Teramo al centro del confronto nazionale sulle nuove frontiere della cura dell’aorta, partendo da un patrimonio clinico costruito negli anni e da oltre 300 casi trattati soltanto nell’ultimo quinquennio.

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