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La Tercas riparte dalla sua Sala Rossa e dalla vera Banca D'Italia di Guido Carli...

di Giancarlo Falconi
4 minuti

Perchè l'associazione Guido Carli ha scelto come sede in Abruzzo, Teramo?
La risposta è semplice, perchè non avrebbe dovuto?
La risposta va oltre la presenza di Alfonso Di Sabatino Martina, il mio amico Dodo, che riassume la crasi del coordinatore regionale dell'associazione che porta il nome, la storia, del Governatore della Banca d'Italia per tre lustri e Ministro del Tesoro. Va oltre la presenza  di Federico Carli, presidente dell’associazione, nipote del presidente di Bankitalia e portatore sano del pensiero liberale e cristiano democratico. 
La risposta va oltre la sede, la famosa sala rossa di Banca Tercas che ha ospitato Pierluigi Ciocca, abruzzese di adozione, 11 anni da vice direttore di Banca D'Italia e incarichi in ogni parte della moneta mondiale.
La risposta è anche nel libro che ha citato Di Sabatino. Ricchi e Poveri. Nella sua introduzione all'intervento del Professore Ciocca. Un intervento alto perchè frutto di studio e lettura. La differenza. 

Ricchi e poveri.

"Oggi il divario tra ricchi e poveri è piú profondo che mai. E la povertà estrema, diffusa anche nei Paesi avanzati, costituisce una piaga economica oltre che sociale e politica. Di fronte a questo dramma – e a una pandemia che ha tragicamente acuito squilibri e rivendicazioni – l’umanità non è però condannata alle divisioni che la turbano: decisivi saranno il ritorno alla crescita, gli interventi dello Stato e un diverso welfare state.In un’accezione immediata, intuitiva, povero è colui che non dispone delle risorse necessarie a soddisfare i bisogni essenziali. Ricco, al contrario, è colui che possiede denari, beni, sostanze e mezzi molto maggiori di quanto gli occorra per vivere in modo normale. Partendo da un’approfondita e affascinantissima disamina storica, Pierluigi Ciocca affronta un tema sempre piú attuale: le diseguaglianze, infatti, non sono solo un problema morale, ma anche un freno allo sviluppo."

La crisi è economica?
La famosa soluzione è nel comun denominatore tra Di Sabatino e Ciocca che si trova a pagina 105 del libro "La Banca che ci Manca" quando Ciocca scrive delle 
Guarentigie costituzionali, quelle poste dalla costituzione di uno Stato a tutela della libertà dei cittadini. La trasparenza e l'autonomia della banca centrale va protetta da una palese associazione culturale formata dalla società civile, dalle istituzioni, dalla magistratura e dalla politica. Quando viene meno una di queste nature si rischia la separazione tra Banca e Industria e la mancanza di collante. Il segreto? Nelle testimonianze riportate nel libro " La Banca D'Italia-Una Istituzione Speciale"  in quelle-si legge- " Considerazioni finali con cui i Governatori che si sono avvicendati al vertice dell'Istituto, sin da Einaudi nel 1947, hanno riassunto e concluso la loro annuale Relazione agli azionisti e al Paese. Dalla sintesi di Ciocca emergono le luci e le ombre della vicenda storica dell'Italia lungo tre quarti di secolo: la straordinaria ricostruzione dalla guerra perduta; il miracolo economico e i suoi limiti; gli eccessi salariali, il prezzo del petrolio, il debito della Repubblica e, quindi, l'inflazione; la disinflazione, tuttavia seguita dal ristagno e dalle recessioni che hanno impoverito tanti cittadini lungo i due de-cenni sfociati nel Covid-19 del 2020, nell'inflazione internazionale dal 2021 e nel-le ricadute economiche del conflitto fra la Russia e l'Ucraina del 2022. Emerge altresì, autonoma dalla politica e dal mondo degli affari, la figura istituzionale della Banca d'Italia: le analisi, l'impegno operativo, le proposte per contenere l'instabilità e favorire la crescita dell'economia. Per qualità delle analisi, per intensità e difficoltà dell'impegno, la Banca d'Italia risalta nel mondo delle banche centrali. Se le sue proposte non verranno disattese la società italiana potrà tornare a percorrere la strada del benessere".

La Sala Rossa di Banca Tercas?

Luci e ombre.
Aleggiavano i fantasmi di un commissariamento di Banca D'Italia che ha segnato la decadenza di Teramo e la fine reale di Banca Tercas.
Nessuno ha intenzione di confessare un fallimento ma nella Banca che ci manca, abbiamo letto un punto di ripartenza per tutto il territorio. 
Ecco, il segnale, l'auspicio e la via della Guido Carli. 



 

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Commenti

LA SIGNORA IN ROSSO
non è il divertente film del 1984 ma, la triste Banca Tercas da Noi amata e non dimenticata.
La NOSTRA BANCA, svuotata, umiliata & incorprata .
Auguriamoci che insieme alla prestigiosa Associazione Guido Carli possano rientrare il Città almeno una parte di quei milioni evaporati......senza un vero perché!
Oramai
Aznavour