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Frana di Silvi. Disastro colposo? Indaga la Magistratura di Teramo...

di Giancarlo Falconi
1 minuto

La frana che dal 28 marzo ha colpito Silvi Paese finisce sotto la lente della magistratura. Nella giornata di oggi il sostituto procuratore Stefano Giovagnoni ha effettuato un sopralluogo nell’area interessata dal dissesto, avviando di fatto un’indagine per fare chiarezza sulle cause e sulle eventuali responsabilità.

Il fascicolo, al momento senza indagati, ipotizza il reato di crollo colposo o altro disastro. Il magistrato ha documentato lo stato dei luoghi attraverso rilievi fotografici e video, primo materiale su cui si baserà l’attività investigativa.

L’attenzione della Procura si concentra sulla storia urbanistica e ambientale del versante, con l’obiettivo di capire se negli anni siano state rispettate le procedure autorizzative e se eventuali rischi idrogeologici fossero già noti o sottovalutati. Tra gli elementi al vaglio anche la relazione dei geologi del Dipartimento nazionale della Protezione civile, mentre non si esclude la nomina di un perito per approfondire il quadro tecnico.

Sul fronte dell’emergenza, intanto, la situazione resta delicata. Nella giornata di oggi è stato disposto lo sgombero forzato delle ultime due famiglie rimaste nell’unica abitazione inizialmente ritenuta agibile. Il peggioramento delle condizioni del terreno, aggravato dalle piogge, ha portato a estendere le misure di sicurezza.

Sale così a nove il numero degli edifici dichiarati inagibili o evacuati in via precauzionale, mentre l’area resta sotto stretta osservazione per il rischio di ulteriori cedimenti.

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