Dedicato a un papà e a un bambino speciale che è stato più forte di una tragedia.
Non ho parole. Quella sua mano piccola talmente piccola che avevo paura ad accarezzarla. Io bianco come il latte, lui nero come il latte. Io bianco come il caffè, lui nero come il caffè. Io bianco come la notte, lui nero come la notte. Io bianco come il giorno, lui nero come il giorno. Siamo andati al mare e quelle onde gli hanno ricordato un dramma vicino. Io bianco come la neve, lui nero come la neve; io bianco come Dio, lui nero come Dio. Siamo andati al mare, in spiaggia e quelle boe che galleggiavano gli hanno ricordato un dramma vicino. Io bianco come l’amore, lui nero come l’amore; io bianco come l’attesa, lui nero come l’attesa, io bianco come una promessa, lui nero come una promessa. Siamo andati al mare oltre la spiaggia, abbiamo messo un piede in acqua e quel brivido gli ha ricordato un dramma tra il chiaro e lo scuro, quasi soffocato. Io bianco come un cuscino, lui nero come un cuscino; io bianco come una preghiera, lui nero come una preghiera. Siamo usciti dall’acqua, piangeva e si girava, attendeva, attendeva, chi non uscirà, mai più. Io bianco come un sorriso, lui nero come un sorriso; io bianco come un abbraccio, lui nero come un abbraccio; io bianco come una carezza, lui nero come una carezza. Siamo tornati a casa mia, a casa nostra. Non mi lasciava il collo, era appeso come una collana, una medaglia, un pendaglio che resisteva a un abbandono. Io bianco come una emozione, lui nero come una emozione; io bianco come una tenerezza, lui nero come una tenerezza. Gli ho rimboccato le coperte e ho dormito guardando il suo dormire. Si svegliava, mi cercava, disperatamente. Bentornato, papà.
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Commenti
Ah.. se tutti capissimo queste parole..
Avevo scritto più o meno la stessa cosa, anche se non è stata pubblicata. Davvero parole misteriose...