Avevamo scritto preoccupati per la nuova riforma sull’ assistenza domiciliare integrata.« Una storia di ordinaria follia sanitaria. Esiste un servizio che funziona e funziona bene in provincia di Teramo con i tempi della sanità ma con la professionalità di operatori sanitari che tengono al proprio lavoro e al rispetto di un’opera che non è solo prettamente sanitaria ma sociale e di ascolto di un territorio che ha sempre più bisogno di assistenza e di punti di riferimento. L’ADI ( assistenza domiciliare integrata) in provincia di Teramo e in Abruzzo corre il rischio di essere fagocitata in una serie infinita di cooperative e di non avere figure essenziali con cui legare un rapporto di stima e di fiducia. La durata dell’assistenza è prevista per un periodo non superiore a 6 mesi, anche se l’équipe può prolungare tale periodo valutando le necessità del caso» Abbiamo capito che a “Caval Donato”non si guarda in bocca ma Anche nell’ADI di terzo livello il responsabile organizzativo è l’infermiere, mentre quello terapeutico è il medico di medicina generale. Una riforma dell’Adi regionale voluta dal Presidente Marsilio e dai suoi consulenti romani che potrebbe creare una macchina regionale immensa perdendo completamente il senso del territorio e delle aree interne. Vogliamo far parlare i numeri? In provincia di Teramo si occupano dell’Adi tre cooperative. Un fabbisogno stimato per circa 6 milioni e duecentomila euro. L’importo che sarebbe attribuibile all’Aric ( Agenzia regionale di informatica e committenza) andrebbe a svantaggiare l’attuale servizio di assistenza per 2 milioni e duecentomila euro. Quattro/quattro e cinquecentomila di euro destinati a base d’asta. Dobbiamo continuare? Le nostre domande finali? L’Aric ha comunicato che entro Giugno si dovrà avere funzionante l’interfaccia con il sistema gestionale regionale e i 13 diversi altri software. Come sarà possibile quando ora si hanno difficoltà a interfacciare anche una sola cooperativa con il sistema generale? La verità? La nuova gestione Adi è slittata almeno di un mese ma secondo i nostri calcoli anche di qualche mese, visto che i sistemi continuano a non parlare e interagire tra di loro. Dei software molto costosi che andranno a influenzare i bilanci delle cooperative e i relatvi servizi. Le asl di Teramo e Chieti hanno iniziato l’Adi, il nuovo servizio con le gare d’appalto di un anno di durata più il rinnovo. Che cosa accadrà? Si andrà incontro a dei contenziosi? Chi pagherebbe in questo caso con un giudizio negativo? Senza contare i pazienti speciali come le persone affette da Sla che potrebbero dover cambiare infermieri. Lossapete cosa comporterebbe?
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