Tutte le poesie

E poi ci sono le Donne Donne…
E quelle non devi provare a capirle,
perchè sarebbe una battaglia persa in partenza.
Le devi prendere e basta.
Devi prenderle e baciarle, e non devi dare loro il tempo il tempo di pensare.
Devi spazzare via con un abbraccio
che toglie il fiato, quelle paure che ti sapranno confidare una volta sola, una soltanto.
a bassa, bassissima voce. Perchè si vergognano delle proprie debolezze e, dopo
averle raccontate si tormentano – in una agonia
lenta e silenziosa – al pensiero che, scoprendo il fianco, e mostrandosi umane e fragili e
bisognose per un piccolo fottutissimo attimo,
vedranno le tue spalle voltarsi ed i tuoi passi
allontanarsi.
Perciò prendile e amale. Amale vestite, che a
spogliarsi son brave tutte.
Amale indifese e senza trucco, perchè non sai
quanto gli occhi di una donna possono trovare
scudo dietro un velo di mascara.
Amale addormentate, un po’ ammaccate quando il sonno le stropiccia.
Amale sapendo che non ne hanno bisogno: sanno bastare a se stesse.
Ma appunto per questo, sapranno amare te come nessuna prima di loro.

Alda Merini

Se saprai starmi vicino,

e potremo essere diversi,
se il sole illuminerà entrambi
senza che le nostre ombre si sovrappongano,
se riusciremo ad essere “noi” in mezzo al mondo
e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.

Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
e non il ricordo di come eravamo,
se sapremo darci l’un l’altro
senza sapere chi sarà il primo e chi l’ultimo
se il tuo corpo canterà con il mio perché insieme è gioia…

Allora sarà amore
e non sarà stato vano aspettarsi tanto.

Pablo Neruda

Un amore felice. È normale?

è serio? è utile?
Che se ne fa il mondo di due esseri
che non vedono il mondo?

Innalzati l’uno verso l’altro senza alcun merito,
i primi qualunque tra un milione, ma convinti
che doveva andare così – in premio di che? Di nulla;

la luce giunge da nessun luogo –
perché proprio su questi, e non su altri?
Ciò offende la giustizia? Sì.
Ciò offende i principi accumulati con cura?
Butta giù la morale dal piedistallo? Sì, infrange e butta giù.

Guardate i due felici:
se almeno dissimulassero un po’,
si fingessero depressi, confortando così gli amici!
Sentite come ridono – è un insulto.
In che lingua parlano – comprensibile all’apparenza.
E tutte quelle loro cerimonie, smancerie,
quei bizzarri doveri reciproci che s’inventano –
sembra un complotto contro l’umanità!

È difficile immaginare dove si finirebbe
se il loro esempio fosse imitabile.
Su cosa potrebbero contare religioni, poesie,
di che ci si ricorderebbe, a che si rinuncerebbe,
chi vorrebbe restare più nel cerchio?

Un amore felice. Ma è necessario?
Il tatto e la ragione impongono di tacerne
come d’uno scandalo nelle alte sfere della Vita.
Magnifici pargoli nascono senza il suo aiuto.
Mai e poi mai riuscirebbe a popolare la terra,
capita, in fondo, di rado.

Chi non conosce l’amore felice
dica pure che in nessun luogo esiste l’amore felice.
Con tale fede gli sarà più lieve vivere e morire.

Wisława Szymborska,

Non ti auguro un dono qualsiasi,

ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guadarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per guardare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.

Elli Michler

Con uno sguardo mi ha resa più bella,

e io questa bellezza l'ho fatta mia.
Felice, ho inghiottito una stella.
Ho lasciato che mi immaginasse
a somiglianza del mio riflesso
nei suoi occhi. Io ballo, io ballo
nel battito di ali improvvise.
Il tavolo è tavolo, il vino è vino
nel bicchiere che è un bicchiere
e sta lì dritto sul tavolo.
Io invece sono immaginaria,
incredibilmente immaginaria,
immaginaria fino al midollo.
Gli parlo di tutto ciò che vuole:
delle formiche morenti d'amore
sotto la costellazione del soffione.
Gli giuro che una rosa bianca,
se viene spruzzata di vino, canta.
Mi metto a ridere, inclino il capo
con prudenza, come per controllare
un'invenzione. E ballo, ballo
nella pelle stupita, nell'abbraccio
che mi crea.
Eva dalla costola, Venere dall'onda,
Minerva dalla testa di Giove
erano più reali.
Quando lui non mi guarda,
cerco la mia immagine
sul muro. E vedo solo
un chiodo, senza il quadro.

WISLAWA SZYMBORSKA

 La gente che mi piace

Mi piace la gente che vibra,
che non devi continuamente sollecitare
e alla quale non c'è bisogno di dire cosa fare
perché sa quello che bisogna fare
e lo fa in meno tempo di quanto sperato.

Mi piace la gente che sa misurare
le conseguenze delle proprie azioni,
la gente che non lascia le soluzioni al caso.

Mi piace la gente giusta e rigorosa,
sia con gli altri che con se stessa,
purché non perda di vista che siamo umani
e che possiamo sbagliare.

Mi piace la gente che pensa
che il lavoro in equipe, fra amici,
è più produttivo dei caotici sforzi individuali.

Mi piace la gente che conosce
l'importanza dell'allegria.

Mi piace la gente sincera e franca,
capace di opporsi con argomenti sereni e ragionevoli.

Mi piace la gente di buon senso,
quella che non manda giù tutto,
quella che non si vergogna di riconoscere
che non sa qualcosa o si è sbagliata.

Mi piace la gente che, nell'accettare i suoi errori,
si sforza genuinamente di non ripeterli.

Mi piace la gente capace di criticarmi
costruttivamente e a viso aperto:
questi li chiamo "i miei amici".

Mi piace la gente fedele e caparbia,
che non si scoraggia quando si tratta
di perseguire traguardi e idee.

Mi piace la gente che lavora per dei risultati.

Con gente come questa mi impegno a qualsiasi impresa,
giacché per il solo fatto di averla al mio fianco
mi considero ben ricompensato.

Mario Benedetti

Dal profondo della notte che mi avvolge,
Buia come un pozzo che va da un polo all'altro,
Ringrazio qualunque dio esista
Per l'indomabile anima mia.

Nella feroce stretta delle circostanze
Non mi sono tirato indietro né ho gridato.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo di collera e di lacrime
Incombe solo l'Orrore delle ombre,
Eppure la minaccia degli anni
Mi trova,e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.

 FACCIAMO UN PATTO

Compagna
lei sa
che può contare
su di me
non fino a due
né fino a dieci
ma contare
su di me

se qualche volta
sentirà
che la guardo negli occhi
e una vena d’amore
riconosce nei miei
non spiani i suoi fucili
non pensi, che delirio!
malgrado la vena
o forse perché esiste
lei può contare
su di me

se altre volte
mi trova
schivo senza una ragione
non pensi, che noia!
lo stesso può contare
su di me
ma facciamo un patto
io vorrei contare
su di lei
è così bello
sapere che lei esiste
uno si sente vivo
e quando dico questo
voglio dire contare
anche se fino a due
anche se fino a cinque
non più perché lei accorra
premurosa in mio aiuto
ma per sapere
con certezza
che lei sa che può
contare su di me.

Mario Benedetti

 Io non ti chiedo di portarmi

una stella celeste,

solo ti chiedo di riempire

il mio spazio con la tua luce.

Io non ti chiedo di firmarmi

dieci fogli grigi per poter amare,

solo chiedo che tu ami

le colombe che amo osservare.

Dal passato non lo nego

ci arriverà un giorno il futuro

e del presente

cosa importa alla gente

se non fanno altro che parlare.

Io non ti chiedo.

Segui quest'attimo colmandolo di motivi per respirare, non concederti, non negarti

non parlare solo per parlare.

Io non ti chiedo di andarmi a prendere

una stella celeste

solo chiedo che il mio spazio

sia pieno della tua luce.

Mario Benedetti

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari.
E fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei.
E stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare.

Bertolt Brecht

   

 Non ti arrendere

Non ti arrendere, ancora sei in tempo
di conseguire e cominciare di nuovo,
seppellire le tue paure,
liberare il buonsenso,
riprendere il volo.
Non ti arrendere perché la vita e così.
Continuare il viaggio,
perseguire i tuoi sogni,
sciogliere il tempo,
togliere le macerie
e scoperchiare il cielo.
Non ti arrendere per favore, non cedere
anche se il freddo brucia
anche se la paura morde
anche se il sole si nasconde
e taccia il vento
ancora c'è fuoco nella tua anima
ancora c'è vita nei tuoi sogni.
Perché la vita è tua e tuo anche il desiderio
perche lo hai voluto e perché ti amo.
Perché esiste il vino e l'amore, è certo.
Perché non vi sono ferite che non curi il tempo
aprire le porte, togliere i catenacci,
abbandonare le muraglie che ti protessero,
vivere la vita e accettare la sfida,
recuperare il sorriso,
provare un canto,
abbassare la guardia
e stendere le mani
dispiegare le ali
e tentare di nuovo.
Celebrare la vita e riprendere i cieli.
Non ti arrendere, per favore non cedere,
anche se il freddo brucia
anche se la paura morde,
anche se il sole tramonti e taccia il vento,
ancora c'e fuoco nella tua anima,
ancora c'è vita nei tuoi sogni
perché ogni giorno è un nuovo inizio,
perché questa è l'ora e il miglior momento.
Perché non sei sola, perché ti amo.

Mario Benedetti

Come farti capire che c'è sempre tempo?
Che uno deve solo cercarlo e darselo,
Che non è proibito amare,
Che le ferite si rimarginano,
Che le porte non devono chiudersi,
Che la maggiore porta è l'affetto,
Che gli affetti ci definiscono,
Che cercare un equilibrio non implica essere tiepido,
Che trovarsi è molto bello,
Che non c'è nulla di meglio che ringraziare,
Che nessuno vuole essere solo,
Che per non essere solo devi dare,
Che aiutare è potere incoraggiare ed appoggiare,
Che adulare non è aiutare,
Che quando non c'è piacere nelle cose non si sta vivendo,
Che si sente col corpo e la mente,
Che si ascolta con le orecchie,
Che costa essere sensibile e non ferirsi,
Che ferirsi non è dissanguarsi,
Che chi semina muri non raccoglie niente,
Che sarebbe meglio costruire ponti,
Che su di essi si va all'altro lato e si torna anche,
Che ritornare non implica retrocedere,
Che retrocedere può essere anche avanzare,
Come farti sapere che nessuno stabilisce norme salvo la vita?
Come farti sapere che c'è sempre tempo?

Mario Benedetti  

Ner modo de pensà c'è un gran divario:

mi' padre è democratico cristiano,
e, siccome è impiegato ar Vaticano,
tutte le sere recita er rosario;

de tre fratelli, Giggi ch'er più anziano
è socialista rivoluzzionario;
io invece so' monarchico, ar contrario
de Ludovico ch'è repubbricano.

Prima de cena liticamo spesso
pe' via de 'sti principî benedetti:
chi vò qua, chi vò là... Pare un congresso!

Famo l'ira de Dio! Ma appena mamma
ce dice che so' cotti li spaghetti
semo tutti d'accordo ner programma.

Trilussa

 Tengo na 'nnammurata


ca è tutt' 'a vita mia.

Mo tene sittant'anne, povera mamma mia!

Cu chella faccia 'e cera,

sotto 'e capille janche,

me pare na sant'Anna

cu ll'uocchie triste e stanche.

Me legge dint' 'o penziero,

me guarda e m'anduvina

si tengo nu dulore

si tengo quacche spina...

Totò

 Tengo na 'nnammurata


ca è tutt' 'a vita mia.

Mo tene sittant'anne, povera mamma mia!

Cu chella faccia 'e cera,

sotto 'e capille janche,

me pare na sant'Anna

cu ll'uocchie triste e stanche.

Me legge dint' 'o penziero,

me guarda e m'anduvina

si tengo nu dulore

si tengo quacche spina...

A tutti gli illusi, a quelli che parlano al vento.
Ai pazzi per amore, ai visionari,
a coloro che darebbero la vita per realizzare un sogno.
Ai reietti, ai respinti, agli esclusi. Ai folli veri o presunti.
Agli uomini di cuore,
a coloro che si ostinano a credere nel sentimento puro.
A tutti quelli che ancora si commuovono.
Un omaggio ai grandi slanci, alle idee e ai sogni.
A chi non si arrende mai, a chi viene deriso e giudicato.
Ai poeti del quotidiano.
Ai “vincibili” dunque, e anche
agli sconfitti che sono pronti a risorgere e a combattere di nuovo.
Agli eroi dimenticati e ai vagabondi.
A chi dopo aver combattuto e perso per i propri ideali,
ancora si sente invincibile.
A chi non ha paura di dire quello che pensa.
A chi ha fatto il giro del mondo e a chi un giorno lo farà.
A chi non vuol distinguere tra realtà e finzione.
A tutti i cavalieri erranti.

Miguel de Cervantes

Se riuscirai a non perdere la testa quando tutti
la perdono intorno a te, dandone a te la colpa;
se riuscirai ad aver fede in te quando tutti dubitano,
e mettendo in conto anche il loro dubitare;
se riuscirai ad attendere senza stancarti nell'attesa,
se, calunniato, non perderai tempo con le calunnie,
o se, odiato, non ti farai prendere dall'odio,
senza apparir però troppo buono o troppo saggio;

se riuscirai a sognare senza che il sogno sia il padrone;
se riuscirai a pensare senza che pensare sia il tuo scopo,
se riuscirai ad affrontare il successo e l'insuccesso
trattando quei due impostori allo stesso modo
se riuscirai ad ascoltare la verità da espressa
distorta da furfanti per intrappolarvi gli ingenui,
o a veder crollare le cose per cui dai la tua vita
e a chinarti per rimetterle insieme con mezzi di ripiego;

se riuscirai ad ammucchiare tutte le tue vincite
e a giocartele in un sol colpo a testa-e-croce,
a perdere e a ricominciar tutto daccapo,
senza mai fiatare e dir nulla delle perdite;
se riuscirai a costringere cuore, nervi e muscoli,
benché sfiniti da un pezzo, a servire ai tuoi scopi,
e a tener duro quando niente più resta in te
tranne la volontà che ingiunge: "tieni duro! ";

se riuscirai a parlare alle folle serbando le tue virtù,
o a passeggiar coi Re e non perdere il tuo fare ordinario;
se né i nemici o i cari amici riusciranno a colpirti,
se tutti contano per te, ma nessuno mai troppo;
se riuscirai a riempire l'attimo inesorabile
e a dar valore ad ognuno dei suoi sessanta secondi,
il mondo sarà tuo allora, con quanto contiene,
e - quel che è più, tu sarai un Uomo, ragazzo mio!

Kipling

Non ho bisogno di tempo
per sapere chi sei:
conoscersi è luce improvvisa.
Chi ti potrà conoscere
là dove taci, o nelle
parole con cui tu taci?
Chi ti cerchi nella vita
che stai vivendo, non sa
di te che allusioni,
pretesti in cui ti nascondi.
E seguirti all'indietro
in ciò che hai fatto, prima,
sommare azioni a sorriso,
anni a nomi, sarà
come perderti. Io no.
Ti ho conosciuto nella tempesta.
Ti ho conosciuto, improvvisa,
in quello squarcio brutale
di tenebra e luce,
dove si rivela il fondo
che sfugge al giorno e alla notte.
Ti ho visto, mi hai visto, ed ora,
nuda ormai dell'equivoco,
della storia, del passato,
tu, amazzone sulla folgore,
palpitante di recente
ed inatteso arrivo,
sei così anticamente mia,
da tanto tempo ti conosco,
che nel tuo amore chiudo gli occhi,
e procedo senza errare,
alla cieca, senza chiedere nulla
a quella luce lenta e sicura
con cui si riconoscono lettere
e forme e si fanno conti
e si crede di vedere
chi tu sia, o mia invisibile.
Pedro Salinas


Poi sei venuta tu,
e t'è bastata un'occhiata
per vedere
dietro quel ruggito,
dietro quella corporatura,
semplicemente un fanciullo.
L'hai preso,
hai tolto via il cuore
e, così,
ti ci sei messa a giocare,
come una bambina con la palla.
E tutte,
signore e fanciulle,
sono rimaste impalate
come davanti a un miracolo.
"Amare uno così?
Ma quello ti si avventa addosso!
Sarà una domatrice,
una che viene da un serraglio"!
Ma io, io esultavo.
Niente più
giogo!
Impazzito dalla gioia,
galoppavo,
saltavo come un indiano a nozze,
tanto allegro mi sentivo,
tanto leggero.                          Vladimir Majakovskij


La mia borsa da viaggio, consunta
in tre parti del mondo:
da ieri se ne sta in mezzo
al soggiorno.   Anche se non intendo per nulla, mettermi in viaggio.
Mi oppongo semplicemente
alla tentazione di credere
di essere già
arrivato –   mi oppongo al non sperare altro dal futuro
che la continuità indolore
del presente.       Rainer Malkowski
Peppino Impastato (Luigi Lo Cascio) e Giovanni Impastato (Paolo Briguglia)  
Sei andato a scuola, sai contare?
Come contare?
«Come contare», uno, due, tre, quattro. Sai contare?
Sì, so contare.
E sai camminare?
So camminà.
E contare e camminare, insieme, lo sai fare?
Sì, penso di sì...
Allora forza. Conta e cammina. Dai. Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto..
Dove stiamo andando?
Forza, conta e cammina! ottantanove, novanta, novantuno, novantadue,
Peppino...
Novantatré, novantaquattro, novantacinque, novantasei, novantasette, novantotto, novantanove e cento! Lo sai chi c'abita qua?
Ammuninne
Ah, u'zu Tanu c'abita qua! Cento passi ci sono da casa nostra, cento passi! Vivi nella stessa strada, prendi il caffè nello stesso bar, alla fine ti sembrano come te! «Salutiamo zu' Tanu!» «I miei ossequi, Peppino. I miei ossequi, Giovanni». E invece sono loro i padroni di Cinisi! E mio padre, Luigi Impastato, gli lecca il culo come tutti gli altri! Non è antico, è solo un mafioso, uno dei tanti!
È nostro padre.
Mio padre, la mia famiglia, il mio paese! Io voglio fottermene! Io voglio dire che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculoo! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!
Poi fece notte
due sedie di legno
sulla luna
sulle sedie
loro due
scalzi
l'uno di fronte all'altra
toccandosi appena
gli alluci.

Ghianni Ritsos


Non posso esistere senza di te.
Mi dimentico di tutto tranne che di rivederti:
la mia vita sembra che si arresti lì,
non vedo più avanti.
Mi hai assorbito.
In questo momento ho la sensazione
come di dissolvermi:
sarei estremamente triste
senza la speranza di rivederti presto.
Avrei paura a staccarmi da te.
Mi hai rapito via l'anima con un potere
cui non posso resistere;
eppure potei resistere finché non ti vidi;
e anche dopo averti veduta
mi sforzai spesso di ragionare
contro le ragioni del mio amore.
Ora non ne sono più capace.
Sarebbe una pena troppo grande.
Il mio Amore è egoista.
Non posso respirare senza di te.

           

          Keats

Il modo tuo d'amare
È lasciare che io ti ami.
Il si con cui ti abbandoni
È il silenzio. I tuoi baci
Sono offrirmi le labbra
Perché io le baci.
Mai parole o abbracci
Mi diranno che esistevi
E mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi,
mappe, telefoni, presagi,
tu, no.
E sto abbracciato a te
Senza chiederti nulla, per timore
Che non sia vero
Che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
Senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
Con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d'amarti solo io.

Pedro Salinas

Una di quelle assenze che rimangono inosservate. Niente di drammatico – solo un lungo sguardo
su immagini di un tempo più chiaro. La conversazione continua. Una colazione in un albergo di campagna.
Eravamo seduti uno di fronte all’altro
come adesso.
Paragoni al cospetto dei quali il presente
non ha nessuna probabilità.
Una tale
infedeltà.   Rainer Malkowski

- Fai la telefonata che temi di fare - Alzati prima di quando vorresti alzarti - Dai più di quanto ricevi - Preoccupati degli altri più di quanto loro facciano con te - Lotta anche quando sei già ferito, sanguinante e dolorante - Conduci quando nessun altro ancora ti segue - Investi su te stesso anche se nessun altro lo fa - Accetta di sentirti uno sciocco mentre cerchi risposte che non hai - Cerca dettagli quando è più facile trascurarli - Dai risultati quando avresti la possibilità di mettere scuse - Cerca le tue spiegazioni ai fatti anche quando ti si dice di accettarli così - Fai errori e sembra un idiota - Prova, fallisci, e prova di nuovo - Corri più veloce anche se non hai più fiato - Sii gentile con chi è stato crudele con te - Stabilisci scadenze assurde e ottieni risultati impareggiabili - Sentiti responsabile delle tue azioni anche quando le cose vanno male - Dirigiti verso dove vuoi andare, non importa cosa ti trovi davanti - Fai le cose più difficili, quelle che nessun altro fa, quelle che ti fanno paura e ti fanno domandare per quanto tempo puoi ancora sopportare.

Dan Waldschmidt

In principio, ogni cosa era viva. I più piccoli oggetti erano dotati di cuori palpitanti, e anche le nuvole avevano un nome. Le forbici potevano camminare, i telefoni e le teiere erano cugini primi, gli occhi e gli occhiali erano fratelli. Il quadrante dell’orologio era un volto umano, ogni pisello nella tua ciotola aveva una diversa personalità, e la griglia del radiatore sul muso della macchina dei tuoi genitori era una bocca piena di denti che ghignava. Le penne erano dirigibili. Le monetine dischi volanti. I rami degli alberi erano braccia. Le pietre potevano pensare, e Dio era ovunque.

Paul Auster

Dice lui, dice lei Le donne devono cucinare,
dice lui l'unica cosa che cucinerò è la tua carne,
dice lei le donne sono creature infernali,
dice lui bene, dunque sei avvertito,
dice lei delle donne non ci si può fidare,
dice lui ringraziami dopo,
dice lei le donne parlano troppo,
dice lui zitto e fai l'amore con me,
dice lei le donne esistono per dare piacere ai loro amanti,
dice lui dimmi "per favore" e potrei anche pensarci ,
dice lei le donne si innamorano facilmente,
dice lui come hai detto che ti chiami,
dice lei le donne sognano soltanto di sposarsi,
dice lui non contarci,
dice lei le donne al volante sono un pericolo,
dice lui ricordatene quando ti investirò con la mia macchina ,
dice lei le donne vanno sculacciate quando si comportano male,
dice lui cosa aspetti?,
dice lei le donne andrebbero legate,
dice lui dove è la corda?
dice lei le donne non sopportano storie di una notte,
dice lui prova a ridirlo quando sarò filata via domani mattina,
dice lei non aspettarti che rimanga per sempre,
dice lui me lo prometti?,
dice lei.

Joumana Jo Haddad

Non serve questa discrezione,
ma come avrò il coraggio di dirlo?
A me è dato respirare in una felicità non passeggera,
a me è dato vivere in una giovinezza non soddisfatta,
e scegliere e amare in una libertà fuorilegge.

Nina Berberova

Lo so che tutto è già stato descritto:
l’amore, l’odio, l’ira e il dolore.
Lo so.
Lo so che ogni parola ha infiniti padroni:
morti e vivi, sinceri e falsi.
Lo so.
Ma so anche che a nessun altro
è dato di vivere me stesso.
Ecco perché a nessuno concedo
di parlare al mio posto.

Rainer Malkowski

lui fa:mi fai sentire
lei fa:guarda che urlo
lui fa:solo una volta
lei fa:però,che bello
lui fa:mi fai toccare
lei fa:tu dimmi quanto
lui fa:ma tanto tanto
lei fa:allora fallo
lui fa:andiamo andiamo
lei fa:ma non lontano
lui fa:cos’è lontano
lei fa:dove sei tu
lui fa:potrei restare
lei fa:in quale maniera
lui fa:in questa maniera
lei fa:sì se mi baci
lui fa:mi potrei muovere
lei fa:è forse amore
lui fa:sì se lo vuoi
lei fa:così mi uccidi
lui fa:ma è la vita
lei fa:però tua moglie
lui fa:ora
lei fa:ooh
lui fa:che meraviglia
lei fa:continua dai
lui fa:oh no no no
lei fa:adesso piano

lui fa:vvvvieni?
lei fa:mmmm
lui fa:tu sei divina!
lei fa:e tu sei Mio

- e.e.cummings

Te lasciarti essere te
tutta intera
Vedere che tu sei solo
se sei tutto
ciò che sei la tenerezza e la furia
quel che vuole sottrarsi
e quel che vuole aderire

Chi ama solo una metà
non ti ama a metà
ma per nulla
ti vuole ritagliare
a misura amputare mutilare

Lasciarti essere te è difficile o facile ?
Non dipende da quanta intenzione o saggezza
ma da quanto amore e quanta aperta nostalgia di tutto -
di tutto quel che tu sei

Del calore e del freddo della bontà
e della protervia della tua volontà
e irritazione di ogni tuo gesto
della tua ritrosia
incostanza costanza

Allora questo lasciarti essere te
non è forse così difficile

Erich Fried

Non che il mondo sia più sicuro –
eppure, nell’oscurità,
ti addormenti al mio fianco,
e quando ti desti la giornata inizia con te;
stupita e irrequieta, come un primo mattino.
Fare colazione o l’amore.
Pronta al riso,
alla discussione e alla sorpresa.
Non è che il mondo sia più sicuro.
Solo questo –
c’è che amo il tuo sorriso.

M. Dorcey

Bello essere gran tenerezza con un cuore vicino,
con un dolore remoto.

Josè Hierro Real

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che la sofferenza e il dolore emozionali
sono solo un avvertimento che mi dice di non vivere contro la mia verità.
Oggi so che questo si chiama
AUTENTICITA’
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito
com’è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri,
pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta,
anche se quella persona ero io.
Oggi so che questo si chiama
RISPETTO PER SE STESSI.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso
di desiderare un’altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda
é un invito a crescere.
Oggi so che questo si chiama
MATURITA’.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre
ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto quello
che succede va bene.
Da allora ho potuto stare tranquillo.
Oggi so che questo si chiama
RISPETTO PER SE STESSI.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di privarmi del mio tempo libero
e di concepire progetti grandiosi per il futuro.
Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento,
ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi.
Oggi so che questo si chiama
SINCERITA’.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò
che non mi faceva del bene: cibi, persone, cose, situazioni e da tutto ciò
che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso,
all’inizio lo chiamavo “sano egoismo”, ma oggi so che questo è
AMORE DI SE’
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di voler avere sempre ragione.
E cosi ho commesso meno errori.
Oggi mi sono reso conto che questo si chiama
SEMPLICITA’.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono rifiutato di vivere nel passato
e di preoccuparmi del mio futuro.
Ora vivo di piu nel momento presente, in cui TUTTO ha un luogo.
E’ la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo

PERFEZIONE.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che il mio pensiero può
rendermi miserabile e malato.
Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore,
l’intelletto è diventato un compagno importante.
Oggi a questa unione do il nome di

SAGGEZZA DEL CUORE.

Non dobbiamo continuare a temere i contrasti,
i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri
perché perfino le stelle, a volte, si scontrarno fra loro dando origine
a nuovi mondi.
Oggi so che.. QUESTO è LA VITA!

Kim e Alison McMillen

Il Magico Natale

S'io fossi il mago di Natale
farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento,
ma non l'alberello finto,
di plastica, dipinto
che vendono adesso all'Upim:
un vero abete, un pino di montagna,
con un po' di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di resina
in tutte le camere,
e sui rami i magici frutti: regali per tutti.
Poi con la mia bacchetta me ne andrei
a fare magie
per tutte le vie.

In via Nazionale
farei crescere un albero di Natale
carico di bambole
d'ogni qualità,
che chiudono gli occhi
e chiamano papà,
camminano da sole,
ballano il rock an'roll
e fanno le capriole.
Chi le vuole, le prende:
gratis, s'intende.

In piazza San Cosimato
faccio crescere l'albero
del cioccolato;
in via del Tritone
l'albero del panettone
in viale Buozzi
l'albero dei maritozzi,
e in largo di Santa Susanna
quello dei maritozzi con la panna.

Continuiamo la passeggiata?
La magia è appena cominciata:
dobbiamo scegliere il posto
all'albero dei trenini:
va bene piazza Mazzini?
Quello degli aeroplani
lo faccio in via dei Campani.
Ogni strada avrà un albero speciale
e il giorno di Natale
i bimbi faranno
il giro di Roma
a prendersi quel che vorranno.
Per ogni giocattolo
colto dal suo ramo
ne spunterà un altro
dello stesso modello
o anche più bello.
Per i grandi invece ci sarà
magari in via Condotti
l'albero delle scarpe e dei cappotti.
Tutto questo farei se fossi un mago.
Però non lo sono
che posso fare?
Non ho che auguri da regalare:
di auguri ne ho tanti,
scegliete quelli che volete,
prendeteli tutti quanti.

Gianni Rodari

dedicata a Nelson Mandela...

Dal profondo della notte che mi avvolge,
Nera come un pozzo da un polo all'altro,
Ringrazio qualunque dio esista
Per la mia anima invincibile.

Nella feroce morsa delle circostanze
Non ho arretrato né gridato.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma non chino.

Oltre questo luogo d'ira e lacrime
Incombe il solo Orrore delle ombre,
E ancora la minaccia degli anni
Mi trova e mi troverà senza paura.

Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.

Se tu mi avessi chiesto: "Come stai?"
se tu mi avessi chiesto dove andiamo
t'avrei risposto "bene, certo sai"
ti parlo però senza fiato
mi perdo nel tuo sguardo colossale,
la stella polare sei tu mi sfiori e ridi no, cosi non vale
non parlo e se non parlo poi sto male

Quanto t'ho amato e quanto t'amo non lo sai
e non lo sai perchè non te l'ho detto mai
anche se resto in silenzio, tu lo capisci da te

Quanto t'ho amato e quanto t'amo non lo sai
non l'ho mai detto e non te lo dirò mai
nell'amor le parole non contano conta la musica.

Se tu mi avessi chiesto: "Che si fa?"
se tu mi avessi chiesto dove andiamo
t'avrei risposto dove il vento va
le nuvole fanno un ricamo
mi piove sulla testa un temporale
il cielo nascosto sei tu ma poi svanisce in mezzo alle parole
per questo io non parlo e poi sto male

Quanto t'ho amato e quanto t'amo non lo sai
e non lo sai perchè non te l'ho detto mai
anche se resto in silenzio, tu lo capisci da te

Quanto t'ho amato e quanto t'amo non lo sai
non l'ho mai detto e non te lo dirò mai
nell'amor le parole non contano conta la musica.

Quanto t'ho amato e quanto t'amo non lo sai
non l'ho mai detto ma un giorno capirai
nell'amor le parole non contano conta la musica

Cerami

 

Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.

William Ernest Henley

Lascia sempre vagare la fantasia,
È sempre altrove il piacere:
E si scioglie, solo a toccarlo, dolce,
Come le bolle quando la pioggia picchia;
Lasciala quindi vagare, lei, l’alata,
Per il pensiero che davanti ancor le si stende;
Spalanca la porta alla gabbia della mente,
E, vedrai, si lancerà volando verso il cielo.

John Keats

Lo specchio che hai fissato sul petto
è il segnale di un patto profondo
tu mi guardi mentre io ti guardo dentro
e se ti guardo dentro mi vedo.

Antonio Porta

E Dio mi fece donna,
con capelli lunghi,
occhi,
naso e bocca di donna.
Con curve
e pieghe
e dolci avvallamenti
e mi ha scavato dentro,
mi ha reso fabbrica di esseri umani.
Ha intessuto delicatamente i miei nervi
e bilanciato con cura
il numero dei miei ormoni.
Ha composto il mio sangue
e lo ha iniettato in me
perché irrigasse tutto il mio corpo;
nacquero così le idee,
i sogni,
l’istinto
Tutto quel che ha creato soavemente
a colpi di mantice
e di trapano d’amore,
le mille e una cosa che mi fanno donna
ogni giorno
per cui mi alzo orgogliosa
tutte le mattine
e benedico il mio sesso.

Gioconda Belli

LA VERA PRIGIONE

Non è il tetto che perde
non sono nemmeno le zanzare che ronzano
nella umida, misera cella.

Non è il rumore metallico della chiave
mentre il secondino ti chiude dentro.

Non sono le meschine razioni
insufficienti per uomo o bestia
neanche il nulla del giorno
che sprofonda nel vuoto della notte
non è
non è
non è.

Sono le bugie che ti hanno martellato
le orecchie per un'intera generazione
è il poliziotto che corre all'impazzata in un raptus omicida
mentre esegue a sangue freddo ordini sanguinari
in cambio di un misero pasto al giorno.

Il magistrato che scrive sul suo libro
la punizione, lei lo sa, è ingiusta
la decrepitezza morale
l'inettitudine mentale
che concede alla dittatura una falsa legittimazione
la vigliaccheria travestita da obbedienza
in agguato nelle nostre anime denigrate
è la paura di calzoni inumiditi
non osiamo eliminare la nostra urina
è questo
è questo
è questo
amico mio, è questo che trasforma il nostro mondo libero
in una cupa prigione.

Ken Saro-Wiwa

 

Se non avessi visto il sole
avrei sopportato l'ombra
ma la luce ha reso il mio deserto
ancora più selvaggio

Emily Dickinson

Ho perdonato errori quasi imperdonabili, ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili. Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch'io ho deluso. Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo; mi sono fatto amici per l'eternità. Ho riso quando non era necessario, ho amato e sono stato riamato, ma sono stato anche respinto. Sono stato amato e non ho saputo ricambiare. Ho gridato e saltato per tante gioie, tante. Ho vissuto d'amore e fatto promesse di eternità, ma mi sono bruciato il cuore tante volte! Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto. Ho telefonato solo per ascoltare una voce. Io sono di nuovo innamorato di un sorriso. Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e... ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere)... ma sono sopravvissuto! E vivo ancora! E la vita, non mi stanca... e anche tu non dovrai stancartene. Vivi! È veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perché il mondo appartiene a chi osa! La Vita è troppo bella per essere insignificante!

Charlie Chaplin
La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri.
E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri.
Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili,
di finire alla mercè di chi ci sta di fronte.
Non ci esponiamo mai.
Perché ci manca la forza di essere uomini,
quella che ci fa accettare i nostri limiti,
che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia, in forza appunto.
Io amo la semplicità che si accompagna con l'umiltà.
Mi piacciono i barboni.
Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,
sentire gli odori delle cose,
catturarne l'anima.
Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.
Perché lì c'è verità, lì c'è dolcezza, lì c'è sensibilità, lì c'è ancora amore.

           

            Alda Merini

Non abbandonarti, tienti stretto,
e vincerai.
Vedo che la notte se ne va:
coraggio, non aver paura.
Guarda, sul fronte dell'oriente
di tra l'intrico della foresta
si è levata la stella del mattino.
Coraggio, non aver paura.

Son figli della notte, che del buio battono le strade
la disperazione, la pigrizia, il dubbio:
sono fuori d'ogni certezza, non son figli
dell'aurora.
Corri, vieni fuori;
guarda, leva lo sguardo in alto,
il cielo s'è fatto chiaro.
Coraggio, non aver più paura.

Tagore

Stu core analfabeta
te lle purtato a scola
e se mparato a scrivere,
e se mparato a lleggere
sultanto 'na parola
Ammore e niente cchiù .

Ammore,
ammore mio si tu,femmena amata.
Passione,
passione ca sta vita daie calore.
Quanno te vaso a vocca avvullutata,
chistu velluto m'accarezza 'o core,
stu core,
ca tu pa' mano lle purtato a scola,
e se mparato a scrivere,
e se mparato a leggere...
Ammore e niente cchiù; .

Stu core analfabeta
mo soffre e se ne more
penzanno ca si femmena
e te putesse perdere
e perdere ll'ammore
ca lle mparato tu.

Giuremo ancora ca tu si dda mia
primma che me ne moro 'e gelusia.
Passione,
suspira 'o core mio femmena amata,
tu lle mparato a scrivere,
tu lle mparato a leggere...
Ammore e niente cchiù .

Totò

Ma anche io come Pinocchio vendo il mio abbecedario per un bacio d'amore.

Alda Merini

Abitiamo attraverso la pelle troppo vicini,
per avvicinarci di più: questa separazione,
attraverso gli uomini che ti ricordo, dura,
attraverso gli uomini che prima ti hanno percorso, stazione, di un testo di lingua straniera,
attraverso le donne, che non ho sedotto tanto da dimenticarmi di loro;
solo questo terrore primordiale,
è da quello che riconosciamo come dalla lingua madre sentita in una stazione sconosciuta;
i più vicini e dunque i più lontani, amati e pieni di odio,
due innesti estranei, che si sono immessi sullo stesso tronco,
sul tronco reciso dello sguardo, di una conversazione interrotta;
la lancia ha trafitto due animali, gli animali del respiro, che ci si è conficcato nelle gole;
la lancia?
il respiro?
se anche lo innestassi, non ti aspettare un altro albero diverso dall’insonnia,
abitiamo attraverso la pelle troppo lontano per parlare di una separazione;
tra noi è durata come fosse un lungo viaggio,
quando il treno ritarda e tu da sola devi aspettare nella stazione deserta con uno sconosciuto a caso;
tra noi è durata?
Questa intima separazione, questo dolore primordiale e il respiro ridotto a un alito;
e così era lo sguardo tra di noi:
abitiamo attraverso la pelle dello sguardo.

Ryszard Krynicki

Non importa che non ti abbia,
non importa che non ti veda.
Prima ti abbracciavo,
prima ti guardavo,
ti cercavo tutta,
ti desideravo intera.
Oggi non chiedo più
né alle mani, né agli occhi,
le ultime prove.
Di starmi accanto
ti chiedevo prima,
sì, vicino a me, sì,
sì, però lì fuori.
E mi accontentavo
di sentire che le tue mani
mi davano le tue mani,
che ai miei occhi
assicuravano presenza.
Quello che ti chiedo adesso
è di più, molto di più,
che bacio o sguardo:
è che tu stia più vicina
a me, dentro.
Come il vento è invisibile, pur dando
la sua vita alla candela.
Come la luce è
quieta, fissa, immobile,
fungendo da centro
che non vacilla mai
al tremulo corpo
di fiamma che trema.
Come è la stella,
presente e sicura,
senza voce e senza tatto,
nel cuore aperto,
sereno, del lago.
Quello che ti chiedo
è solo che tu sia
anima della mia anima,
sangue del mio sangue
dentro le vene.
Che tu stia in me
come il cuore
mio che mai
vedrò, toccherò
e i cui battiti
non si stancano mai
di darmi la mia vita
fino a quando morirò.
Come lo scheletro,
il segreto profondo
del mio essere, che solo
mi vedrà la terra,
però che in vita
è quello che si incarica
di sostenere il mio peso,
di carne e di sogno,
di gioia e di dolore
misteriosamente
senza che ci siano occhi
che mai lo vedano.
Quello che ti chiedo
è che la corporea
passeggera assenza,
non sia per noi dimenticanza,
né fuga, né mancanza:
ma che sia per me
possessione totale
dell'anima lontana,
eterna presenza.


Pedro Salinas
 


Mi piace la gente che vibra,
che non devi continuamente sollecitare
e alla quale non c'è bisogno di dire cosa fare
perché sa quello che bisogna fare
e lo fa in meno tempo di quanto sperato.

Mi piace la gente che sa misurare
le conseguenze delle proprie azioni,
la gente che non lascia le soluzioni al caso.

Mi piace la gente giusta e rigorosa,
sia con gli altri che con se stessa,
purché non perda di vista che siamo umani
e che possiamo sbagliare.

Mi piace la gente che pensa
che il lavoro in equipe, fra amici,
è più produttivo dei caotici sforzi individuali.

Mi piace la gente che conosce
l'importanza dell'allegria.

Mi piace la gente sincera e franca,
capace di opporsi con argomenti sereni e ragionevoli.

Mi piace la gente di buon senso,
quella che non manda giù tutto,
quella che non si vergogna di riconoscere
che non sa qualcosa o si è sbagliata.

Mi piace la gente che, nell'accettare i suoi errori,
si sforza genuinamente di non ripeterli.

Mi piace la gente capace di criticarmi
costruttivamente e a viso aperto:
questi li chiamo "i miei amici".

Mi piace la gente fedele e caparbia,
che non si scoraggia quando si tratta
di perseguire traguardi e idee.

Mi piace la gente che lavora per dei risultati.

Con gente come questa mi impegno a qualsiasi impresa,
giacché per il solo fatto di averla al mio fianco
mi considero ben ricompensato.

Mario Benedetti

In tutti i divieti c'è
una magica forza
che induce alla tentazione.
Il vietato è contagioso,
i desideri proibiti
si propagano in noi
come tormento perenne
infuriato dall'inibizione.
L'ubbidienza al tabù
presuppone la rinuncia,
perché tutti i divieti
sono menomazioni che
nascondono desideri.
Così la tentazione
cresce a dismisura nella
prigione dell'inconscio.

Jim Morrison

S’io fossi un fornaio
Vorrei cuocere un pane
Così grande da sfamare
Tutta, tutta la gente
Che non ha da mangiare
Un pane più grande del sole
Dorato profumato
Come le viole
Un pane così
Verrebbero a mangiarlo
Dall’India e dal Chilì
I poveri, i bambini
i vecchietti e gli uccellini
Sarà una data da studiare a memoria:
un giorno senza fame!
Il più bel giorno di tutta la storia.

Gianni Rodari

Filastrocca corta e matta,
il porto vuole sposare la porta,
la viola studia il violino,
il mulo dice: - Mio figlio è il mulino -;
la mela dice: - Mio nonno è il melone -;
il matto vuole essere un mattone,
e il più matto della terra sapete che vuole?
Fare la guerra!

Gianni Rodari

Conosco un bambino così povero
che non ha mai veduto il mare:
a Ferragosto lo vado a prendere,
in treno a Ostia lo voglio portare.
Ecco guarda gli dirò
questo è il mare, pigliane un pò!
Col suo secchiello, fra tanta gente,
potrà rubarne poco o niente:
ma con gli occhi che sbarrerà,
il mare intero si prenderà.

GIANNI RODARI

Parliamo, da quando?

Chi ha cominciato?
Non so.
I giorni, le mie domande;

oscure, ampie,
vaghe
le tue risposte: le notti.

E insieme

formano il mondo,
il tempo
 per te e per me.

Il mio interrogare sprofonda
con la luce nel nulla,
silenzioso,
perchè tu risponda
con equivoche stelle;

e poi subito rinasce

con l’alba, stupefacente

di novità, di ansia
di domandare le stesse cose

che domandava ieri,
cui stellata la notte
appena rispose.

Gli anni e la vita,
che dialogo angosciato!
Eppure,
quasi tutto ancora da dire.

E quando verremo separati

e non ci sentiremo più,

io ancora ti dirò:
“Troppo presto!

Tanto di cui parlare,
e tanto
ce ne restava ancora!”

Pedro Salinas
 

Dal profondo della notte che mi avvolge
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all'altro,
ringrazio qualunque dio esista
per l'indomabile anima mia.

Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l'angoscia.
Sotto i colpi d'ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l'Orrore delle ombre
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima.

 

William Ernest Henley

Dice “il filo sottile che tiene insieme due persone”. “Quale filo?” Dice lei, come se tornasse a terra da una grande distanza. “Il filo di tutto quello che le tiene collegate anche quando sono lontane. Anche quando non si vedono non si parlano.” “Perché dici il filo?” “Perché è una cosa molto sottile molto resistente, no? Che puoi anche non vedere, ed è estensibile quasi senza limiti attraverso la distanza e il tempo e l’affollamento delle altre persone che occupano lo spazio e lo attraversano in ogni direzione.” Lei lo guarda. Lui pensa a quello che succede ogni volta che con M. decidono di non sentirsi più e il filo che li collega sembra sul punto di spezzarsi: al senso di vuoto che gli cresce intorno e gli preme sui timpani e gli risucchia l’aria dai polmoni e gli impedisce di restare fermo in un punto. Dice “però non è affatto scontato che ci sia, il filo”. “No?” “No. Magari due pensano di essere molto legati, poi appena provano ad allontanarsi scoprono che in realtà stanno benissimo ognuno per conto suo.” “E allora perché pensavano di essere legati?” “Perché erano tenuti insieme da una colla di pura abitudine e oggetti luoghi condivisi e gesti stratificati. È una colla così forte da sembrare una saldatura permanente, ma appena uno dei due prova a staccarsi non c’è nessun filo che lo segua.” “Che triste” “Come fai a sapere che invece il filo c’è?” “Quando provi a romperlo, e ti trovi in caduta libera attraverso il senso delle cose.” “E di cos’è fatto, questo filo?” “Di uno scambio continuo di domande e di risposte. Sguardi, anche solo immaginati. Assonanze e intuizioni e sorprese, curiosità reciproca che non si esaurisce. E similitudini, no? E differenze.”

Andrea De Carlo – da Pura vita

Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
ti auguro tempo,per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.

Ti auguro tempo,per il tuo fare e il tuo pensare,non
solo per te stesso,ma anche per donarlo agli altri.
ti auguro tempo,non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.

Ti auguro tempo,non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull'orologio.

Ti auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere,per maturare.

Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.

Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno ,ogni tua ora come un dono.

Ti auguro tempo anche per perdonare.

Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita.

Elli MICHLER

Perché grazie a te ho scoperto,
(dirai, e con ragione, era già ora),
che l’amore è una baia bella e generosa,
che splende e si rabbuia al passo della vita,
una baia nella quale le navi approdano e ripartono,
arrivano pieni di uccelli e di auguri,
partono tra sirene e nuvoloni.
Una baia bella e generosa,
dove le navi arrivano e se ne vanno.
Ma tu, per favore, non te ne andare.

Mario Benedetti

In fondo al mare canta
una sirena
Tutta la notte canta
e canta piano
per chi la vuol sentir
si sente appena
In fondo al mare canta
una sirena
E in mezzo al mare va
una barca scura
che ha perso il vento perso
dalla sua vela
e chi la sta aspettar
la aspetta ancora
In mezzo al mare va
una barca...

Gian Maria Testa

IIo… ho scoperto quanto i”piccoli attimi”rendano intensa la felicità .
Io….. finalmente ho cessato di piangere
Io…. ho un sorriso unico… bellissimo

Io… chiedo a me stessa troppo
Io…. non sopporto le imposizioni

Io…. ho fiducia nel prossimo
Io…. sono di sinistra… orgogliosamente di sinistra

Io…. non sopporto la superficialità
Io…. adoro la Semplicità

Io…. dico quello che penso
Io…. a volte…temo il passato

Io… sono una persona fortunata …perchè ho conosciuto la sofferenza

Io…. sono una lottatrice
Io…..non riesco a dimenticare
Io…. non riesco ad odiare
Io…. sono dolcissima
io …. curo il mio aspetto interiore

Io….. curo il mio aspetto esteriore

Io… .difendo con le unghie e con i denti le mie ragioni

Io….. guardo sempre negli occhi una persona prima di stringergli la mano
Io… amo davvero tanto stringere le mani… e sentirne il “calore”

Io……… non riesco a riaprire una porta chiusa
io ….soffro in silenzio

Io….. amo la vita… la amo tanto

Io…. devo ancora lavorare su me stessa
Io…io. sono profonda…

Io….io… sono anche leggera…
Io… io…
Tutto sommato mi piaccio
MI PIACCIO COME SONO

Gian Franco Pagliaro
 

Tanto amore non può essere anonimo,
ha nome e cognome,
ha cose da dire e canzoni da cantare.
Non si merita di vivere nell’ombra,
amarsi in silenzio, viaggiare clandestino.
Questo amore nascosto,
qualche giorno amore mio,
uscirà alla luce del giorno ed in quel giorno tutte le mattine saranno tue.
Te lo prometto e lo scrivo.
Fidati di me, amante mia e ti porterò per le strade del mondo come una bandiera,
come una bandiera al vento.
Ma ora no, non posso,
ho paura e tu sai perché.
Perchè ti amo.

Gian Franco Pagliaro

Ti amo, con il mondo che non capisco, con la gente che non comprende, con l’ambivalenza della mia anima, con l’incoerenza dei miei atti, con la fatalità del destino, con la complicità del desiderio, con l’ambiguità dei fatti… Ti amo, senza riflettere, inconsciamente, irresponsabilmente, spontaneamente, involontariamente, per istinto, per impulso, irrazionalmente. In effetti non ho argomenti logici, neanche estemporanei, per spiegare questo amore che sento per te, che sorse misteriosamente dal nulla che non ha risolto magicamente niente, e che miracolosamente, poco a poco, con poco e niente ha migliorato il peggio di me. Ti amo. Ti amo con un corpo che non pensa, con un cuore che non ragiona, con una testa che non coordina. Ti amo, incomprensibilmente, senza domandarmi, perché ti amo, senza che m’importi perché ti amo, senza discutere perché ti amo. Ti amo, semplicemente perché ti amo.

Gian Franco Pagliaro

Si guardano, si presentano,
si desiderano, si accarezzano,
si baciano, si denudano,
si respirano, si coricano,
si annusano, si penetrano,
si succhiano, si stravolgono,
si addormentano, si svegliano,
si illuminano, si bramano,
si palpano, si affascinano,
si masticano, si piacciono,
si sbavano, si confondono,
si accoppiano, si disgregano,
si assopiscono, muoiono,
rinvengono, si distendono,
si incarnano, si dimenano,
si ritorcono, si stirano,
si riscaldano, si strangolano,
si stringono, si scuotono,
si scavano, si uniscono,
svengono, si respingono,
si snervano, si desiderano,
si assalgono, si allacciano,
si intrecciano, si acquattano,
si catturano, si slogano,
si perforano, si conficcano,
si crivellano, si inchiodano,
si innestano, si abbarbicano,
svengono, rivivono,
risplendono, si contemplano,
si infiammano, impazziscono,
si struggono, si saldano,
si inceneriscono, si strappano,
si mordono, si assassinano,
resuscitano, si cercano,
si rinfacciano, si sfuggono,
fuggono e… si arrendono.

Oliverio Girondo

La mia tattica è
guardarti
imparare come sei
amarti come sei
la mia tattica è
parlarti
e ascoltarti
costruire con parole
un ponte indistruttibile
la mia tattica è rimanere nel tuo ricordo
non so come
né con quale pretesto
ma rimanere in te
la mia tattica è
essere franco
e sapere che tu sei franca
e che non ci vendiamo simulacri
affinché tra noi due
non ci siano sipario
né abissi
la mia strategia è
invece
più profonda
e più semplice
la mia strategia è
che un giorno qualsiasi
non so come
né con che pretesto
finalmente tu abbia bisogno di me.

Mario Benedetti

A volte le parole non bastano.
E allora servono i colori.
E le forme.
E le note.
E le emozioni.
Alessandro Baricco

C’è qualcosa tra noi
si vede da come mi guardi
e da come m’accendo.
A tratti ci smarriamo
a tratti una stessa cosa la pensiamo ambedue.
Il discorso però lo cominciamo
sempre con allegria,
perchè c’è tra noi qualcosa
che troviamo e poi si perde;
perchè così vogliamo
lo vogliamo ambedue,
Ed è un atto superfluo
che nessuno ci chiede,
fingere che non sia.
A te luccica negli occhi
a me brilla nella lingua.

Nahit Ulvi Akgun

Parlerebbero i miei occhi se le mie labbra ammutolissero.
Potrei restare cieco, e la mia mano destra continuerebbe a parlare, parlare, parlare.
Debbo dire “Ho visto”. E taccio stringendo gli occhi.
Giurerei di no, che non ho visto.
E mentirei, parlando, parlando, parlando.
Ma debbo tacere e tanto tacere, c’è tanto da dire, che chiuderei gli occhi,
e starei tutto il giorno, parlando, parlando, parlando.
Dio mi liberi dal vedere quello che è chiaro.
Ah, che tristezza.
Potrei tagliarmi le mani.
E il mio sangue continuerebbe a parlare, parlare, parlare.

Blas de Otero

Perché amo gli animali? Perché io sono uno di loro.
Perché io sono la cifra indecifrabile dell’erba,
il panico del cervo che scappa,
sono il tuo oceano grande e sono il più piccolo degli insetti.
E conosco tutte le tue creature: sono perfette in questo amore che corre sulla terra per arrivare a te..

Alda Merini

Se tu mi guardi con i tuoi occhi
dai quali mi viene incontro la tenerezza
e se io guardandoti con i miei occhi
ti faccio spazio dentro di me,
in questo incrocio di sguardi
che riassume milioni di attimi e di parole,
in questo scambio silenzioso
che per entrambi è guardare e lasciarsi guardare,
in questo penetrare l’uno nell’altro
nel tempo con benevolenza,
ci è dato tessere la reciprocità di questo amore
e forse la gratuità.

P. Neruda

Quando ti ho visto nella pioggia del mattino
Ed è così il mio cuore, ho pensato
Dorme rannicchiato dentro di me,
poi scatta all’improvviso e quasi mi spaventa
con la sua troppezza.

Tony Hoagland

Definitivamente il mio ginocchio è innamorato.
di te.
del tuo cervello.
del fatto che mi ascolti.
definitivamente vuole essere baciato.
sulla cicatrice brutale di bambina.
(è il ginocchio sinistro).
in ginocchio
il mio ginocchio ti chiede:
che mi accogli
che mi parli
che mi abbracci sotto casa
che mi prendi per i polsi
delle mie tante ferite
che mi fai tabula rasa.

Francesca Genti

Vivere è stare svegli,
e concedersi agli altri,
dare di sé sempre il meglio,
e non essere scaltri.
Vivere è amare la vita,
coi suoi funerali e i suoi balli,
trovare favole e miti nelle vicende più squallide.
Vivere è attendere il sole nei giorni di nera tempesta,
schivare le gonfie parole vestite con frange di festa.
Vivere è scegliere le umili melodie senza strepiti e spari,
scendere verso l’autunno e non stancarsi d’amare.

Angelo Maria Ripellino

In ricordo di Alberto Bevilacqua.

«Parliamone. Come di un capriccio.
Senza il buonsenso che la notte 
per stanchezza prelude. O la felicità 
per albe che non mutano il mutabile. 
L'importante è parlarne 
come di tutte le cose 
di cui sarebbe meglio tacere».
Le tue mani sono la mia carezza,
i miei accordi quotidiani  

ti amo perché le tue mani
si adoperano per la giustizia
se ti amo è perché sei
il mio amore la mia complice e tutto
e per la strada fianco a fianco
siamo molto più di due
i tuoi occhi sono il mio esorcismo
contro la cattiva giornata
ti amo per il tuo sguardo
che osserva e semina il futuro
la tua bocca che è tua e mia
la tua bocca che non si sbaglia
  ti amo perché la tua bocca
sa incitare alla rivolta
se ti amo è perché sei
il mio amore la mia complice e tutto
e per la strada fianco a fianco
siamo molto più di due
e per il tuo aspetto sincero
e il tuo passo vagabondo
e il tuo pianto per il mondo
perché sei popolo ti amo
e perché l’amore non è un’aureola
né l’ingenuo finale di una favola
e perché siamo una coppia
che sa di non essere sola
ti voglio nel mio paradiso
ossia quel paese
in cui la gente vive felice
anche senza permesso
se ti amo è perché sei
il mio amore la mia complice e tutto
e per la strada fianco a fianco
siamo molto più di due.

Mario Benedetti

Ho tanta fede in te

che durerà

(è la sciocchezza che ti dissi un giorno)

finché un lampo d'oltremondo distrugga

quell'immenso cascame in cui viviamo.

Ci troveremo allora in non so che punto

se ha un senso dire punto dove non è spazio

a discutere qualche verso controverso

del divino poema.

So che oltre il visibile e il tangibile

non è vita possibile ma l'oltrevita

è forse l'altra faccia della morte

che portammo rinchiusa in noi per anni e anni.

Ho tanta fede in me

e l'hai riaccesa tu senza volerlo

senza saperlo perché in ogni rottame

della vita di qui è un trabocchetto

di cui nulla sappiamo ed era forse

in attesa di noi spersi e incapaci

di dargli un senso.

 Ho tanta fede che mi brucia; certo

chi mi vedrà dirà è un uomo di cenere

senz'accorgersi ch'era una rinascita.

Eugenio Montale

Se non avessi visto il sole
avrei sopportato l'ombra
ma la luce ha reso il mio deserto
ancora più selvaggio.

Emily Dickinson

Al di là della gente
Si, al di là della gente
ti cerco.
Non nel tuo nome, se lo dicono,
non nella tua immagine, se la dipingono.
Al di là, più in là, più oltre.

Al di là di te ti cerco.
Non nel tuo specchio
e nella tua scrittura,
nella tua anima nemmeno.
Di là, più oltre.

Al di là, ancora, più oltre
di me ti cerco. Non sei
ciò che io sento di te.
Non sei
ciò che mi sta palpitando nelle vene,
e non è me.
Al di là, più oltre ti cerco.

E per trovarti, cessare
di vivere in te, e in me,
e negli altri.
Vivere ormai di là da tutto,
sull'altra sponda di tutto
- per trovarti -
come fosse morire.
 

Salinas

Amai trite parole che non uno
osava. M'incantò la rima fiore
amore,
la più antica difficile del mondo.
Amai la verità che giace al fondo,
quasi un sogno obliato, che il dolore
riscopre amica. Con paura il cuore
le si accosta, che più non l'abbandona.
Amo te che mi ascolti e la mia buona
carta lasciata al fine del mio gioco.

Saba

Lascia sempre vagare la fantasia,
È sempre altrove il piacere:
E si scioglie, solo a toccarlo, dolce,
Come le bolle quando la pioggia picchia;
Lasciala quindi vagare, lei, l’alata,
Per il pensiero che davanti ancor le si stende;
Spalanca la porta alla gabbia della mente,
E, vedrai, si lancerà volando verso il cielo.

John Keats


Compagna
lei sa
che può contare

su di me
non fino a due

né fino a dieci

ma contare

su di me

se qualche volta

sentirà
che la guardo negli occhi

e una vena d'amore

riconosce nei miei

non spiani i suoi fucili

non pensi, che delirio!

malgrado la vena

o forse perché esiste

lei può contare

su di me

se altre volte

mi trova

schivo senza una ragione

non pensi, che noia!
lo stesso può contare

su di me


ma facciamo un patto

io vorrei contare

su di lei

è così bello

sapere che lei esiste

uno si sente vivo

e quando dico questo

voglio dire contare

anche se fino a due

anche se fino a cinque

non più perché lei accorra

premurosa in mio aiuto

ma per sapere

con certezza

che lei sa che può

contare su di me.

Mario Benedetti

ieri sai lo so che mi hai pensato
esattamente alle nove nella sera mi è fischiato l’orecchio
ora dico un numero
ho detto e poi dal numero che dico saprò chi è
ho detto il numero l’ho sussurrato ho detto l’alfabeto mi son fermato
era il tuo numero la tua lettera era il tuo nome
ora in questo momento preciso anche tu dovresti sentire un sibilìo dentro l’orecchio tuo
ma molto forte quasi assordante lo senti?
dai, pensa un numero sette?
sette sì sette sette come son sette i nani
sette come i magnifici sette come i peccati capitali e come il nome mio
sarebbe bello un giorno quanto sarebbe bello che al posto di sti fischi nelle orecchie
potessimo parole dirci ed occhi dentro gli occhi e mani e corpi
magari baci darci e farci nel prato
giù in discesa ruzzolarci

Guido Catalano

Tu sei lontana.
Appari dove si crede, si lavora, ci si dà da fare:
ma sei dove non si crede, non si lavora, non ci si dà da fare.
Richiamata qua da un obbligo che si ha vivendo,
resta la realtà della tua lontananza,
come una lastra di vetro fra te e il mondo.
Senza che ce lo siamo mai detto,
la mia anima era spesso con te,
dietro quel vetro.

Pier Paolo Pasolini

Notte bella, riduci la mia pena.
Tormentami se vuoi. ma fammi forte.

Sandro Penna

Come farti capire che c'è sempre tempo?
Che uno deve solo cercarlo e darselo,
Che non è proibito amare,
Che le ferite si rimarginano,
Che le porte non devono chiudersi,
Che la maggiore porta è l'affetto,
Che gli affetti ci definiscono,
Che cercare un equilibrio non implica essere tiepido,
Che trovarsi è molto bello,
Che non c'è nulla di meglio che ringraziare,
Che nessuno vuole essere solo,
Che per non essere solo devi dare,

Che aiutare è potere incoraggiare ed appoggiare,
Che adulare non è aiutare,
Che quando non c'è piacere nelle cose non si sta vivendo,
Che si sente col corpo e la mente,
Che si ascolta con le orecchie,
Che costa essere sensibile e non ferirsi,
Che ferirsi non è dissanguarsi,
Che chi semina muri non raccoglie niente,

Che sarebbe meglio costruire ponti,
Che su di essi si va all'altro lato e si torna anche,

Che ritornare non implica retrocedere,
Che retrocedere può essere anche avanzare,

Come farti sapere che nessuno stabilisce norme salvo la vita?
Come farti sapere che c'è sempre tempo?

            Mario Benedetti


Il vero amore è così:
non ha né scopo,
né ragione,
e non si sottomette ad alcun potere.

Elsa Morante

Questa poesia è in memoria di Cesare Carginari, deceduto a seguito di un incidente.
Le nostre condoglianze alla famiglia e al mio caro amico Emiliano.

Babbo, babbo, dove vai?
Oh, non camminare così veloce.
Parla, babbo, parla al tuo bambino,
O io mi perderò.
La notte era scura, nessun padre c’era;
Il bimbo era bagnato di rugiada;
il fango era profondo,
e il bimbo pianse,
e la nebbia svanì fugace.

William Blake

Che si ama quando si ama, mio Dio: la luce terribile della vita
o la luce della morte? Cosa si cerca, cosa si trova,
che cosa è questo: amore? La donna con la sua voragine, le sue rose, i suoi vulcani
o questo sole infiammato che è il mio sangue furioso
quando entro in lei fino alle ultime radici?

O è tutto un immenso gioco, Dio mio, e non c’è donna
e non c’è uomo ma un solo corpo: il tuo,
diramato in stelle di splendore, in fugaci particole
d’eternità visibile?

Muoio in questo, o Dio, in questa battaglia
d’andare e venire tra loro per le strade, di non poterne amare
trecento alla volta, perché sono condannato per sempre a una sola
a quella, a quell’unica che m’hai dato nel vecchio paradiso.

Gonzalo Rojas

Te lasciarti essere te tutta intera

Vedere che tu sei solo se sei tutto ciò che sei la tenerezza e la furia quel che vuole sottrarsi e quel che vuole aderire

Chi ama solo una metà non ti ama a metà ma per nulla ti vuole ritagliare a misura amputare mutilare

Lasciarti essere te è difficile o facile ? Non dipende da quanta intenzione o saggezza ma da quanto amore e quanta aperta nostalgia di tutto - di tutto quel che tu sei

Del calore e del freddo della bontà e della protervia della tua volontà e irritazione di ogni tuo gesto della tua ritrosia incostanza costanza

Allora questo lasciarti essere te non è forse così difficile

Erich Fried

E poi non c’ è più scelta
e poi non c’ è più senso;
Finchè un nome
e tutto quel che implica coincidono.

Elizabeth Bishop

Ragazza dal seno prepotente

– sì? – il tuo seno è prepotente – scusa? – hai un seno aggressivo – lo devo prendere come un complimento? – mah, no, direi di no – quindi? – quindi senienicamente sei arrogante – senienicamente? – sì, da senieno, come penieno – non esiste senieno – ora sì – dovrei nasconderle? – cosa? – le tette – nel modo più assoluto no – mi hai dato dell’arrogante e della prepotente – non tu, il tuo seno – il mio seno sono io, anche – dici? – dico – e come possiamo fare? – guarda che sei tu che hai iniziato con questa storia – hai ragione – vuoi toccarne una? – di cosa? – di tetta – sei pazza? – perché? – perché in questo tipo di situazioni non è contemplato che la ragazza faccia un’offerta del genere – scusa, chi le decide le regole? – nessuno, ma esistono – dimmele dunque – non le so, le intuisco cammin facendo e anche tu dovresti – ti piacciono le mie tette? – puoi chiamarlo seno, per favore? – va bene, ti piace il mio seno? – provo un senso di attrazione-repulsione rispetto al tuo seno – più attrazione o più repulsione? – sinceramente più attrazione però c’è questa cosa della prepotenza – secondo te potrei fare qualcosa per rendere meno prepotente ai tuoi occhi il mio seno? – sì, dovremmo conoscerci meglio, frequentarci, fare delle colazioni assieme, delle gite, andare al cinema, al mercato, prendere confidenza, raccontarci dei segreti – io e te? – io, te e il tuo seno – questo è un dialogo assurdo – questo è un dialogo di meraviglia e di speranza – di speranza di cosa? – di speranza di frantumare l’impossibilità di dire – di dire cosa? – tutto – tu credi che sia possibile? – sta accadendo – anche nel mondo reale? – questo è il mondo reale e se non lo fosse significherebbe che io ti sto sognando o tu stai sognando me o fors’anche stiamo entrambi essendo sognati da una farfalla, la qual cosa genererebbe in me – non te lo nego – una certa qual frustrazione – dunque? – hai delle tette di rara bellezza

Guido Catalano

Pioggia e sole
cambiano
la faccia alle persone
Fanno il diavolo a quattro nel cuore e passano
e tornano
e non la smettono mai
Sempre e per sempre tu
ricordati
dovunque sei,
se mi cercherai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai
Ho visto gente andare, perdersi e tornare
e perdersi ancora
e tendere la mano a mani vuote
E con le stesse scarpe camminare
per diverse strade
o con diverse scarpe
su una strada sola
Tu non credere
se qualcuno ti dirà
che non sono più lo stesso ormai
Pioggia e sole abbaiano e mordono
ma lasciano,
lasciano il tempo che trovano
E il vero amore può
nascondersi,
confondersi
ma non può perdersi mai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai

Francesco De Gregori

Ragazza che mi rendi felice quando ti guardo,
quando mi guardi mi rendi felice ragazza che mi rendi felice.
Ti ho mai detto che mi rendi felice quando ti guardo, ragazza?
Sì, lo so che te l’ho detto che mi rendi felice ma forse non quanto mi rendi.
Ragazza che mi rendi quando ti guardo felice e che felice quando mi guardi mi fai,
tu sai
quanto mi rendi felice quando ti guardo, mi guardi?

Sto parlando del quanto, ragazza che felice mi rendi al solo guardarti.
Sai quanto?
Ragazza.

Molto.

Guido Catalano

Si metteva in punta di piedi per baciarmi
ma quanto sei alta?, le chiedevo
poi capivo che era in punta di piedi per baciarmi
come nei film

perchè ti metti in punta di piedi per baciarmi?
lei sorrideva ma non diceva
rimaneva in punta di piedi e mi baciava

domani ti scrivo una poesia, le dicevo
e di cosa parlerà?, mi chiedeva
di te
una poesia d’amore?
non essere screanzata e baciami
se non mi dici di cosa parla non ti bacio
la baciavo

tutto questo accadeva mille anni fa
e tra mille anni riaccadrà
dopo che le dissi
che amavo i suoi capelli
lei non li legava più
aveva la pelle bianchissima
e gl’occhi di un colore incomprensibile

Guido Catalano

La persona giusta. La cosa strana, con questa persona, è che ci sentiamo sempre così bene e in pace, con un largo respiro, con la fronte che era stata così aggrottata, torva per tanti anni, d’un tratto distesa; e non siamo mai stanchi di parlare e ascoltare. Ci rendiamo conto che mai abbiamo avuto un rapporto simile a questo con nessun essere umano; tutti gli esseri umani ci apparivano dopo un po’ così inoffensivi, così semplici e piccoli; questa persona, mentre cammina accanto a noi col suo passo diverso dal nostro, col suo severo profilo, possiede una infinita facoltà di farci tutto il bene e tutto il male. Eppure noi siamo infinitamente tranquilli.

Natalia Ginzburg

Lascia sempre vagare la fantasia,
È sempre altrove il piacere:
E si scioglie, solo a toccarlo, dolce,
Come le bolle quando la pioggia picchia;
Lasciala quindi vagare, lei, l’alata,
Per il pensiero che davanti ancor le si stende;
Spalanca la porta alla gabbia della mente,
E, vedrai, si lancerà volando verso il cielo

John Keats

E’ così poco

Ciò che conosci
è così poco
ciò che conosci
di me
ciò che conosci
sono le mie nuvole
sono i miei silenzi
sono i miei gesti
ciò che conosci
è la tristezza
di casa mia vista da fuori
sono le persiane della mia tristezza
il campanello della mia tristezza

Però non sai
niente
al massimo
pensi a volte
che è così poco
ciò che conosco
di te
ciò che conosco
cioè le tue nuvole
o i tuoi silenzi
o i tuoi gesti
ciò che conosco
è la tristezza
di casa tua vista da fuori
sono le persiane della tua tristezza
il campanello della tua tristezza.

Però non chiami.
Però non chiamo.

Mario Benedetti

cosa succede quando ti guardo cosa succede?
cosa succede quando mi parli?
perché sorrido, cosa succede?
cosa succede quando ti parlo quando ti dico tutte le cose cosa
succede se ti avvicini se mi avvicino cosa succede quando mi
tocchi quando succede cosa succede se ti baciassi cosa succede
se mi baciassi se ti spogliassi se mi spogliassi se ti facessi tutte le cose
...
cosa succede quando ti guardo
perché sorrido?

Guido Catalano

Come voglio essere baciato

Non altrove

che sulla bocca,

allora cade al fondo del cuore.

Non troppo libero, non troppo costretto,

non con lingua troppo pigra.

Non troppo, né troppo poco,

se no entrambe le cose diventan gioco da bambini.

Non troppo forte, né troppo sommesso,

nella moderazione è il modo giusto.

Non troppo vicino, né troppo lontano,

questo dà pena, quello dolore.

Non troppo asciutto, nè troppo umido,

come Adone li porgeva a Venere.

Non troppo duro, non troppo molle,

ora in un tempo, ora non in un tempo,

non troppo lento, non troppo rapido,

non senza differenza di posto.

Un pò a morsi, un pò ad aliti,

un pò a labbra immerse.

Non senza differenza di tempi,

più da soli che presso la gente.

Baci dunque ognuno

come sa, vuole, deve e può.

Io solo e la mia diletta sappiamo

come dobbiamo davvero baciarci.

Paul Fleming

Non ti arrendere, ancora sei in tempo
di conseguire e cominciare di nuovo,
seppellire le tue paure,
liberare il buonsenso,
riprendere il volo.
Non ti arrendere perché la vita e così.
Continuare il viaggio,
perseguire i tuoi sogni,
sciogliere il tempo,
togliere le macerie
e scoperchiare il cielo.
Non ti arrendere per favore, non cedere
anche se il freddo brucia
anche se la paura morde
anche se il sole si nasconde
e taccia il vento
ancora c'è fuoco nella tua anima
ancora c'è vita nei tuoi sogni.
Perché la vita è tua e tuo anche il desiderio
perche lo hai voluto e perché ti amo.
Perché esiste il vino e l'amore, è certo.
Perché non vi sono ferite che non curi il tempo
aprire le porte, togliere i catenacci,
abbandonare le muraglie che ti protessero,
vivere la vita e accettare la sfida,
recuperare il sorriso,
provare un canto,
abbassare la guardia
e stendere le mani
dispiegare le ali
e tentare di nuovo.
Celebrare la vita e riprendere i cieli.
Non ti arrendere, per favore non cedere,
anche se il freddo brucia
anche se la paura morde,
anche se il sole tramonti e taccia il vento,
ancora c'e fuoco nella tua anima,
ancora c'è vita nei tuoi sogni
perché ogni giorno è un nuovo inizio,
perché questa è l'ora e il miglior momento.
Perché non sei sola, perché ti amo.

Mario Benedetti

Non ci credo ancora
stai arrivando accanto a me
e la notte è un pugno
di stelle e di allegria
palpo gusto ascolto e vedo
il tuo volto il tuo passo lungo
le tue mani e tuttavia
ancora non ci credo
il tuo ritorno ha tanto
a che vedere con te e con me
che per cabala lo dico
e per i dubbi lo canto
nessuno mai ti rimpiazza
e le cose più triviali
si trasformano in fondamentali
perché stai tornando a casa
tuttavia ancora
dubito di questa fortuna
perché il cielo di averti
mi sembra fantasia
però vieni ed è sicuro
e vieni col tuo sguardo
e per questo il tuo arrivo
rende magico il futuro
e ancorché non sempre abbia capito
le mie colpe e i miei disastri
invece so che nelle tue braccia
il mondo ha senso
e se bacio l'audacia
e il mistero delle tue labbra
non ci saranno dubbi né cattivi sapori
ti amerò di più
ancora.

Mario Benedetti

Mi piace la gente che vibra,
che non devi continuamente sollecitare
e alla quale non c'è bisogno di dire cosa fare
perché sa quello che bisogna fare
e lo fa in meno tempo di quanto sperato.

Mi piace la gente che sa misurare
le conseguenze delle proprie azioni,
la gente che non lascia le soluzioni al caso.

Mi piace la gente giusta e rigorosa,
sia con gli altri che con se stessa,
purché non perda di vista che siamo umani
e che possiamo sbagliare.

Mi piace la gente che pensa
che il lavoro in equipe, fra amici,
è più produttivo dei caotici sforzi individuali.

Mi piace la gente che conosce
l'importanza dell'allegria.

Mi piace la gente sincera e franca,
capace di opporsi con argomenti sereni e ragionevoli.

Mi piace la gente di buon senso,
quella che non manda giù tutto,
quella che non si vergogna di riconoscere
che non sa qualcosa o si è sbagliata.

Mi piace la gente che, nell'accettare i suoi errori,
si sforza genuinamente di non ripeterli.

Mi piace la gente capace di criticarmi
costruttivamente e a viso aperto:
questi li chiamo "i miei amici".

Mi piace la gente fedele e caparbia,
che non si scoraggia quando si tratta
di perseguire traguardi e idee.

Mi piace la gente che lavora per dei risultati.

Con gente come questa mi impegno a qualsiasi impresa,
giacché per il solo fatto di averla al mio fianco
mi considero ben ricompensato.
Mario Benedetti

Devi essere arrivato in città
lo vedo chiaramente
tutte le case mi stanno sorridendo
hanno capito che ti amo
devi essere arrivato in città
lo vedo dagli alberi del parco
hanno foglie vibranti
ricevono baci dal sole e dal vento
devi essere arrivato in città
perciò questa gioia incredibile
dalla luce e dall'alba
dalle barche a vela e dalla brezza
tutto è diverso oggi
quel che ieri era una lunga serie di case grigie
oggi è dipinta di oro e porpora dal tramonto del sole
quella che ieri era gente qualunque che andava all'autobus o all'auto
oggi sono persone con una vita dentro
ciò che ieri era traffico e frastuono
oggi è il battito del cuore della città
quello grande che fa muovere tutto
In breve tu devi essere arrivato in città.

Marie Takvam

Erano tanti un tempo i tuoi sorrisi:
sorpresi, maliziosi, festosi sorrisi,
tristi a volte un tantino, ma tuttavia, sorrisi.
Non uno è rimasto a te dei tuoi sorrisi.
Troverò un campo dove a centinaia crescono i sorrisi.
Te ne porterò una bracciata dei più bei sorrisi.
Tu mi dirai che non hai bisogno di sorrisi,
ché troppo ti hanno stancato i miei e gli altrui sorrisi.
E hanno stancato anche me gli altrui sorrisi.
E hanno stancato anche me i miei propri sorrisi.
Di difesa ne ho tanti di sorrisi,
che mi rendono ancora meno facile ai sorrisi.
Ma, a dire il vero, io non ho sorrisi.
Sei tu per la mia vita l’ultimo dei sorrisi,
sorriso, che sul volto non ha mai sorrisi.

EVGENIJ EVTUSENKO

L’inerzia
è una bizzarra proprietà della materia.
Quando te ne vai, per esempio,
l’aria conserva il calore del tuo corpo
per un po’,
così come la sabbia conserva tutta la notte
il tepore triste del sole.
Quando te ne vai,
per continuare con lo stesso esempio,
le mie mani persistono nella carezza,
nonostante non ci sia pelle da accarezzare,
ma solo le ossa del ricordo
che si decompongono
nella tromba delle scale.
Quando te ne vai,
ti lasci dietro un te invisibile
incollato alle cose più piccole:
un capello sul cuscino,
uno sguardo impigliato
nelle corde del desiderio,
una traccia di saliva
sull’angolo del divano,
una molecola di tenerezza
nel piatto della doccia.
Non è difficile trovarti:
l’amore mi fa da lente.

Gemma Gorga

Il mio uomo è uguale al Signore
il mio uomo è uguale agli dèi
se lui mi tocca
io mi sento una donna
e mi sento l’acqua che scorre
nei lecci della vita.

Il mio uomo è un purosangue che corre
mentre io cavallerizza da nulla
sto immobile a terra

il mio uomo è una chitarra felice
e io sono la sua canzone
ma lui non mi canta mai
perché?
Aspetto che la chitarra si rompa
per vivere...

Il mio uomo è un uomo crudele
il mio uomo è la mia preghiera
è uguale a Savonarola

ma il mio uomo tocca altri inguini ed altri capelli
è generoso con le fanciulle dorate
e lascia me povera
di vecchiezza e di vita a morire per lui.

Il mio uomo se si denuda
ha il petto villoso come le aquile
ma un rostro che ferisce a fondo
e punisce i pentimenti d’amore
allora io gli mostro le mie carni ferite
e maledico la sorte,

ma se il mio uomo sorride
io torno a fiorire e divento una bianca luna
che si specchia nel mare.
 

Alda Merini

Fu lungo il mio cammino fino a te,
la vita intera quasi ti cercai
per serpeggianti avidi incontri
con altri, e tu non venivi.

E fino a dove s'apriva il tuo sguardo,
ombre attraversai e rumori sordi,
ma trapelava da me soltanto
purezza di suoni - per amor tuo.

Ogni tua carezza io piansi,
Prima che fosse nata la difesi,
e il nostro futuro incontro custodivo
con pazienza nel mio petto.

Fu lungo il mio cammino fino a te,
immensamente lungo, e quando tu davvero
finalmente davanti a me sei apparso,
ho riconosciuto te, ma me stessa a stento.

Immensi spazi avevo in me raccolto,
sconfinati aromi, timbri e desideri,
e abbracciavo ormai uno spazio così vasto
che accanto a me dovevi fermarti.

Fu lungo il mio cammino fino a te,
e ci ha unito per un incontro breve.
Sapendolo... di nuovo sceglierei
questo lungo cammino fino a te.

Blaga Dimitrova

Quante volte t'ho atteso alla stazione
nel freddo, nella nebbia. Passeggiavo
tossicchiando, comprando giornali innominabili,
fumando Giuba poi soppresse dal ministro
dei tabacchi, il balordo!
Forse un treno sbagliato, un doppione oppure una
sottrazione. Scrutavo le carriole
dei facchini se mai ci fosse dentro
il tuo bagaglio, e tu dietro, in ritardo.
poi apparivi, ultima. È un ricordo
tra tanti altri. Nel sogno mi perseguita.

Eugenio Montale

Al vento. Penso.

Sì, credetemi, amore è tutto questo

Abbandonarsi, ardire, essere furioso,
tenero, aspro, liberale, schivo,
animoso, accasciato, morto, vivo,
leale, infido, vile e coraggioso;

non trovar fuor del bene agio e riposo,
mostrarsi altero, mite, egro, giulivo,
stizzito, pusillanime, aggressivo,
soddisfatto, adontato, sospettoso;

voltar le spalle al chiaro disinganno,
bere veleno per liquore grato,
scordarsi del profitto, amare il danno;

creder che un cielo è in un inferno entrato,
dar l'anima e la vita a un disinganno:
quest'è amore: lo sa chi l'ha provato.

Félix Lope de Vega

L'amo quando di notte o di mattina mi sveglio e la vedo: lei mi guarda e mi ama. E nessuno, meno di tutti io, può impedirle di amare come lei sa, a suo modo.
L'amo quando è seduta vicino a me, e noi sappiamo che ci amiamo l'un l'altro...
L'amo quando stiamo a lungo soli, e io dico: che facciamo? che possiamo fare? E lei ride.
L'amo quando s'arrabbia con me e d'improvviso, in un batter d'occhio, il suo pensiero e le sue parole diventano aspri, dice: “Smettiamo, mi dai fastidio”; e dopo un minuto già mi sorride timidamente.
L'amo quando lei non mi vede e non sa che ci sono, e io l'amo a modo mio.

Lev Tolstoj

Piove. È uno stillicidio
senza tonfi
di motorette o strilli
di bambini.

Piove
da un cielo che non ha
nuvole.
Piove
sul nulla che si fa
in queste ore di sciopero
generale.

Piove
sulla tua tomba
a San Felice
a Ema
e la terra non trema
perché non c'è terremoto
né guerra.

Piove
non sulla favola bella
di lontane stagioni,
ma sulla cartella
esattoriale,
piove sugli ossi di seppia
e sulla greppia nazionale.

Piove
sulla Gazzetta Ufficiale
qui dal balcone aperto,
piove sul Parlamento,
piove su via Solferino,
piove senza che il vento
smuova le carte.

Piove
in assenza di ermione
se Dio vuole,
piove perché l'assenza
è universale
e se la terra non trema
è perché Arcetri a lei
non l'ha ordinato.

Piove sui nuovi epistemi
del primate adue piedi,
sull'uomo indiato, sul cielo
ominizzato, sul ceffo
dei teologi in tuta
o paludati,
piove sul progresso
della contestazione,
piove sui work in regress,
piove
sui cipressi malati
del cimitero, sgocciola
sulla pubblica opinione.

Piove ma dove appari
non è acqua né atmosfera,
piove perché se non sei
è solo la mancanza
e può affogare.

Eugenio Montale

Hai dato il mio nome ad un albero? Non è poco

pure non mi rassegno a restar ombra, o tronco

di un abbandono nel suburbio. Io il tuo

l'ho dato a un fiume, a un lungo incendio, al crudo

gioco della mia sorte, alla fiducia

sovrumana con cui parlasti al rospo

uscito dalla fogna, senza orrore o pietà

o tripudio, al respiro di quel forte

e morbido tuo labbro che riesce,

nominando, a creare; rospo fiore erba scoglio -

quercia pronta a spiegarsi su di noi

quando la pioggia spollina i carnosi

petali del trifoglio e il fuoco cresce.

 

Eugenio Montale

Nei giorni di solitudine
cercami tra le cose
che si possono dare per amore.

Nel volo primaverile degli uccelli,
nelle nubi e nel tramonto
sanguigno,
mentre si fonde con il sole.
Nei falò estivi,
tremolanti,
quando li inghiotte
il buio del cielo.
Nella furia dei venti,
intrecciati tra loro
e nei rami degli alberi,
mani che abbracciano.
In tutto mi trovi.

Quando t'immergi nell'acqua,
cercami nell'onda
e m'insinuerò tra le tue gambe.
La conchiglia
che si è attaccata allo scoglio
e non lo lascia più
sono io.

Cercami nel fruscio delle erbe
che il vento piega
e gli si abbandonano estatiche,
mi trovi nelle radici
che invadono il cuore della terra.

In tutte le cose
che si possono dare per amore
e per amore prendono,
cercami.

Dovunque sono io,
è il mio amore.

MILA KAČIČ

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e non cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i", piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non legge, chi non viaggia, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare, chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità...

Martha Madeiros

Mi piaci quando odori, mia,
e nell’aprirti, folgorato
bacio quella luce cupa.
Cieco, guidami.

Non sai con quale piacere
ti godo, spudorata.

Illuminami con i tuoi umidi segnali
e con quel toccamento, ferocemente
sensibile,
il cui profondo battito
è già il respiro del mondo
 

Juan Gustavo Cobo Borda

Sarò fedele
non a quello che a volte sento
e magari mi inganno
non a quello che a volte senti
e forse è vero
sarò fedele
non ai tuoi dubbi
sinceri come lo schifo
non a questa sconfitta
che è di entrambi
sarò fedele
non a quello che dico
o cancello
sarò fedele soltanto
bosco di mirra / collina d’incenso
al tuo corpo
nel mio corpo.

Juan Gustavo Cobo Borda

Compagna
lei sa
che può contare
su di me
non fino a due
né fino a dieci
ma contare
su di me

se qualche volta
sentirà
che la guardo negli occhi
e una vena d’amore
riconosce nei miei
non spiani i suoi fucili
non pensi, che delirio!
malgrado la vena
o forse perché esiste
lei può contare
su di me

se altre volte
mi trova
schivo senza una ragione
non pensi, che noia!
lo stesso può contare
su di me
ma facciamo un patto
io vorrei contare
su di lei
è così bello
sapere che lei esiste
uno si sente vivo
e quando dico questo
voglio dire contare
anche se fino a due
anche se fino a cinque
non più perché lei accorra
premurosa in mio aiuto
ma per sapere
con certezza
che lei sa che può
contare su di me.

Mario Benedetti

Mi hanno detto
che sei un po’ bianco e nero
un po’ teppista e un po’ Eldorado
ma quando mi baci
diventi acqua materna
diventi prato limpido
diventi il mio destino.

Alda Merini

Non sto pensando a niente,
e questa cosa centrale, che a sua volta non è niente,
mi è gradita come l'aria notturna,
fresca in confronto all'estate calda del giorno.
Che bello, non sto pensando a niente!
Non pensare a niente
è avere l'anima propria e intera.
Non pensare a niente
è vivere intimamente
il flusso e riflusso della vita...
Non sto pensando a niente.
E' come se mi fossi appoggiato male.
Un dolore nella schiena o sul fianco,
un sapore amaro nella bocca della mia anima:
perché, in fin dei conti,
non sto pensando a niente,
ma proprio a niente,
a niente...

 Fernando Pessoa

Se tu venissi in autunno,
io scaccerei l’estate
un po’ con un sorriso e un po’ con dispetto,
come scaccia una mosca la massaia.

Se fra un anno potessi rivederti,
farei dei mesi altrettanti gomitoli
da riporre in cassetti separati,
per timore che i numeri si fondano.

Fosse l’attesa soltanto di secoli,
li conterei sulla mano,
sottraendo fin quando le dita mi cadessero
nella Terra di Van Diemen.

Fossi certa che, dopo questa vita,
la tua e la mia venissero,
io questa getterei come una buccia
e prenderei l’eternità.

Ora ignoro l’ampiezza
del tempo che intercorre a separarci,
e mi tortura come un’ape fantasma
che non vuole mostrare il pungiglione.

Emily Dickinson

 

Voglio un amore doloroso, lento,
che lento sia come una lenta morte,
e senza fine (voglio che più forte
sia de la morte) e senza mutamento.

Voglio che senza tregua in un tormento
occulto sian le nostre anime assorte;
e un mare sia presso a le nostre porte,
solo che pianga in un silenzio intento.

Voglio che sia la torre alta granito,
ed alta sia così che nel sereno
sembri attingere il grande astro polare.

Voglio un letto di porpora, e trovare
in quell'ombra giacendo su quel seno,
come in fondo a un sepolcro l'Infinito.

Gabriele D'Annunzio

Di te hanno sentito parlare le onde,
Come carezzi, come baci,
Come sussurri il "cosa" e il "sì"
Tutt'intorno alla gola, alla baia,
Sempre noi la luce e l'ombra
Sempre tu la piccola stella e sempre io l’oscuro natante
Sempre tu il porto e io il faro di destra
Il molo bagnato e il bagliore sopra i remi
In alto nella casa con i rampicanti
Le rose intrecciate, l’acqua che si fa fredda
Sempre tu la statua di pietra e sempre io l’ombra che cresce
Tu l'imposta accostata, io il vento che la apre.

Odisseas Elitis

Sono convinto che tu non esista
e tuttavia ogni notte ti ascolto

t’invento a volte con la vanità
con la desolazione o la pigrizia

dall’infinito mare arriva il tuo stupore
l’ascolto come un salmo e ciò malgrado

son così certo che tu non esista
che ti aspetto nel sogno per domani

Mario Benedetti

Se io fossi Dio
E avessi il segreto
Farei un essere esatto a te;
lo proverei
(alla maniera dei panettieri
Quando provano il pane, ovvero:
con la bocca),
e se questo sapore fosse
uguale al tuo, ossia
il tuo stesso odore, e il tuo modo
di sorridere,
e di stare in silenzio
e di stringere la mia mano strettamente,
e di baciarci senza farci male
- Di questo sì, sono sicuro: metto
Tanta attenzione quando ti bacio-;
allora,
se io fossi Dio,
potrei ripeterti e ripeterti
sempre la stessa e sempre differente
senza stancarmi mai del gioco identico
senza disdegnare neppure quello che fosti
per quella che saresti diventata tra un attimo;
ancora non so se mi spiego, ma voglio
chiarire che se io fossi
Dio, farei
Il possibile per essere Ángel González
per amarti così come ti amo
per attendere con calma
affinché ti creda te stessa ogni giorno,
affinché sorprenda tutte le mattine
la luce appena nata con la tua propria
luce, e scorra
la tenda impalpabile che separa
il sogno dalla vita,
resuscitandomi con la tua parola,
Lazzaro allegro,
io,
bagnato ancora
di ombre e pigrizia
sorpreso e assorto
nella contemplazione di tutto quello
che, in unione di me stesso,
recuperi e salvi, muovi, lasci
abbandonato quando – dopo – taci…
( Ascolto il tuo silenzio.
Odo
Costellazioni: esisti.
Credo in te.
Sei.
Mi basta.)

Ángel González

Quegli oggetti toccati dalle tue mani,
quello che pensi, dici, taci o sogni,
quei luoghi dove stai senza di me,
quello desidero, quello mi occorre.
Ed essere il tuo là, il tuo alito sospeso.

Juan Vincente Piqueres

Perché ti possiedo e no
perché ti penso
perché la notte ha gli occhi aperti
perché la notte passa e dico amore

Perché sei venuta a riprendere la tua immagine
e sei migliore di tutte le tue immagini

Perché sei bella dai piedi all'anima
perché sei buona dall'anima a me

Perché ti nascondi dolce nell'orgoglio
piccola e dolce
cuore corazza

Perché sei mia
perché non sei mia
perché ti guardo e muoio
e peggio che muoio
se non ti guardo amore

Se non ti guardo
perché tu sempre esisti dovunque
ma esisti meglio dove ti amo
perché la tua bocca è sangue
e hai freddo
devo amarti amore

devo amarti
anche se questa ferita brucia come due
anche se ti cerco e non ti trovo
e anche se la notte passa
e io ti possiedo
e no.

Mario Benedetti

I cieli sono uguali.
Azzurri, grigi, neri,
si ripetono sopra
l'arancio o la pietra:
guardarli ci avvicina.
Annullano le stelle,
tanto sono lontane,
le distanze del mondo.
Se noi vogliamo unirci,
non guardare mai avanti:
tutto pieno di abissi,
di date e di leghe.
Abbandonati e galleggia
sopra il mare o sull'erba,
immobile, il viso al cielo.
Ti sentirai calare
lenta, verso l'alto,
nella vita dell'aria.
E ci incontreremo
oltre le differenze
invincibili, sabbie,
rocce, anni, ormai soli,
nuotatori celesti,
naufraghi dei cieli.

Salinas

Non conviene,
credimi, accelerare il gaudio estremo,
ma lentamente devi ritardarlo
con raffinato indugio. E quando il luogo
tu scoprirai su cui goda carezze
più che altrove da te, vano pudore
non freni le tue magiche carezze.

Ovidio

IL MIO AMANTE


E ora parlerò del mio amante, che rimarrà senza nome.

Perché a 49 anni sa fare il rumore di cinque diversi tipi
di camion che cambiano le marce in salita.

Perché a volte lo fa sulle scale del posto dove lavora.
Perché poi si vergogna quando gli altri lo sentono.

Perché sa anche imitare almeno tre tipi diversi di treni.
Perché questi includono: la metropolitana di Londra,
il treno a vapore e il trenino elettrico
delle Ferrovie Meridionali.

Perché tifa per il Tottenham Hotspur con gioiosa
e immutabile devozione.

Perché odia l’Arsenal, i cui tifosi sono rozzi e incivili.

Perché spiega che gli Spurs sono magici, mentre l’Arsenal
 è noioso e sta sempre in difesa.

Perché io non ne sapevo niente fino a sei mesi fa,
e non mi curavo di saperlo.
Perché ora tutto questo mi affascina.
Perché lui si esibisce per gradi, dieci.

Perché, primo, si presenta come una persona gentile,
seria e mentalmente libera.
Perché, secondo, affronta molti pranzi, discutendo a tavola
della vita e dell’amore senza mai nominare il calcio.

Perché, terzo, sta attento a non rivelare quanto detesti
avere la peggio in una discussione.

Perché, quarto, parla delle donne del suo passato,
riconoscendo che in parte è stata colpa sua.

Perché, quinto, è talmente ragionevole che tendi a dubitarne.

Perché, sesto, si autoinvita per un drink una sera.

Perché, settimo, in due vi scolate due bottiglie di vino.

Perché, ottavo, si ferma per la notte.
Perché, nono, non vedi l’ora di rivederlo.

Perché, decimo, non si fa vivo per giorni.

Perché avendo raggiunto lo scopo ritorna ai suoi interessi.
Perché non salterà nemmeno un’ora del corso serale
o una sola prova di coro a causa di una donna.

Perché è quasi sempre fuori casa.

Perché non riesci nemmeno a trovarlo al telefono.

Perché è il tipo d’uomo che da generazioni fa impazzire
le donne.

Perché, è triste ammetterlo, questo pensiero non basta
a farti rinsavire.

Perché è affascinante.
Perché è buono con gli animali e coi bambini.
Perché la sua voce è rassicurante e sexy allo stesso tempo.

Perché guida una vecchissima Vauxhall Astra station wagon.
Perché va a 130 sull’autostrada.

Perché quando lo supplico di rallentare dice: “Non intendo 
andare più piano di così”.

Perché è convinto di conoscere le strade meglio di chiunque
altro sulla terra.

Perché non insiste per avere consigli dai suoi passeggeri.
Perché se mai dovesse perdersi sarebbe un bell’inferno.

Perché qualche volta mi fa dormire dalla parte sbagliata
del mio letto.

Perché non puoi dargli ordini.
Perché ha questa dote, che gli sta bene mangiare
i bastoncini di pesce surgelati o il cibo cinese già pronto
 o prepararsi la cena da solo.
Perché sa come cucino ed è realista.

Perché mi prepara tazze di cacao densissimo con le bollicine.

Perché beve e fuma almeno quanto me.

Perché è ossessionato dal sesso.

Perché non direbbe mai che è sopravvalutato.

Perché è cresciuto prima della società permissiva
 e si ricorda della sua adolescenza.

Perché non insiste nel ripetere che è sano e naturale,
né mi chiede cosa vorrei che facesse.

Perché ha alcune idee tutte sue.

Perché non è mai stato capace di dormire a lungo
e la notte parla con me fino a tardi.

Perché ci logoriamo a vicenda con la nostra insonnia.
Perché mi fa sentire come una lampadina che non può 
spegnersi da sola.

Perché ispira una poesia dopo l’altra.

Perché è pulito e ordinato ma non si preoccupa
 troppo del suo aspetto.

Perché permette al barbiere di tagliargli i capelli troppo corti
 e per due settimane va in giro che sembra un carcerato.

Perché quando metto una collana e gli chiedo se
mi sta bene risponde: “Sì, se No vuol dire provarne altre tre”.

Perché è rimasto scioccato quando i compagni di squadra 
più giovani hanno cominciato a usare il talco negli spogliatoi.

Perché la sua mascolinità vecchio stile è per me
fonte di continuo divertimento.

Perché la cosa lo rende perplesso.

WENDY COPE
 

Rimani! Riposati accanto a me.
Non te ne andare.

Io ti veglierò. Io ti proteggerò.

Ti pentirai di tutto fuorchè d’essere venuto a me, liberamente, fieramente.
Ti amo. Non ho nessun pensiero che non sia tuo;

non ho nel sangue nessun desiderio che non sia per te.

Lo sai. Non vedo nella mia vita altro compagno, non vedo altra gioia

Rimani.
Riposati. Non temere di nulla.

Dormi stanotte sul mio cuore…

Gabriele D'Annunzio

Un giorno lontano, quando verrai da me
allora dirò “ti ho dimenticata”.
Se mi rimproverai silenziosa, dirò
“ti ho tanto rimpianta fino a dimenticarti”.
Se ancora mi biasimerai, dirò
“Ho dovuto dimenticare, perché più non speravo”
Né oggi né ieri ti ho dimenticata,
ma un giorno lontano dirò “ti ho dimenticata”.

IM SOWOL

Sigilla con le tue labbra le mie.
Metti la tua mano nella mia.
O lascia che ti accarezzi i capelli,
le guance, la fronte,
mentre immergo i miei occhi nei tuoi,
nell’insondabile luce del tuo sguardo.
Lascia che, così, ti parli,
quando fuggono le parole
- ah, espressione del tatto,
sola voce precisa,
lascia che, così, ti esprima il mio amore.

VICENTE GAOS

 

Separare il tatto dalle mani
verso un repertorio differente
di esercizi di sottrazione

Toccare solo la tua voce
Poi: solo il tuo odore
Poi: solo la tua luce

Poi:
l’incompiuto in tua presenza
non conoscere

E calzare di nuovo il tatto
per toccare il tuo corpo
per toccare nella tua nudità
là nudità stessa della nudità

Ulalume González de León

Il tuo corpo tagliato
da una lama di luce –
per metà carne,
per metà ricordo.

Illuminazione obliqua,
il grande letto
intero,
il tepore lontano,
e la coperta rossa.

Chiudo la porta,
chiudo le finestre.
Vento con vento.
Unione inespugnabile.

Con la bocca piena
di un boccone di notte.
Ahi, l'amore.

            Yiannis Ritsos


Voglio te,solo te!
Lascia che il mio cuore
lo ripeta senza fine.
      
Tutti i desideri che mi distraggono
di giorno e di notte
in sostanza sono fasulli e vani.
    
Come la notte tiene nascosta nel buio
l'ansia di luce
così nel profondo del mio cuore
senza ch'io me ne renda conto
un grido risuona:
Voglio te,solo te!

Come la tempesta cerca la quiete
mentre ancora lotta contro la quiete
con tutte le sue forze
così io mi ribello e lotto
contro il tuo amore
ma grido che voglio te,solo te.

Tagore

Sii dolce con me.
Maneggiami con cura.
Abbi la cautela dei cristalli
con me e anche con te.
Quello che siamo
è prezioso più dell’opera blindata nei sotterranei
e affettivo e fragile.

Sia placido questo nostro esserci –
questo essere corpi scelti
per l’incastro dei compagni
d’amore.

Mariangela Gualtieri

Che mi ami tu lo dici, ma con una voce
Più casta di quella d'una suora
Che per sé sola i dolci vespri canta,
Quando la campana risuona -
Su, amami davvero!

Che mi ami tu lo dici, ma con un sorriso
Freddo come un'alba di penitenza,
Suora crudele di San Cupido
Devota ai giorni d'astinenza -
Su, amami davvero!

Che mi ami tu lo dici, ma le tue labbra
Tinte di corallo insegnano meno gioia
Dei coralli del mare -
Mai che s'imbroncino di baci -
Su, amami davvero!

Che mi ami tu lo dici, ma la tua mano
Non stringe chi teneramente la stringe;
È morta come quella d'una statua
Mentre la mia brucia di passione -
Su, amami davvero!

Su, incendiamoci di parole
E bruciandomi sorridimi - stringimi
Come devono gli amanti - su, baciami,
E l'urna, poi, delle mie ceneri seppelliscila nel tuo cuore -
Su, amami davvero!

John Keats

A volte non capisco come sia possibile che un altro la ami,
come possa essergli concesso di amarla,
quando io l’amo così esclusavemente,
così intensamente,
così totalmente,
e non conosco e non so e non ho altro che lei.

W. Goethe

Se tardi a trovarmi, insisti
Se non ci sono in nessun posto, cerca in un altro,
perchè io sono seduto da una qualche parte,
ad aspettare te.

W. Whitman

Non hai idea di quanto sia stato difficile trovare
un dono da portarTi.
Nulla sembrava la cosa giusta.
Che senso ha portare oro ad una miniera d’oro,
oppure acqua all’Oceano.
Ogni cosa che trovavo, era come portare spezie in Oriente.
Non Ti posso donare il mio cuore e la mia anima, perché sono già Tue.
Così, Ti ho portato uno specchio. GuardaTi e ricordami.

Mevlana Jalaluddin Rumi

Sei la mia consolazione più pura,
sei il mio più fermo rifugio,
tu sei il meglio che ho
perchè niente fa male come te.

No, niente fa male come te.
Bruci come ghiaccio e fuoco,
tagli come acciaio la mia anima-
tu sei il meglio che ho.

Karin Boye

Taci, appartati e nascondi
I tuoi sentimenti e i tuoi sogni,
E lascia che nella profonda anima
Essi si alzino e tramontino
Silenziosamente, come stelle nella notte,
Contemplali, e taci.

Come potrebbe il cuore esprimersi del tutto?
E un altro come potrebbe capirti?
O comprendere il senso della tua vita?
Il pensiero espresso è menzogna;
Scavando, intorpidisci le fontane!
Bevi a queste fontane, e taci!...

Sappi vivere solo di te stesso;
C'è nella tua anima un mondo intero
Di pensieri incantati e misteriosi;
L'esterno rumore li stordisce,
I raggi del giorno li disperdono,
Ascolta il loro canto e taci!...

Fëdor Tjutčev

Tu vivi sempre nei tuoi atti.
Con la punta delle dita
sfiori il mondo, gli strappi
aurore, trionfi, colori,
allegrie: è la tua musica.
La vita è ciò che tu suoni.

Dai tuoi occhi solamente
emana la luce che guida
i tuoi passi. Cammini
fra ciò che vedi. Soltanto.

E se un dubbio ti fa cenno
a diecimila chilometri,
abbandoni tutto, ti lanci
su prore, su ali,
sei subito lì; con i baci,
coi denti lo laceri:
non è più dubbio.
Tu mai puoi dubitare.

Perché tu hai capovolto
i misteri. E i tuoi enigmi,
ciò che mai potrai capire,
sono le cose più chiare:
la sabbia dove ti stendi,
il battito del tuo orologio
e il tenero corpo rosato
che nel tuo specchio ritrovi
ogni giorno al risveglio,
ed è il tuo. I prodigi
che sono già decifrati.

E mai ti sei sbagliata,
solo una volta, una notte
che t'invaghisti di un'ombra
-l'unica che ti è piaciuta-
un'ombra pareva.
E volesti abbracciarla.
Ed ero io.
Pedro Salinas

Il dolore è un posticino grigio, silenzioso,
col viso asciutto, gli occhi d'un azzurro chiaro,
dalle sue spalle fragili pende
la borsa, il vestito è scuro e consumato.
Nel suo petto batte un orologio
da pochi soldi; timidamente sguscia
di strada in strada, si stringe ai muri
delle case, sparisce in un portone.
Poi bussa. E ha una lettera per te.

Attila József

Io non ti chiedo di portarmi
una stella celeste,
solo ti chiedo di riempire
il mio spazio con la tua luce.
Io non ti chiedo di firmarmi
dieci fogli grigi per poter amare,
solo chiedo che tu ami
le colombe che amo osservare.
Dal passato non lo nego
ci arriverà un giorno il futuro
e del presente
cosa importa alla gente
se non fanno altro che parlare.
Io non ti chiedo.
Segui quest'attimo colmandolo di motivi per respirare, non concederti, non negarti
non parlare solo per parlare.
Io non ti chiedo di andarmi a prendere
una stella celeste
solo chiedo che il mio spazio
sia pieno della tua luce.
Mario Benedetti
A te si arriva solo attraverso te.
Ti aspetto.
Io sì che so dove mi trovo,
la mia città, la via, il nome
con cui tutto mi chiamano.
Però non so dove sono stato con te.
Là mi hai portato tu.
Come avrei imparato la strada
se non guardavo nient'altro che te,
se la strada era dove tu andavi,
e la fine fu quando ti sei fermata?
Che altro poteva esserci
più di te che ti offrivi, guardandomi?
Però adesso che esilio,
che mancanza,
e lo stare dove si sta.
Aspetto, passano i treni,
i destini, gli sguardi.
Mi porterebbero dove non sono stato mai.
Ma io non cerco nuovi cieli.
Io voglio stare dove sono stato.
Con te, ritornarci.
Che intensa novità,
ritornare un'altra volta,
ripetere mai uguale
quello stupore infinito.
E fino a quando non verrai tu
io resterò sulla sponda
dei voli, dei sogni,
delle stelle, immobile.
Perché so che dove sono stato
non portano né ali, né ruote, né vele.
Esse vagano smarrite.
Perché so che dove sono stato con te
si va solo con te, attraverso te.
Pedro Salinas

Quello
che mi piace del tuo corpo è il sesso.
Quello che mi piace del tuo
sesso è la bocca.
Quello che mi piace della tua bocca è la lingua.
Quello che mi piace della tua lingua è la parola.

Julio Cortazár

Io credo nell’uomo, questa sozzura.

Io credo nell’uomo, questo letamaio,

questa sabbia mobile, quest’acqua morta.

Io credo nell’uomo, questo folle, questa vescica di vanità.

Io credo nell’uomo, questo rammollito,

questo fifone, questa piuma al vento

questo sputafuoco, questo rovista-merda.

Io credo nell’uomo, questo leccasangue.

Malgrado tutto quello che ha potuto fare

di mortale e di irreparabile. Io credo in lui

per la sicurezza della sua mano,

per il suo gusto della libertà,

per il gioco della sua fantasia,

per il suo smarrimento davanti a una stella.

Io credo in lui

per il sale della sua amicizia,

per l’acqua dei suoi occhi, per il suo riso,

per il suo slancio e le sue debolezze.

Lucien Jacques-pag.203 del Catechismo di ateologia di Paul Desalmand

Paura dei tuoi occhi,
di quel vertice puro
entro cui batte il pensiero,
paura del tuo sguardo
nascosto velluto d’algebra
col quale mi percorri,
paura delle tue mani
calamite leggere
che chiedono linfa,
paura dei tuoi ginocchi
che premono il mio grembo
e poi ancora paura
sempre sempre paura,
finchè il mare sommerge
questa mia debole carne
e io giaccio sfinita
su di te che diventi spiaggia
e io che divento onda
che tu percuoti e percuoti
con il tuo remo d’Amore.

Alda Merini

ti esploro, mia carne, mio oro, corpo mio, che ti spio, mia cruda carta nuda,
che ti segno, che ti sogno, con i miei seri, severi semi neri, con i miei teoremi,
i miei emblemi, che ti batto e ti sbatto, e ti ribatto, denso e duro, tra le tue fratte,
con il mio oscuro, puro latte, con le mie lente vacche, tritamente, che ti accendo,
se ti prendo, con i miei pampani di ruggine, mia fuliggine, che ti aspiro, ti respiro,
con le tue nebbie e trebbie, che ti timbro con tutti i miei timpani, con le mie dita
che ti amano, che ti arano, con la mia matita che ti colora, ti perfora, che ti adora,
mia vita, mio avaro amore amaro:
io sono qui così, la zampa del mio uccello, di quello
che ti gode e ti vigila, sono la papilla giusta che ti degusta, la pupilla che ti vibra
e ti brilla, che ti tintinna e titilla: sono un irto, un erto, un ermo ramo, io che
ti pungo, mio fungo, io che ti bramo: sono pallida pelle che si spella, mia bella, io,
passero e pettirosso del tuo fosso: io la piuma, io l'osso, che ti scrivo: io, che ti vivo:

Edoardo Sanguineti

Nel silenzio della notte
io ho scelto te.
Nello splendore del firmamento,
io ho scelto te.
Nell’incanto dell’aurora,
io ho scelto te.
Nelle bufere più tormentose,
io ho scelto te.
Nell’arsura più arida,
io ho scelto te.
Nella buona e nella cattiva sorte,
io ho scelto te.
Nella gìoia e nel dolore,
io ho scelto te.
Nel cuore del mio cuore,
io ho scelto te.

S. Lawrence

Ragazzo mio,
io non ho paura di morire.
Tuttavia, ogni tanto
mentre lavoro
nella solitudine della notte,
ho un sussulto nel cuore,
saziarsi della vita vita, figlio mio,
è impossibile.
Non vivere su questa terra come un inquilino,
o come un villeggiante stagionale.
Ricorda:
in questo mondo devi vivere saldo,
vivere
come nella casa paterna.
Credi al grano,
alla terra,
al mare
ma prima di tutto
all'uomo.
Ama la nuvola,
il libro
la macchina,
ma prima di tutto
l'uomo.
Senti infondo al tuo cuore
il dolore del ramo che secca,
della stella che si spegne,
della bestia ferita,
ma prima di tutto
il dolore dell'uomo.
Godi di tutti i beni terrestri,
del sole,
della pioggia
e della neve,
dell'inverno e dell'estate,
del buio e della luce,
ma prima di tutto
godi dell'uomo.
Nazim Hikmet

Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.

Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.

Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.

Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.

Femmina penso, se penso l'umano
la mia compagna, ti prendo per mano.

Edoardo Sanguineti

Vorrei…vorrei…
Che respirassi
che vedessi
che ascoltassi
la non voce e
la maschera “dell’ascoltatrice” e
capiresti
quanti viaggi
hai fatto nel mare della solitudine.
Vedresti
le luci chiare del mattino
scure come la notte…
Forse ,
un giorno
sentirai l’odore del girasole
bagnato di rugiada,
alla tua finestra da sempre e
solo
allora ti sveglierai dalla ,tua, follia.

Angela Demma

se ti rivivi, cosa ti correggi?
ebbene niente: sono riboccante di torturanti
rimorsi,
o donna mia: sono un'orripilante enciclopedia di cazzate incoglionate, di
semicriminali
supergaffes: e furono, i miei anni, un inimitabile campionario di irrimediabili
refusi
esistenziali:
ebbene, non ritoccherei una virgola sola, un puro punto solo: avrei
terrore
dell'effetto domino: ti modifichi un gesto, una parola: ti rifai, tanto per fare,
il nodo
alla cravatta: ma che dico? ti tagli via, da una narice, un giorno, un pelo
appena in più,
non altro: e ti giuochi un destino - il destino: et tout se tient: e, poni caso
e poni
mente, poi: tu mi sparisci, allora fuori dalla rivita che io vivrei, concedendomi
il bis:
ebbene:
quello che ho avuto, così, me lo tengo: pur di tenerti, io mi ritengo,
identico.

Edoardo Sanguineti a sua moglie Luciana

Niente cancellerà via l'amore,
nè i litigi
nè i chilometri.
E' meditato,
provato,
controllato.
Alzando solennemente i versi, dita di righe,
lo giuro:
amo
d'un amore immutabile e fedele.

Vladimir Vladimirovič Majakovskij

Quattro. Pesanti come un colpo.

"A Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio".

Ma uno come me dove potrà ficcarsi?

Dove mi si è apprestata una tana?

S'io fossi piccolo come il grande oceano,
mi leverei sulla punta dei piedi delle onde con l'alta marea,
accarezzando la luna.

Dove trovare un'amata uguale a me?
Angusto sarebbe il cielo per contenerla!

O s'io fossi povero come un miliardario.. Che cos'è il denaro per l'anima?
Un ladro insaziabile s'annida in essa:
all'orda sfrenata di tutti i miei desideri
non basta l'oro di tutte le Californie!

S'io fossi balbuziente come Dante o Petrarca...
Accendere l'anima per una sola, ordinarle coi versi...
Struggersi in cenere.
E le parole e il mio amore sarebbero un arco di trionfo:
pomposamente senza lasciar traccia vi passerebbero sotto
le amanti di tutti i secoli.

O s'io fossi silenzioso, umil tuono... Gemerei stringendo
con un brivido l'intrepido eremo della terra...
Seguiterò a squarciagola con la mia voce immensa.

Le comete torceranno le braccia fiammeggianti,
gettandosi a capofitto dalla malinconia.

Coi raggi degli occhi rosicchierei le notti
s'io fossi appannato come il sole...

Che bisogno ho io d'abbeverare col mio splendore
il grembo dimagrato della terra?

Passerò trascinando il mio enorme amore
in quale notte delirante e malaticcia?

Da quali Golia fui concepito
così grande,
e così inutile?

Vladimir Majakovskij

Son tanto brava lungo il giorno.
Comprendo, accetto, non piango.
Quasi imparo ad aver orgoglio
quasi fossi un uomo.
Ma, al primo brivido di viola in cielo
ogni diurno sostegno dispare.
Tu mi sospiri lontano:
<Sera, sera dolce e mia!>
Sembrami d'aver fra le dita la
stanchezza di tutta la terra.
Non son più che sguardo,
sguardo sperduto, e vene.

Sibilla Aleramo

Quant'è felice il sassolino
che vaga sulla strada solo solino
e non si preoccupa di carriere
e non ha paura di esigenze
la cui giacca di bruno elementare
un universo passeggero indossa,
e indipendente come il sole
si accompagna o brilla solo,
compiendo un'assoluta volontà
con spontanea semplicità.

Emily Dickinson

“E’ un amore impossibile” - mi dici.
“E’ un amore impossibile” - ti dico.
Ma scopri che sorridi se mi guardi,
e scopro che sorrido se ti vedo.
“Di notte” – tu confessi – “io ti penso… Ti penso giorno e notte, e mi domando se stai pensando a me, mentre ti penso.
… La società, le regole, i doveri… ma tremi quando stringo le tue mani.”
“Meglio felici o meglio allineati?”
- Ti chiedo.-
E il tuo sorriso accende il giorno, cambiando veste ad ogni mio pensiero.
“Questo amore è possibile” - ti dico.
“Questo amore è possibile” - mi dici.

Sesto Aurelio Properzio, Assisi, circa 47 a.C. – Roma, 14 a

La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri.
E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri.
Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili,
di finire alla mercè di chi ci sta di fronte.
Non ci esponiamo mai.
Perché ci manca la forza di essere uomini,
quella che ci fa accettare i nostri limiti,
che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia,
in forza appunto.

Io amo la semplicità che si accompagna con l'umiltà.
Mi piacciono i barboni.
Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,
sentire gli odori delle cose,
catturarne l'anima.
Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.
Perché lì c'è verità, lì c'è dolcezza, lì c'è sensibilità, lì c'è ancora amore.

Alda Merini

La Madre

E il cuore quando d'un ultimo battito
Avrà fatto cadere il muro d'ombra
Per condurmi, Madre, sino al Signore,
Come una volta mi darai la mano.
In ginocchio, decisa,
Sarai una statua davanti all'Eterno,
Come già ti vedeva
Quando eri ancora in vita.
Alzerai tremante le vecchie braccia,
Come quando spirasti
Dicendo: Mio Dio, eccomi.
E solo quando m'avrà perdonato,
Ti verrà desiderio di guardarmi.
Ricorderai d'avermi atteso tanto,
e avrai negli occhi un rapido sospiro.

Giuseppe Ungaretti
 


La Madre

 

E il cuore quando d'un ultimo battito

Avrà fatto cadere il muro d'ombra

Per condurmi, Madre, sino al Signore,

Come una volta mi darai la mano.

 

In ginocchio, decisa,

Sarai una statua davanti all'Eterno,

Come già ti vedeva

Quando eri ancora in vita.

 

Alzerai tremante le vecchie braccia,

Come quando spirasti

Dicendo: Mio Dio, eccomi.

 

E solo quando m'avrà perdonato,

Ti verrà desiderio di guardarmi.

 

Ricorderai d'avermi atteso tanto,

e avrai negli occhi un rapido sospiro.

 

Giuseppe Ungaretti

Io dedico questa canzone
ad ogni donna pensata come amore
in un attimo di libertà
a quella conosciuta appena
non c'era tempo e valeva la pena
di perderci un secolo in più.

A quella quasi da immaginare
tanto di fretta l'hai vista passare
dal balcone a un segreto più in là
e ti piace ricordarne il sorriso
che non ti ha fatto e che tu le hai deciso
in un vuoto di felicità.

Alla compagna di viaggio
i suoi occhi il più bel paesaggio
fan sembrare più corto il cammino
e magari sei l'unico a capirla
e la fai scendere senza seguirla
senza averle sfiorato la mano.

A quelle che sono già prese
e che vivendo delle ore deluse
con un uomo ormai troppo cambiato
ti hanno lasciato, inutile pazzia,
vedere il fondo della malinconia
di un avvenire disperato.

Immagini care per qualche istante
sarete presto una folla distante
scavalcate da un ricordo più vicino
per poco che la felicità ritorni
è molto raro che ci si ricordi
degli episodi del cammino.

Ma se la vita smette di aiutarti
è più difficile dimenticarti
di quelle felicità intraviste
dei baci che non si è osato dare
delle occasioni lasciate ad aspettare
degli occhi mai più rivisti.

Allora nei momenti di solitudine
quando il rimpianto diventa abitudine,
una maniera di viversi insieme,
si piangono le labbra assenti
di tutte le belle passanti
che non siamo riusciti a trattenere.

Fabrizio de André


La madre di Peppino

Questo non è mio figlio.
Queste non sono le sue mani
questo non è il suo volto.
Questi brandelli di carne
non li ho fatti io.

Mio figlio era la voce
che gridava nella piazza
era il rasoio affilato
delle sue parole
era la rabbia
era l’amore
che voleva nascere
che voleva crescere.

Questo era mio figlio
quand’era vivo,
quando lottava contro tutti:
mafiosi, fascisti,
uomini di panza
che non valgono neppure un soldo
padri senza figli
lupi senza pietà.

Parlo con lui vivo
non so parlare
con i morti.
L’aspetto giorno e notte,
ora si apre la porta
entra, mi abbraccia,
lo chiamo, è nella sua stanza
a studiare, ora esce,
ora torna, il viso
buio come la notte,
ma se ride è il sole
che spunta per la prima volta,
il sole bambino.

Questo non è mio figlio.
Questa bara piena
di brandelli di carne
non è di Peppino.

Qui dentro ci sono
tutti i figli
non nati
di un’altra Sicilia.

Felicia Impastato

Tu la notte io il giorno
così distanti e immutevoli
nel tempo
così vicini come due alberi
posti uno di fronte all`altro
a creare lo stesso giardino
ma senza possibilità di
toccarsi
se non con i pensieri
Tu la notte io il giorno
tu con le tue stelle e la luna
silenziosa
io con le mie nuvole ed il
sole abbagliante
tu che conosci la brezza
della sera
ed io che rincorro il vento
caldo
fino a quando giunge il
tramonto
I rami divengono mani
tiepide
che si intrecciano
appassionate
le foglie sono sospiri
nascosti
le stelle diventano occhi di
brace
e le nuvole un lenzuolo che
scopre la nudità
La luna e il sole sono due
amanti rapidi e fugaci
e non siamo più io e te
siamo noi fusi insieme
nella completezza della luce
fioca
ondeggiante come la marea
in eterna corsa...
So cosa significa amore
quando il giorno muore

Antonia Pozzi

La nostra paura più profonda
non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda,
è di essere potenti oltre ogni limite.
È la nostra luce, non la nostra ombra,
a spaventarci di più.
Ci domandiamo: " Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? "
In realtà chi sei tu per NON esserlo?
Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo,
non serve al mondo.
Non c'è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicchè gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta
la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi:
è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente libera gli altri.

Nelson Mandela

Stu core analfabbeta
tu ll'he purtato a scola,
e s'è mparato a scrivere,
e s'è mparato a lleggere
sultanto na parola:
"Ammore" e niente cchiù.

Totò

Doppo che ho rinnegato pasta e pane,
so' dieci giorni che nun calo, eppure
resisto, soffro e seguito le cure...
me pare 'n anno e so' du' settimane.
Nemmanco dormo più, le notti sane,
pe' damme er conciabbocca a le torture,
le passo a immagina' le svojature
co' la lingua de fòra come un cane.
Ma vale poi la pena de soffrì
lontano da 'na tavola e 'na sedia
pensanno che se deve da morì?
Nun è pe' fa' er fanatico romano;
però de fronte a 'sto campa' d'inedia,
mejo morì co' la forchetta in mano!

Aldo Fabrizi

Tengo na 'nnammurata
ca è tutt' 'a vita mia.
Mo tene sittant'anne, povera mamma mia!
Cu chella faccia 'e cera,
sotto 'e capille janche,
me pare na sant'Anna
cu ll'uocchie triste e stanche.
Me legge dint' 'o penziero,
me guarda e m'anduvina
si tengo nu dulore
si tengo quacche spina...

Antonio De Curtis (Totò)

Non date retta al re,
non date retta a me.
Chi v'inganna
si fa sempre più alto d'una spanna,
mette sempre un berretto,
incede eretto
con tante medaglie sul petto.
Non date retta al saggio
al maestro del villaggio
al maestro della città
a chi vi dice che sa.
Sbagliate soltanto da voi
come i cavalli, come i buoi,
come gli uccelli, i pesci, i serpenti
che non hanno monumenti
e non sanno mai la storia.
Chi vive è senza gloria.

Alfonso Gatto

Avevi la pelle d’oca e ridevi. Eravamo talmente vicini che non potevamo vederci, assorti entrambi in quel rito urgente, avvolti nel calore e nell’odore che emanavamo insieme. Mi aprivo il passo per le tue vie (...) mi dicevi mille volte vieni con le labbra sulle mie…
Isabelle Allende

Avevi la pelle d’oca e ridevi. Eravamo talmente vicini che non potevamo vederci, assorti entrambi in quel rito urgente, avvolti nel calore e nell’odore che emanavamo insieme. Mi aprivo il passo per le tue vie (...) mi dicevi mille volte vieni con le labbra sulle mie…
Isabelle Allende

Come farti capire che c'è sempre tempo?
Che uno deve solo cercarlo e darselo,
Che non è proibito amare,
Che le ferite si rimarginano,
Che le porte non devono chiudersi,
Che la maggiore porta è l'affetto,
Che gli affetti ci definiscono,
Che cercare un equilibrio non implica essere tiepido,
Che trovarsi è molto bello,
Che non c'è nulla di meglio che ringraziare,
Che nessuno vuole essere solo,
Che per non essere solo devi dare,

Che aiutare è potere incoraggiare ed appoggiare,
Che adulare non è aiutare,
Che quando non c'è piacere nelle cose non si sta vivendo,
Che si sente col corpo e la mente,
Che si ascolta con le orecchie,
Che costa essere sensibile e non ferirsi,
Che ferirsi non è dissanguarsi,
Che chi semina muri non raccoglie niente,

Che sarebbe meglio costruire ponti,
Che su di essi si va all'altro lato e si torna anche,

Che ritornare non implica retrocedere,
Che retrocedere può essere anche avanzare,

Come farti sapere che nessuno stabilisce norme salvo la vita?
Come farti sapere che c'è sempre tempo?

Mario Benedetti

IL TUO NOME

Fiore del caso o uccello fascinoso
Parola tremante nelle reti della poesia,
Il tuo nome, come il destino, arriva,
Il tuo nome, amore, il tuo nome che nasce
Da tutti i colori del giorno!

ALEXANDRE O’NEILL

Le cose che il bambino ama
rimangono nel regno del cuore
fino alla vecchiaia.
La cosa più bella della vita
è che la nostra anima
rimanga ad aleggiare
nei luoghi dove una volta
giocavamo.

Kahlil Gibran

 

Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che è passato
è come se non ci fosse mai stato.
Il passato è un laccio che
stringe la gola alla mia mente
e toglie energie per affrontare il mio presente.
Il passato è solo fumo
di chi non ha vissuto.
Quello che ho già visto
non conta più niente.
Il passato ed il futuro
non sono realtà ma solo effimere illusioni.
Devo liberarmi del tempo
e vivere il presente giacché non esiste altro tempo
che questo meraviglioso istante.
Alda Merini

La Bellezza non ha causa:
Esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.

Sai afferrare le crespe
Del prato, quando il vento
Vi avvolge le sue dita?
Iddio provvedera'
Perche' non ti riesca.

Emily Dickinson

Certe piante, per crescere, si dice debbano ''mettere cuore''.
L'amore si fissa così nel corpo
si radica,cresce e sviluppa nel cuore.
Ecco perché io l'ho coltivato,il mio:
non volevo un cuore incerto,avaro.
Non volevo un cuore spaventato.
Le sofferenze d'amore che ho patito sono state esercizi per renderlo forte.
Ci sono dolori che fanno bene.
Io l'ho imparato con te.
Ho patito la maledizione di un amore assetato,affamato,
che mi rendeva tanto più indigente quanto più ne domandavo.
La vera via,ora capisco, è di non chiederlo.
Ora io l'offro l'amore.
Ne sono capace.

Nadia Fusini

Non posso dimenticare
il buio profumato all’interno del-
la cortina nera dei miei capelli,
quando ci svegliamo per fare l’amore
dopo una lunga notte d’amore.

KENNETH REXROTH

Non ci credo ancora
stai arrivando accanto a me
e la notte è un pugno
di stelle e di allegria
palpo gusto ascolto e vedo
il tuo volto il tuo passo lungo
le tue mani e tuttavia
ancora non ci credo
il tuo ritorno ha tanto
a che vedere con te e con me
che per cabala lo dico
e per i dubbi lo canto
nessuno mai ti rimpiazza
e le cose più triviali
si trasformano in fondamentali
perché stai tornando a casa
tuttavia ancora
dubito di questa fortuna
perché il cielo di averti
mi sembra fantasia
però vieni ed è sicuro
e vieni col tuo sguardo
e per questo il tuo arrivo
rende magico il futuro
e ancorché non sempre abbia capito
le mie colpe e i miei disastri
invece so che nelle tue braccia
il mondo ha senso
e se bacio l'audacia
e il mistero delle tue labbra
non ci saranno dubbi né cattivi sapori
ti amerò di più
ancora.

Mario Benedetti

Voglio possederti, devi essere mia.
Il tuo corpo, i più profondi segreti della tua anima
devono essere mia proprietà.
Non devi avere un capello
non un dente
non un singolo angolo buio
nei tuoi pensieri
che non mi appartenga.
Come potrei altrimenti
venderti
per mucchi di argento e oro
preziose pietre
e ogni possibile genere di lusso ?
O chissà ?
Magari solo un bicchiere di vino
una notte con una puttana
un pugno di perle di vetro colorate
O un povero coltello
col manico di corda.
Come potrei altrimenti sapere
cosa significa perderti ?
In che modo
misurare la tua assenza ?
Perderti devo comunque.
Ogni giorno ti perdo un po’.
Nei mercati d’Oriente
voglio incettare cose come quelle
per cui avrei potuto venderti
piccole cose
che mi ricorderanno gli invisibili sonagli
che i tuoi movimenti sempre
fanno echeggiare nell’aria
e un enorme torrente di seta
come il punto
in cui il tuo collo incontra le spalle.
E se improvvisamente un giorno
casualmente ti incontrassi
ti regalerei ogni cosa.

Henrik Nordbrandt

Sconosciuto che passi! tu non sai con che desiderio ti
guardo,
Devi essere colui che cercavo, o colei che cercavo (mi
arriva come un sogno),
Sicuramente ho vissuto con te in qualche luogo una vita
di gioia,
Tutto ritorna, fluido, affettuoso, casto, maturo, mentre
passiamo veloci uno vicino all'altro,
Sei cresciuto con me, con me sei stato ragazzo
o giovanetta,
Ho mangiato e dormito con te, il tuo corpo non è più
solo tuo né ha lasciato il mio corpo solo mio,
Mi dai il piacere dei tuoi occhi, del tuo viso, della tua
carne, passando, in cambio prendi la mia barba, il
mio petto, le mie mani,
Non devo parlarti, devo pensare a te quando siedo in
disparte o mi sveglio di notte, tutto solo,
Devo aspettare, perché t'incontrerò di nuovo, non ho
dubbi,
Devo vedere come non perderti più.

 

Walt Whitman

Cercavo te nelle stelle
quando le interrogavo bambino.
Ho chiesto te alle montagne,
ma non mi diedero che poche volte
solitudine e breve pace.
Perché mancavi,nelle lunghe sere
meditai la bestemmia insensata
che il mondo era uno sbaglio di Dio,
io uno sbaglio nel mondo.
E quando,davanti alla morte,
ho gridato di no da ogni fibra,
che non avevo ancora finito,
che troppo ancora dovevo fare,
era perché mi stavi davanti,
tu con me accanto,come oggi avviene,
un uomo una donna sotto il sole.
Sono tornato perché c’eri tu.

Primo Levi

Poi fece notte
due sedie di legno
sulla luna
sulle sedie
loro due
scalzi
l'uno di fronte all'altra
toccandosi appena
gli alluci.
Yiannis Ritsos

Tu sei il mio amore e la mia disperazione.
Tu sei la mia follia e la mia saggezza.
E sei tutti i luoghi in cui non sono stato
e che mi chiamano da tutti gli angoli del mondo.
Tu sei queste sei righe
cui devo limitarmi per non gridare.

Henrik Nordbrandt

O frenetiche notti!
Se fossi accanto a te,
Queste notti frenetiche sarebbero
La nostra estasi!

Futili i venti
A un cuore in porto:
Ha riposto la bussola,
Ha riposto la carta.

Vogare nell'Eden!
Ah, il mare!
Se potessi ancorarmi
Stanotte in te!

Emily Dickinson

Mi sento come una scatola di sardine, disse lei.
Mi sento come un cerotto, dissi io.
Mi sento come un panino al tonno, disse lei.
Mi sento come un pomodoro a fette, dissi io.
Mi sento come se stesse per piovere, disse lei.
Mi sento come se l'orologio s'è fermato, dissi io.
Mi sento come se la porta fosse aperta, disse lei.
Mi sento come se stesse per entrare un elefante, dissi io.
Mi sento che dovremmo pagare l'affitto, disse lei.
Mi sento che dovresti trovare lavoro, disse lei.

Non me la sento di lavorare, dissi.

Mi sento che di me non te me ne importa, disse lei.
Mi sento che dovremmo far l'amore, dissi io.
Mi sento che l'amore l'abbiamo fatto fìn troppo, disse lei.
Mi sento che dovremmo farlo più spesso, dissi io.
Mi sento che dovresti trovare lavoro, disse lei.
Mi sento che dovresti trovare lavoro, dissi io.
Mi sento una gran voglia di bere, disse lei.
Mi sento come una bottiglia di whisky, dissi io.
Mi sento che finiremo come due ubriaconi, disse lei.
Mi sento che hai ragione, dissi io.
Mi sento di mollare tutto, disse lei.
Mi sento che ho bisogno d'un bagno, dissi io.
Anch'io mi sento che hai bisogno d'un bagno, disse lei.
Mi sento che dovresti lavarmi la schiena, dissi io.
Mi sento che tu non mi ami, disse lei.
Mi sento che ti amo, dissi io.
Mi sento quel coso dentro adesso, disse lei.
Anch'io sento che adesso quel coso è dentro di te, dissi io.
Mi sento che adesso ti amo, disse lei.
Mi sento che ti amo più di te, dissi io.
Mi sento benone, disse lei, ho voglia di urlare.
Mi sento che non la smetterei più, dissi io.
Mi sento che ne saresti capace, disse lei.
Mi sento, dissi io.
Mi sento, disse lei.

Charles Bukowski

Il vederla è un quadro
Sentirla una canzone
Conoscerla un eccesso
Innocente come giugno
Non conoscerla una pena
Averla per amica
Un calore tanto vicino come se il sole
Ti splendesse in mano.
Emily Dickinson

Mettimi controluce:
vedrai poesie.

Attraversami nel buio:
vedrai la luce.

Erica Jong

Questo è l’enigma, l’ansia travolgente
di conoscere, il desiderio irresistibile di gettare l’ancora
in te, di possederti.
Come sarebbe la perplessità di essere te,
il mistero, la malattia di essere te e sapere
Come sarebbe lo stupore di essere te, davvero te e
con i tuoi occhi vedermi.
Come sarebbe percepire che ti amo
Come sarebbe, essendo te, sentirmelo dire
E come sarebbe, allora, sentire quello che senti tu.

Ana Rossetti

Quello che sei
mi distrae da quello che dici.
Lanci parole veloci,
pavesate di risa,
invitandomi
ad andare dove mi porteranno.
Non ti presto attenzione, non le seguo:
sto guardando
le labbra da cui sono nate.
Intanto guardi lontano.
Fissi lo sguardo laggiù,
non so in cosa, e già si precipita
a cercarlo la tua anima
affilata, come saetta.
Io non guardo dove guardi:
io ti vedo guardare.
E quando desideri qualcosa
non penso a quello che vuoi
né lo invidio: è il meno.
Ciò che ami oggi, lo desideri;
domani lo dimenticherai per un nuovo amore.
No.
Ti aspetto oltre qualsiasi fine o termine
in ciò che non deve succedere.
Io resto nel puro atto del tuo desiderio,
amandoti.
E non voglio altro
che vederti amare.

Pedro Salinas

A te che sei l'unica al mondo
L'unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All' angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perch? non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro l'aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di pi?
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un po'
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l'arte dell'avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l'orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l'unica amica
Che io posso avere
L'unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
A te che hai reso la mia vita
Bella da morire
Che riesci a render la fatica
Un immenso piacere
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di pi?
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Semplicemente sei
Compagna dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei

Jovanotti

Non voglio che ti allontani,
dolore, ultima forma
di amare. Io mi sento vivere
quando tu mi fai male
non in te, né qui, più oltre:
sulla terra, nell'anno
da dove vieni
nell'amore con lei
e tutto ciò che fu.
In quella realtà
sommersa che nega se stessa
ed ostinatamente afferma
di non essere esistita mai,
d'essere stata nient'altro
che un mio pretesto per vivere.
Se tu non mi restassi,
dolore, irrefutabile,
io potrei anche crederlo;
ma mi rimani tu.
La tua verità mi assicura
che niente fu menzogna.
E fino a quando ti potrò sentire,
sarai per me, dolore,
la prova di un'altra vita
in cui non mi dolevi.
La grande prova, lontano,
che è esistita, che esiste,
che mi ha amato, sì,
che la sto amando ancora.

Pedro Salinas

Che sta facendo adesso
adesso, in questo momento?
E' a casa? Per la strada?
Al lavoro? In piedi? Sdraiata?
Forse sta alzando il braccio?

Amor mio
come appare in quel movimento
il polso bianco e rotondo!
Che sta facendo adesso
adesso, in questo momento?
Un gattino sulle ginocchia
lei lo accarezza.
O forse sta camminando
ecco il piede che avanza.
Oh i tuoi piedi che mi son cari
che mi camminano sull'anima
che illuminano i miei giorni bui!

A che pensa?
A me? o forse...chi sa
ai fagioli che non si cuociono.
O forse si domanda
perchè tanti sono infelici
sulla terra.
Che sta facendo adesso
adesso, in questo momento?

Nazim Hikmet

Che sta facendo adesso adesso, in questo momento? E' a casa? Per la strada? Al lavoro? In piedi? Sdraiata? Forse sta alzando il braccio? Amor mio come appare in quel movimento il polso bianco e rotondo! Che sta facendo adesso adesso, in questo momento? Un gattino sulle ginocchia lei lo accarezza. O forse sta camminando ecco il piede che avanza. Oh i tuoi piedi che mi son cari che mi camminano sull'anima che illuminano i miei giorni bui! A che pensa? A me? o forse...chi sa ai fagioli che non si cuociono. O forse si domanda perchè tanti sono infelici sulla terra. Che sta facendo adesso adesso, in questo momento? Nazim Hikmet

Se tu dovessi venire in autunno
mi leverei di torno l'estate
con un gesto stizzito ed un sorrisetto,
come fa la massaia con la mosca.

Se entro un anno potessi rivederti,
avvolgerei in gomitoli i mesi,
per poi metterli in cassetti separati -
per paura che i numeri si mescolino.

Se mancassero ancora alcuni secoli,
li conterei ad uno ad uno sulla mano -
sottraendo, finchè non mi cadessero
le dita nella terra della Tasmania.

Se fossi certa che, finita questa vita,
io e te vivremo ancora -
come una buccia la butterei lontano -
e accetterei l'eternità all'istante.

Ma ora, incerta della dimensione
di questa che sta in mezzo,
la soffro come l'ape-spiritello
che non preannuncia quando pungerà.

Emily Dickinson

Via del Campo c'è una graziosa
gli occhi grandi color di foglia
tutta notte sta sulla soglia
vende a tutti la stessa rosa

Via del Campo c'è una bambina
con le labbra color rugiada
gli occhi grigi come la strada
nascon fiori dove cammina

Via del Campo c'è una puttana
gli occhi grandi color di foglia
se di amarla ti vien la voglia
basta prenderla per la mano

E ti sembra di andare lontano
lei ti guarda con un sorriso
non credevi che il paradiso
fosse solo lì al primo piano

Via del Campo ci va un illuso
a pregarla di maritare
a vederla salire le scale
fino a quando il balcone è chiuso

Ama e ride se amor risponde
piangi forte se non ti sente
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fiori

Fabrizio de André

Io non sono nessuno! E tu chi sei?
Nessuno pure tu?
Allora siamo in due, ma non lo dire!
Potrebbero bandirci, e tu lo sai!
Che grande noia, essere qualcuno!
Quanto volgare dire il nome tuo
Per tutto giugno-come fa la rana-
a un pantano che ti ammira.
Emily Dickinson

Sì, dietro alla gente ti cerco.
Non nel tuo nome, se lo dicono,
non nella tua immagine, se la dipingono.
Dietro, dietro, oltre. 
Dietro a te ti cerco.
Non nel tuo specchio, non nelle tue parole,
né nella tua anima.
Dietro, oltre. 
Dietro ancora, 
più indietro di me ti cerco.
Non sei quello che io sento di te,
non sei ciò che palpita con sangue mio nelle vene,
senza che sia io.
Dietro, oltre ti cerco. 
Per averti incontrato, 
smettere di vivere in te, e in me,
e negli altri.
Vivere ormai dietro a ogni cosa,
dall'altra parte di ogni cosa
-per averti incontrato-,
come se fosse morire.

Pedro Salinas

I giorni ed i baci
sono in errore:
non hanno termine dove dicono.
Ma per amare dobbiamo
imbarcarci su tutti
i progetti che passano,
senza chiedere nulla,
pieni, pieni di fede
nell'errore
di ieri, di oggi, di domani,
che non può mancare.

Pedro Salinas

Non respingere i sogni perché sono sogni.
Tutti i sogni possono
essere realtà, se il sogno non finisce.
La realtà è un sogno. Se sogniamo
che la pietra è pietra, questo è la pietra.
Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
è un sognare, l'acqua, cristallina.
La realtà traveste
il sogno, e dice:
"Io sono il sole, i cieli, l'amore".
Ma mai si dilegua, mai passa,
se fingiamo di credere che è più che un sogno.
E viviamo sognandola. Sognare
è il mezzo che l'anima ha
perché non le fugga mai
ciò che fuggirebbe se smettessimo
di sognare che è realtà ciò che non esiste.
Muore solo
un amore che ha smesso di essere sognato
fatto materia e che si cerca sulla terra.

Pedro Salinas

Tu Poi sei venuta tu,
e t'è bastata un'occhiata
per vedere
dietro quel ruggito,
dietro quella corporatura,
semplicemente un fanciullo.
L'hai preso,
hai tolto via il cuore
e, così,
ti ci sei messa a giocare,
come una bambina con la palla.
E tutte,
signore e fanciulle,
sono rimaste impalate
come davanti a un miracolo.
"Amare uno così?
Ma quello ti si avventa addosso!
Sarà una domatrice,
una che viene da un serraglio"!
Ma io, io esultavo.
Niente più
giogo!
Impazzito dalla gioia,
galoppavo,
saltavo come un indiano a nozze,
tanto allegro mi sentivo,
tanto leggero.


Vladimir Majakovskij

Ciò che conosci
è così poco
ciò che conosci
di me
ciò che conosci
sono le mie nuvole
sono i miei silenzi
sono i miei gesti
ciò che conosci
è la tristezza
di casa mia vista da fuori
sono le persiane della mia tristezza
il campanello della mia tristezza

Però non sai
niente
al massimo
pensi a volte
che è così poco
ciò che conosco
di te
ciò che conosco
cioè le tue nuvole
o i tuoi silenzi
o i tuoi gesti
ciò che conosco
è la tristezza
di casa tua vista da fuori
sono le persiane della tua tristezza
il campanello della tua tristezza.

Però non chiami.
Però non chiamo.

Mario Benedetti

I cieli sono uguali.
Azzurri, grigi, neri,
si ripetono sopra
l'arancio o la pietra:
guardarli ci avvicina.
Annullano le stelle,
tanto sono lontane,
le distanze del mondo.
Se noi vogliamo unirci,
non guardare mai avanti:
tutto pieno di abissi,
di date e di leghe.
Abbandonati e galleggia
sopra il mare o sull'erba,
immobile, il viso al cielo.
Ti sentirai calare
lenta, verso l'alto,
nella vita dell'aria.
E ci incontreremo
oltre le differenze
invincibili, sabbie,
rocce, anni, ormai soli,
nuotatori celesti,
naufraghi dei cieli.

Pedro Salinas

Non importa che non ti abbia,
non importa che non ti veda.
Prima ti abbracciavo,
prima ti guardavo,
ti cercavo tutta,
ti desideravo intera.
Oggi non chiedo più
né alle mani, né agli occhi,
le ultime prove.
Di starmi accanto
ti chiedevo prima,
sì, vicino a me, sì,
sì, però lì fuori.
E mi accontentavo
di sentire che le tue mani
mi davano le tue mani,
che ai miei occhi
assicuravano presenza.
Quello che ti chiedo adesso
è di più, molto di più,
che bacio o sguardo:
è che tu stia più vicina
a me, dentro.
Come il vento è invisibile, pur dando
la sua vita alla candela.
Come la luce è
quieta, fissa, immobile,
fungendo da centro
che non vacilla mai
al tremulo corpo
di fiamma che trema.
Come è la stella,
presente e sicura,
senza voce e senza tatto,
nel cuore aperto,
sereno, del lago.
Quello che ti chiedo
è solo che tu sia
anima della mia anima,
sangue del mio sangue
dentro le vene.
Che tu stia in me
come il cuore
mio che mai
vedrò, toccherò
e i cui battiti
non si stancano mai
di darmi la mia vita
fino a quando morirò.
Come lo scheletro,
il segreto profondo
del mio essere, che solo
mi vedrà la terra,
però che in vita
è quello che si incarica
di sostenere il mio peso,
di carne e di sogno,
di gioia e di dolore
misteriosamente
senza che ci siano occhi
che mai lo vedano.
Quello che ti chiedo
è che la corporea
passeggera assenza,
non sia per noi dimenticanza,
né fuga, né mancanza:
ma che sia per me
possessione totale
dell'anima lontana,
eterna presenza.

          Salinas

Non posso esistere senza di te.
Mi dimentico di tutto tranne che di rivederti:
la mia vita sembra che si arresti lì,
non vedo più avanti.
Mi hai assorbito.
In questo momento ho la sensazione
come di dissolvermi:
sarei estremamente triste
senza la speranza di rivederti presto.
Avrei paura a staccarmi da te.
Mi hai rapito via l'anima con un potere
cui non posso resistere;
eppure potei resistere finché non ti vidi;
e anche dopo averti veduta
mi sforzai spesso di ragionare
contro le ragioni del mio amore.
Ora non ne sono più capace.
Sarebbe una pena troppo grande.
Il mio Amore è egoista.
Non posso respirare senza di te.

         

John Keats

Amica, infinitamente amica
In qualche posto il tuo cuore batte per me
In qualche posto i tuoi occhi
si chiudono all’idea dei miei
In qualche posto le tue mani si tendono,
i tuoi seni si riempiono di latte, tu svieni e cammini
Come cieca ad incontrarmi….
Amica, Ultima dolcezza
La tranquillità ha addolcito la mia pelle e i miei capelli.
Solo il mio ventre ti attende, pieno di radici e di ombre.
Vieni, amica
La mia nudità è assoluta
I miei occhi sono specchi per il tuo desiderio
Il mio petto è un tavolo di supplizi
Vieni.
I miei muscoli sono dolci per i tuoi denti
E ruvida è la mia barba.
Vieni a tuffarti in me come nel mare,
Vieni a nuotare in me come nel mare
Vieni ad affogarti in me, amica mia,
In me come nel mare….


V.de Moraes

Io non ho bisogno di denaro
ho bisogno di sentimenti
di parole
di parole scelte sapientemente
di fiori detti pensieri
di rose dette presenze
di sogni che abitino gli alberi
di canzoni che facciano danzare le statue
di stelle che mormorino
all'orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia
questa magia che brucia
la pesantezza delle parole
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

Alda Merini

Come posso dire se la tua voce è bella
So soltanto che mi penetra
E mi fa tremare come una foglia
E mi lacera e mi dirompe.

Cosa so della tua pelle e delle tue membra.
Mi scuote soltanto che sono tue,
così che per me non c’è sonno né riposo,
finchè non saranno mie.

Karin Boye

Spegni i miei occhi: io ti vedrò lo stesso,
sigilla le mie orecchie: io potrò udirti,
e senza piedi camminare verso te
e senza bocca tornare a invocarti.
Spezza le mie braccia e io ti stringerò
con il mio cuore che si è fatto mano,
arresta i battiti del cuore, sarà il cervello
a pulsare e se lo getti in fiamme
io ti porterò nel flusso del mio sangue.

Rainer Maria Rilke

Il tuo corpo: gelosia del cielo.
La mia anima: gelosia del mare.
Altro cielo pensa la mia anima.
Altro mare sogna il tuo corpo.

Juan Ramon Jimenez

Poi a letto penso a te,
la tua lingua metà oceano, metà cioccolata,
alle case dove entri con disinvoltura,
ai tuoi capelli di lana d'acciaio,
alle tue mani ostinate e
a come rosicchiamo la barriera perché siamo due.

Come vieni e afferri la coppa di sangue,
mi ricompatti e bevi la mia acqua salata.
Siamo nudi. Ci siamo denudati fino all'osso
e insieme nuotando risaliamo
il fiume, l'identico fiume chiamato Possesso
e si profonda. Nessuno è solo.

ANNE SEXTON

"Perché tu eri solita
camminare scalza per le stanze, e poi ti rannicchiavi sul letto,
gomitolo di piume, seta e fiamma selvaggia. Incrociavi
le mani sulle ginocchia, mettendo in mostra provocante
i piedi rosa impolverati. Devi ricordarmi così - dicevi; ricordami così, coi piedi sporchi; coi capelli
che mi coprono gli occhi...
Dunque, come potrò più avere voce. La Poesia non ha mai camminato così
sotto i bianchissimi meli in fiore di nessun Paradiso".

Yiannis Ritsos

Il tuo corpo tagliato
da una lama di luce –
per metà carne,
per metà ricordo.

Illuminazione obliqua,
il grande letto
intero,
il tepore lontano,
e la coperta rossa.

Chiudo la porta,
chiudo le finestre.
Vento con vento.
Unione inespugnabile.

Con la bocca piena
di un boccone di notte.
Ahi, l'amore.

Yiannis Ritsos
 


Neanche stanotte luna piena
Ne manca una parte
Il tuo bacio

Yiannis Ritsos

Il mio funerale partirà dal nostro cortile?
Come mi farete scendere giù dal terzo piano?
La bara nell'ascensore non c'entra
e la scala è tanto stretta.

Il cortile sarà, forse, pieno di sole, di piccioni
forse nevicherà, i bambini giocheranno strillando
forse sull'asfalto bagnato cadrà la pioggia
e al solito ci saranno i bidoni per l'immondezza.

Se mi tiran su nel furgone col viso scoperto, come usa qui,
forse mi cadrà in fronte qualcosa di un piccione, porta fortuna,
che ci sia o no la fanfara, i bambini accorreranno
i bambini sono sempre curiosi dei morti.

La finestra della nostra cucina mi seguirà con lo sguardo
il nostro balcone mi accompagnerà col bucato steso.
Sono stato felice in questo cortile, pienamente felice.
Vicini miei del cortile, vi auguro lunga vita, a tutti.

Nazim Hikmet

Ogni tanto colgo
attimi di gioia
soavi come musica senza tempo
leggeri
come tenui fiori

profumano ancora 
d’amore e luce.
Dalle pieghe polverose del vissuto

emergono
un attimo appena
riscaldando ancora 
il mio cuore strappato
prima di scomparire
soffocati dal dolore

che lentamente sfuma

anch’esso avviato
nello scorrere del tempo
che crea il passato.

Lucia Tiziana Mignosa
 

E i bicchieri erano vuoti
e la bottiglia in pezzi
E il letto spalancato
e la porta sprangata
E tutte le stelle di vetro
della bellezza e della gioia
risplendevano nella polvere
della camera spazzata male
Ed io ubriaco morto
ero un fuoco di gioia
e tu ubriaca viva
nuda nelle mie braccia

Jacques Prévert

Fantasia

Lascia sempre vagare la fantasia,
È sempre altrove il piacere:
E si scioglie, solo a toccarlo, dolce,
Come le bolle quando la pioggia picchia;
Lasciala quindi vagare, lei, l’alata,
Per il pensiero che davanti ancor le si stende;
Spalanca la porta alla gabbia della mente,
E, vedrai, si lancerà volando verso il cielo.

John Keats


Altissimo, onnipotente, buon Signore
tue sono le lodi, la gloria e l'onore
ed ogni benedizione.
A te solo, Altissimo, si confanno,
e nessun uomo è degno di te.
Laudato sii, o mio Signore,
per tutte le creature,
specialmente per messer Frate Sole,
il quale porta il giorno che ci illumina
ed esso è bello e raggiante con grande splendore:
di te, Altissimo, porta significazione.
Laudato sii, o mio Signore,
per sora Luna e le Stelle:
in cielo le hai formate
limpide, belle e preziose.
Laudato sii, o mio Signore, per frate Vento e
per l'Aria, le Nuvole, il Cielo sereno ed ogni tempo
per il quale alle tue creature dai sostentamento.
Laudato sii, o mio Signore, per sora Acqua,
la quale è molto utile, umile, preziosa e casta.
Laudato sii, o mio Signore, per frate Fuoco,
con il quale ci illumini la notte:
ed esso è robusto, bello, forte e giocondo.
Laudato sii, o mio Signore, per nostra Madre Terra,
la quale ci sostenta e governa e
produce diversi frutti con coloriti fiori ed erba.
Laudato sii, o mio Signore,
per quelli che perdonano per amor tuo
e sopportano malattia e sofferenza.
Beati quelli che le sopporteranno in pace
perchè da te saranno incoronati.
Laudato sii, o mio Signore,
per nostra sora Morte corporale,
dalla quale nessun uomo vivente può scampare.
Guai a quelli che morranno nel peccato mortale.
Beati quelli che si troveranno nella tua volontà
poichè loro la morte non farà alcun male.
Laudate e benedite il Signore e ringraziatelo
e servitelo con grande umiltate.

San Francesco

In me c’è un sogno, uno solo,
è il sogno di incontrare una persona
con cui è possibile sfasciarsi assieme.
Il mio è il sogno di un amore disumano.
Non è questione di fedeltà, di assiduità, di coerenza.
Non è neppure questione di rispetto, di attenzione per l’altro.
In questo fiume siamo sassi aguzzi, coccodrilli a bocca aperta,
siamo spine negli occhi.
Io continuo ad avanzare,
a proporre il mio sogno.
So che è incomprensibile.

Franco Arminio

Da tempo non ti scrivo versi
è segno che non sei più
un fantasma
e la tua carne organizza cortei
assemblee nella mia carne.
libertà e passione
innocenza e furore
tu sei il 14 luglio
del mio cuore.

Franco Arminio

IL PESCATOR DI LILLA
Son malato di te ed il tuo amor per me
è un amore malato
che m’ama senza fiato.
La malattia d’amore
s’attacca proprio al mazzo
di cui il mio cuore,
il pazzo ama i buchi più fondi.
E l’amor d’un gran pirla
davvero straordinario
l’amor d’un calendario
per i santi del giorno.
Amore straordinario,
io spero d’esser Moro della città sul mare
dove la perla bella ci sguazza ancora meglio
che i dazi nell’erario.
Pescator straordinario,
di perle senza meno io pesco la tua pelle e,
sul bel mar di Lilla
la perla attiro al dildo.

Franz Krauspenhaar

Amami e facciamola finita,
con le attese, senza più senso.
Amami. Io ti amo da tempo,
lungo il brivido che va oltre
ogni sè compiuto.
Se non mi ami crederò di più
a ciò che mi morde nella vita.

Franz Krauspenhaar

Amo per non possedere, per lasciare andare, per riempire di me una donna e darle la mia voglia indomita di vivere. Amo affinché tu sia tua, affinché non abbia padrone. Amo per sminuire quelli che conoscerai dopo di me. Amo perché sono superiore al mio amore, perché in lontananza tu sappia che io sono qualcosa che possiedi e non che ti manca. Tutto questo per dirti che mi manchi e che non trovo l’antidoto. Tutto questo per dirti che il fatto che mi manchi non mi ferisce né mi cura. Tutto questo per dirti che il tuo ricordo è il male più forte che mi faccio io stesso. Ma questo male è l’unico modo in cui posso ancora amarmi e respirarti. Amo affinché tu sia tua…
Efraim Medina Reyes

"'Ma allora, cosa vuoi da una donna' chiedo.
Comincia a muover le dita, gli cala il labbro di sotto. Ha un'aria assolutamente delusa. Quando alla fine riesce a tirar fuori una frase spezzata, lo fa con la convinzione che dietro le sue parole ci sia una schiacciante futilità. 'Vorrei potermi arrendere a una donna' sbotta. 'Vorrei che mi portasse via da me medesimo. Ma per fare questo dovrebbe essere migliore di me; deve avere un cervello, e non soltanto una fica. Deve farmi credere che ho bisogno di lei, che non posso fare a meno della sua fedeltà. No, questo no... Ma deve farmi credere che ho bisogno di lei, che non posso vivere senza di lei. Trovami una fica così, vuoi? Se tu ci riesci io sono pronto a cederti il mio posto. Perché allora non m'importerebbe di quel che succede; non avrei più bisogno di un posto, o di amici, o di libri, o di nulla. Se soltanto riuscisse a farmi credere che sulla terra c'è qualcosa di più importante di me. Cristo, io odio me stesso! Ma anche di più odio queste fiche disgraziate - perché non ce n'è una a modo'".
Henry Miller

Un attimo fa ho dato un'occhiata nella stanza
ed ecco quel che ho visto:
la mia sedia al suo posto, accanto alla finestra,
il libro appoggiato faccia in giù sul tavolo.
E sul davanzale, la sigaretta
lasciata accesa nel posacenere.
Lavativo!, mi urlava sempre dietro mio zio,
tanto tempo fa. Aveva proprio ragione.
Anche oggi, come ogni giorno,
ho messo da parte un po' di tempo
per fare un bel niente.

Raymond Carver

I cieli sono uguali.
Azzurri, grigi, neri,
si ripetono sopra
l'arancio o la pietra:
guardarli ci avvicina.
Annullano le stelle,
tanto sono lontane,
le distanze del mondo.
Se noi vogliamo unirci,
non guardare mai avanti:
tutto pieno di abissi,
di date e di leghe.
Abbandonati e galleggia
sopra il mare o sull'erba,
immobile, il viso al cielo.
Ti sentirai calare
lenta, verso l'alto,
nella vita dell'aria.
E ci incontreremo
oltre le differenze
invincibili, sabbie,
rocce, anni, ormai soli,
nuotatori celesti,
naufraghi dei cieli.

Pedro Salinas
Non posso esistere senza di te.
Mi dimentico di tutto tranne che di rivederti:
la mia vita sembra che si arresti lì,
non vedo più avanti.
Mi hai assorbito.
In questo momento ho la sensazione
come di dissolvermi:
sarei estremamente triste
senza la speranza di rivederti presto.
Avrei paura a staccarmi da te.
Mi hai rapito via l'anima con un potere
cui non posso resistere;
eppure potei resistere finché non ti vidi;
e anche dopo averti veduta
mi sforzai spesso di ragionare
contro le ragioni del mio amore.
Ora non ne sono più capace.
Sarebbe una pena troppo grande.
Il mio Amore è egoista.
Non posso respirare senza di te.John Keats

Ciò che conosci è così poco
ciò che conosci di me
ciò che conosci sono le mie nuvole
sono i miei silenzi
sono i miei gesticiò che conosci
è la tristezza di casa mia vista da fuori
sono le persiane della mia tristezza
il campanello della mia tristezza
Però non sai niente al massimo
pensi a volte che è così poco
ciò che conosco di te ciò che conosco
cioè le tue nuvole o i tuoi silenzio
i tuoi gestici ò che conosco
è la tristezza di casa tua vista da fuori
sono le persiane della tua tristezza
il campanello della tua tristezza.
Però non chiami. Però non chiamo.

MARIO BENEDETTI

Io non ti chiedo di portarmi
una stella celeste,
solo ti chiedo di riempire
il mio spazio con la tua luce.
Io non ti chiedo di firmarmi
dieci fogli grigi per poter amare,
solo chiedo che tu ami
le colombe che amo osservare.
Dal passato non lo nego
ci arriverà un giorno il futuro
e del presente
cosa importa alla gente
se non fanno altro che parlare.
Io non ti chiedo.
Segui quest'attimo colmandolo di motivi per respirare, non concederti, non negarti
non parlare solo per parlare.
Io non ti chiedo di andarmi a prendere
una stella celeste
solo chiedo che il mio spazio
sia pieno della tua luce
Mario Benedetti
"Il peggior analfabeta è l’analfabeta politico. Egli non sente, non parla, né s’interessa degli avvenimenti politici. Egli non sa che il costo della vita, il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina, dell’affitto, delle scarpe e delle medicine, dipendono dalle decisioni politiche. L’analfabeta politico è talmente somaro che si inorgoglisce e si gonfia il petto nel dire che odia la politica. Non sa, l’imbecille, che dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta, il minore abbandonato, il rapinatore e il peggiore di tutti i banditi, che è il politico disonesto, il mafioso, il corrotto, il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali."   Bertolt Brecht

Mi piace la gente che vibra,
che non devi continuamente sollecitare
e alla quale non c'è bisogno di dire cosa fare
perché sa quello che bisogna fare
e lo fa in meno tempo di quanto sperato.

Mi piace la gente che sa misurare
le conseguenze delle proprie azioni,
la gente che non lascia le soluzioni al caso.

Mi piace la gente giusta e rigorosa,
sia con gli altri che con se stessa,
purché non perda di vista che siamo umani
e che possiamo sbagliare.

Mi piace la gente che pensa
che il lavoro in equipe, fra amici,
è più produttivo dei caotici sforzi individuali.

Mi piace la gente che conosce
l'importanza dell'allegria.

Mi piace la gente sincera e franca,
capace di opporsi con argomenti sereni e ragionevoli.

Mi piace la gente di buon senso,
quella che non manda giù tutto,
quella che non si vergogna di riconoscere
che non sa qualcosa o si è sbagliata.

Mi piace la gente che, nell'accettare i suoi errori,
si sforza genuinamente di non ripeterli.

Mi piace la gente capace di criticarmi
costruttivamente e a viso aperto:
questi li chiamo "i miei amici".

Mi piace la gente fedele e caparbia,
che non si scoraggia quando si tratta
di perseguire traguardi e idee.

Mi piace la gente che lavora per dei risultati.

Con gente come questa mi impegno a qualsiasi impresa,
giacché per il solo fatto di averla al mio fianco
mi considero ben ricompensato.

Mario Benedetti

Se tu mi abbracci
io richiamo tutte le vie
del mio corpo
da tutte le stelle in cui brucia
disseminato
se mi abbracci
mi fai intero, ritornato
Davide Rondoni

FACCIAMO UN PATTO
Compagna
lei sa
che può contare
su di me
non fino a due
né fino a dieci
ma contare
su di me

se qualche volta
sentirà
che la guardo negli occhi
e una vena d’amore
riconosce nei miei
non spiani i suoi fucili
non pensi, che delirio!
malgrado la vena
o forse perché esiste
lei può contare
su di me

se altre volte
mi trova
schivo senza una ragione
non pensi, che noia!
lo stesso può contare
su di me
ma facciamo un patto
io vorrei contare
su di lei
è così bello
sapere che lei esiste
uno si sente vivo
e quando dico questo
voglio dire contare
anche se fino a due
anche se fino a cinque
non più perché lei accorra
premurosa in mio aiuto
ma per sapere
con certezza
che lei sa che può
contare su di me.

Mario Benedetti

"Ti piace l'amore?
Non lo so.
Ora ce l'hai?
Sì, mi sono accorto di avercelo. È cominciato dalla mano, la prima volta che me l'hai tenuta. Mantenere è il mio verbo preferito.
Sei innamorato di me?
Ho cominciato dalla mano che si è innamorata della tua quando me l'hai tenuta. Poi si sono innamorate le ferite che si sono messe a guarire alla svelta.
Allora, ti piace l'amore?
E' pericoloso. Ci scappano le ferite. Non è una serenata al balcone, somiglia a una mareggiata di libeccio, strapazza il mare sopra, lo rimescola sotto.
Non lo so se mi piace".

Erri de Luca

E so
che oggi non posso,
come non potei ieri
e non potrò domani,
fare nient'altro
che pensare a te
e amarti.
Nazim Hikmet

ELEGIA DEL RICORDO IMPOSSIBILE

Che cosa non darei per la memoria
di una strada sterrata fra muri bassi
e di un alto cavaliere che riempie l'alba
(lungo e sdrucito il poncho)
in uno dei giorni della pianura,
un giorno senza data.
Che cosa non darei per la memoria
di mia madre che contempla il mattino
nella tenuta di Santa Irene,
ignara che il suo nome sarebbe stato Borges.
Che cosa non darei per la memoria
d'essermi battuto a Cepeda
e di aver visto Estanislao del Campo
salutare la prima pallottola
con l'esultanza del coraggio.
Che cosa non darei per la memoria
di un portone di villa segreta
che mio padre spingeva ogni sera
prima di perdersi nel sonno
e spinse per l'ultima volta
il 14 febbraio del '38.
Che cosa non darei per la memoria
delle barche di Hengist,
mentre perdono il mare dalle sabbie danesi
per debellare un'isola
che ancora non era l'Inghilterra.
Che cosa non darei per la memoria
(l'ho avuta e l'ho perduta)
di una tela d'oro di Turner,
vasta come la musica.
Che cosa non darei per la memoria
di aver udito Socrate
quando la sera della cicuta
serenamente analizzò il problema
dell'immortalità,
alternando i miti e le ragioni
mentre la morte azzurra lo invadeva
dai piedi fatti gelidi.
Che cosa non darei per la memoria
di te che avessi detto che mi amavi
e di non aver dormito fino all'alba,
straziato e felice.

Jorge Luis Borges

Non ho più voglia di innamorarmi, solo al pensiero di una che senza un vero motivo mi invade e tutto distrugge. Ed io lì, sempre quello che ama di più.
E poi tutte le stronzate, il pensarti, il voler volere, il voglio, ti voglio, ancora.
No! Non ho voglia di innamorarmi e di perdermi.
Ho solo voglia di te.
Charles Bukowski

Ed una donna io stessa ho conosciuto
che amò d’amore sconfinato e muto
un solo uomo, lottando senza posa,
senza parlarne, indomita e orgogliosa.
Ma se udiva il suo nome anche per caso,
una luce le illuminava il viso.

Sara Teasdale

Scrivimi, te l'ho detto tante volte,
scrivimi una lettera lunghissima
che parli solamente di silenzio.
Alda Merini


Le mie mani
aprono la cortina del tuo essere
ti vestono con altra nudità
scoprono i corpi del tuo corpo
le mie mani
inventano un altro corpo al tuo corpo.
Octavio Paz

Non restare fermo
al bordo del cammino
non congelare il giubilo
non amare senza amore
non ti salvare adesso
né mai
non ti salvare
non ti riempire di calma
non riservare del mondo
solo un angolo tranquillo
non lasciare che cadano le palpebre pesanti come giudizi
non restare senza labbra
non ti addormentare senza sonno non pensare senza sangue
non giudicarti senza tempo
ma se
nonostante tutto
non puoi evitarlo
e congeli il giubilo
e ami senza amore
e ti salvi adesso
e ti riempi di calma
e riservi del mondo
solo un angolo tranquillo
e lasci che cadano le palpebre pesanti come giudizi
e ti asciughi senza labbra
e ti addormenti senza sonno e pensi senza sangue
e ti giudichi senza tempo
e resti fermo
al bordo del cammino
e ti salvi
allora
non restare con me.

Mario Benedetti

Ti ho attesa da sempre
eri nel volto di ogni donna
all’angolo di ogni via
eri la sabbia che brucia la pelle
il vento d’aprile
la pioggia dell’ultimo dell’anno
eri nei libri che ho comprato
nei findus dei tempi neri
nelle case che ho attraversato
nelle cose che ho scritto e che ho strappate
eri con me all’osteria e al supermarket
nei giorni che la vita se ne andava
e in quelli che, come il mare, tornava
eri la luna
una sonata per piano di Schumann
un occhio di lince
la posidonia che tenera s’avvinghia
le albe che venivano dopo l’insonnia
eri sempre là dove t’aspettavo
eri la pelle di cui non si può fare a meno
eri nelle cose e dentro di me
ti ho attesa da sempre.

Luther Blissett

Ho paura di vederti
necessità di vederti
speranza di vederti
sgomento di vederti
ho voglia di trovarti
preoccupazione di trovarti
certezza di trovarti
poveri dubbi di trovarti
ho urgenza di udirti
allegria di udirti
augurio di udirti
e timore di udirti
cioè
riassumendo
sono fottuto
e raggiante
forse più il primo
che il secondo
ed anche viceversa.

Mario Benedetti

Per vivere un grande amore,
è necessaria molta concentrazione
e molto tatto,
essere un poco serio e un poco matto,
per vivere un grande amore.
Per vivere un grande amore,
bisogna stare un poco alla larga dalla gente,
che normalmente è invidiosa dell'amore.
Per vivere un grande amore, in realtà,
tu devi fare tua, la verità,
che non c'è amore senza fedeltà,
di corpo-anima e cuore,
per vivere un grande amore.
Per vivere un grande amore
è molto, molto importante vivere sempre assieme
e, se possibile,
morire insieme,
per non morire di dolore.
Per vivere un grande amore,
non basta essere una brava persona,
è necessario avere grandi pettorali,
pettorali da rematore.
È un punto a favore saper fare uova strapazzate,
gamberi,
minestrine,
sughi,
bistecche alla Strogonoff,
stuzzichini per il dopo l'amore.
E cosa c’è di più bello che andare in cucina
e preparare con amore una ricca e gustosa insalatina
per il nostro grande amore?
Essere cortesi senza cortesia,
saper fare quattrini con poesia,
per vivere un grande amore.
È necessario sapere bere whisky
(chi lo sa bere sa, non corre rischi nel cadere alle incredibili pene dell'amore…).
Ma tutto questo è inutile amico mio,
se in questa selva oscura e disperata…
non sai neanche trovarla, la tua amata,
per vivere un grande amor…

Vinicius de Moraes

....mi bacia a lungo sulla bocca
poi si lecca le labbra
e dice che sono il sapore
della sua vita...

M. Mazzantini

Ho un forte sentimento per te.
Se penso a te,
mi dà una botta.
Se ti sento,
mi dà una scossa.
Se ti vedo,
mi dà una fitta:
ho un forte sentimento per te.
Allora devo passare io a portartelo
o vieni tu a prendertelo?

Robert Gernhardt

Mio blu – dicevi -
mio blu.
Lo sono.
E anche più del cielo.
Ovunque tu sia
io ti circondo.

Yiannis Ritsos

Già da un pezzo vivo questo amore.

E la sua traccia
e il desiderio come virtù
e il desiderio come debolezza.
Mi ossessiona.

Plasmo a fatica la sua forma.
Non mi riesce mai perfettamente.
Non lo finisco mai fin nei minimi particolari.
Finché non entro in esso come la prima volta:
piena d'incertezza,
con estrema cautela,
mai del tutto a mio agio,
sembra un grande
amore.
Chiudo gli occhi.

Di fronte al suo splendore
mi fermo, 
ammutolisco.
E il desiderio descrive il suo cerchio

Maja Razborsek

 

Quando ti bacio
non è solo la tua bocca
non è solo il tuo ombellico
non è solo il tuo grembo
che bacio
Io bacio anche le tue domande
e i tuoi desideri
bacio il tuo riflettere
i tuoi dubbi
e il tuo coraggio

il tuo amore per me
e la tua libertà da me
il tuo piede
che è giunto qui
e che di nuovo se ne va
io bacio te
così come sei
e come sarai
domani e oltre
e quando il mio tempo sarà trascorso.

Erich Fried

La verità
è che le crepe
non mancano
così passando
ricordo quelle che
separano i mancini e i destrorsi
i pechinesi e i moscoviti
i presbiti e i miopi
i gendarmi e le prostitute
gli ottimisti e gli astemi
i sacerdoti e i doganieri
gli esorcisti e le checche
i facili e gli incorruttibili
i figliol prodighi e gli investigatori
Borges e Sabato
le maiuscole e le minuscole
gli artificieri e i pompieri
le donne e le femministe
gli acquariani e i taurini
i profilattici e i rivoluzionari
le vergini e gli impotenti
gli agnostici e i chierichetti
gli immortali e i suicidi
i francesi e i non-francesi
il breve o il lunghissimo periodo
tutte però sono sanabili
c’è una sola crepa decisamente profonda
ed è quella che sta a metà tra
la meraviglia dell’uomo e i disillusionatori
è ancora possibile saltare
da un bordo all’altro
ma attenzione qui ci siamo tutti
voi e noi
per affondarla
signore e signori
a scegliere a scegliere
da che parte poggiate il piede.

Mario Benedetti

Sei accanto a me; la tua mano mi accarezza il viso
come se anche tu avessi sentito –
devi aver capito, in quel momento, quanto ti desideravo.
Lo sapremo per sempre, tu ed io. La prova sarà il mio corpo

Louise Glück

Le tue mani sono la mia carezza,
i miei accordi quotidiani
ti amo perché le tue mani
si adoperano per la giustizia
se ti amo è perché sei
il mio amore la mia complice e tutto
e per la strada fianco a fianco
siamo molto più di due
i tuoi occhi sono il mio esorcismo
contro la cattiva giornata
ti amo per il tuo sguardo
che osserva e semina il futuro
la tua bocca che è tua e mia
la tua bocca che non si sbaglia
ti amo perché la tua bocca
sa incitare alla rivolta
se ti amo è perché sei
il mio amore la mia complice e tutto
e per la strada fianco a fianco
siamo molto più di due
e per il tuo aspetto sincero
e il tuo passo vagabondo
e il tuo pianto per il mondo
perché sei popolo ti amo
e perché l’amore non è un’aureola
né l’ingenuo finale di una favola
e perché siamo una coppia
che sa di non essere sola
ti voglio nel mio paradiso
ossia quel paese
in cui la gente vive felice
anche senza permesso
se ti amo è perché sei
il mio amore la mia complice e tutto
e per la strada fianco a fianco
siamo molto più di due.

Mario Benedetti

Conosco una donna
che compera continuamente puzzle
cinesi
puzzle
cubi
cavi
pezzi che alla fine s'incastrano
in un ordine
li completa
matematicamente
risolve tutti i suoi
puzzle
vive giù in riva al mare
mette lo zucchero fuori per le formiche
e crede
alla fin fine
in un mondo migliore.
Ha i capelli bianchi
li pettina di rado
ha i denti storti
e indossa ampie tute informi
su un corpo che molte
donne vorrebbero avere.
Per anni mi ha irritato
con quelle che giudicavo
eccentricità - come i gusci d'uovo a mollo
(per nutrire le piante
col calcio).
Ma infine quando penso alla sua
vita
e la paragono alle altre vite
più eccitanti, più belle
e originali
mi accorgo che lei ha ferito meno
gente di tutti quelli che conosco
(e per ferire intendo semplicemente ferire).
Ha passato periodi tremendi,
periodi in cui avrei forse potuto
aiutarla di più
perché è la madre della mia unica figlia
e siamo stati un tempo grandi amanti,
ma ne è uscita,
come ho detto
ha ferito meno gente di
tutti quelli che conosco,
e se guardi le cose così,
beh,
ha creato un mondo migliore.
Ha vinto.

Charles Bukowski

L’unica ossessione che vogliono tutti: l‘“amore”. Cosa crede, la gente, che basti innamorarsi per sentirsi completi? La platonica unione delle anime? Io la penso diversamente. Io credo che tu sia completo prima di cominciare. E l’amore ti spezza. Tu sei intero, e poi ti apri in due.

Philip Roth

C’erano i sogni.
C’era la realtà.
C’era lei che li faceva incontrare.

Charles Bukowski

La tua nostalgia è un mare che puoi navigare,
la tua nostalgia è un terreno su cui puoi camminare,
perché te ne stai allora inerte e scorata
fissando il vuoto?
Verrà un mattino con un orizzonte più rosso
di tutti gli altri,
verrà un vento a porgerti la mano: mettiti in cammino!

Edith Södergran

Se ti vorrò bene, puoi entrare da me
senza bussare
ma rifletti a fondo,
ti farò stendere sul mio pagliericcio
paglia frusciante si respira con la polvere.
Ti porterò acqua fresca nella brocca
e prima che tu te ne vada pulirò le tue scarpe
qui nessuno ci disturba,
in pace puoi rattoppare curva le nostre cose.
Il silenzio è un gran silenzio, parlo anche a te se parlo
e se sei stanca ti puoi accomodare sulla mia unica sedia,
se fa caldo puoi toglierti sciarpa e colletto
se hai fame ti do della carta pulita per piatto
e se c'è dell'altro
lasciane allora anche a me, pur io
sono sempre affamato.
Se ti vorrò bene, puoi entrare da me
senza bussare
ma rifletti a fondo,
mi dispiacerebbe se poi tu mi evitassi a lungo.

Attila József

Io e te partiremo
su un aereo di carta
in tre ore per passare il mare
dove il vento ci porta

un aereo di carta di giornale
che porta la notizia che
io e te siamo partiti
e non si sa dove siamo finiti

e cadremo alla fine giù
tra gli indigeni sbigottiti
tu sarai principessa, io cuoco

con l’aereo di carta faremo
la prima notte un gran fuoco
e così ritornare
indietro non si può

ti darò le perle che trovo
nelle ostriche del brodetto
ti andrà via col sole integrale
il segno del reggipetto

e tutte le notti
con la luna che ci tiene svegli
faremo l’amore l’amore
senza tregua come conigli

e diranno basta maiali
gli indigeni scandalizzati
siamo in un posto libero
ma voi siete troppo liberati

per favore, per favore
un poco di pudore
un poco di pudore
non ve ne approfittate
anche se questa è l’isola dell’amore.

Stefano Benni

Cartolina da Auschwitz

Caro mondo
ti scrivo vergognato
dal campo della morte,
nemmeno parafrasando Dante
si può riuscire ad inventare
“il lavoro rende liberi”
un’agonia infernale da cui
neanche chi sopravvive
riuscirà ad essere
vivo. 

È questo un viaggio per non dimenticare
le torture della fame,
gli affamati di dignità,
il panico delle violenze,
il terrore delle umiliazioni,
le luride epidemie,
inceneritori per nascondere la menzogna.

Emozioni silenti
sono colpi nello stomaco, 
salgono fino alla gola,
la rabbia si sfoga
in un pianto
che non riesci a frenare,
ma non devi fermarlo.

Volti che immagini,
in un ciuffo che rotola nel tempo,
una valigia capovolta,
un abito strappato, 
una scarpa rotta
e li vedi ancora lì
sottomessi giornate in piedi, 
al freddo o sotto la pioggia,
per quale motivo machiavellico
di chi lo ha fatto
e di chi ha voltato lo sguardo
in silenzio.

Un viaggio per non dimenticare
solo baffetti e stivali militari,
ma anche Stalin, Mao e Pol Pot,
per non avere vuoti di memoria
come in Srebrenica 
o nel Congo,
ovunque ci sia anche un solo martire,
ovunque c’è una guerra.

Puoi solo sperare
contro ogni utopia
che le gocce d’amore
in ogni cuore
salgano lente 
inondando le menti,
per non dimenticare
di chiedersi

“Se questo è un uomo”

Di solito diamo delle cose a coloro che amiamo.
Parole, riposo, piacere.Tu mi hai dato la più preziosa di tutte: la mancanza.
Mi era impossibile fare a meno di te: anche quando ti vedevo, continuavi a mancarmi.
Christian Bobin

E dopo, la ricomposizione.
I corpi riprendono i loro confini.

Queste gambe, ad esempio, sono le mie.
Le tue braccia ti riportano in te.

I cucchiai delle nostre dita, le labbra
riconoscono il loro possessore.

Le lenzuola sbadigliano, una porta
insensatamente sbatte
e nel cielo, cantilenando
un aereo scende.

Niente è cambiato, se non che
c’è stato un momento in cui
il lupo, il lupo mercante
che sta fuori dal sé
si è sdraiato sereno, e si è messo a dormire.

MAXINE KUMIN

AMORE
La regola è questa:
dare solo l’essenziale,
ottenere il massimo,
non abbassare la guardia,
mettere i colpi a tempo,
non arrendersi,
e non combattere corpo a corpo,
non scoprirsi in alcuna circostanza
né scambiare colpi con il sopracciglio ferito;
non dire mai “ti amo”, sul serio,
all’avversario.
È la migliore strategia
per essere eternamente infelice
e vincitore
senza rischi apparenti.

Eduardo Lizalde

Lentamente, lentamente
lentamente, lentamente,
corpo,
lentamente, lentamente
lentamente, lentamente,
corpi,
l'amore è lento...
durò tutta una vita.

Carlotta
 

Il mio uomo è speciale.
Mi guarda con tutti e due gli occhi.
Mi tocca con tutte e due le mani.
Sta fermo su due piedi e con me cammina su due gambe.
Mi ascolta con tutte e due le orecchie.
Mi stringe con due braccia e mi bacia con tutte e due le labbra.
Il mio uomo è speciale.
Di ogni suo doppio io sono una ed una soltanto.
E gli basto.

N. Baroque

Mi sono affezionata all'attaccapanni
perché riceve con umiltà
la tua giacca, la tua camicia, i tuoi pantaloni.

È il mio complice più fedele
perché bada con zelo ai tuoi abiti quando mi ami.
Non ti dice che li accarezzo mentre dormi
né che alle loro asole abbottono i miei sogni.

L'attaccapanni soffre con me
se stacchi i tuoi indumenti per andartene
a camminare senza grinze per le strade.

LUCÍA RIVADENEYRA

Lui non disse:
Io non ho paura di niente.
Ho solo paura di te.
Di te per cui non ho paura di niente.

Ma lo pensò.

Lei non disse:
Io ho paura di tutto.
Non ho paura di te.
Di te per cui ho paura di tutto.

Ma lo amò.

N. Baroque

Tu sei il mio tu più esteso
deposto sul fondo mio. Tu. Non c'è
un'altra forma del mondo
che si appoggi al mio cuore
con quel tocco, quell'orma.
Tu. Tu sei del mondo la più cara
forma, figura, tu sei il mio essere a casa
sei casa, letto dove
questo mio corpo inquieto riposa.
E senza di te io sono lontana
non so dire da cosa ma
lontana, scomoda un poco
perduta, come malata.
Un po' sporco il mondo lontano da te,
più nemico, che punge, che
graffia, sta fuori misura.(...)

Mariangela Gualtieri

- Sentimi il cuore.
Se tu indugiavi ancor un minuto, mi si rompeva.

Ella mise la guancia nel luogo della mano. Egli le baciò la nuca.

- Senti?
- Sì; mi parla.
- Che ti dice?
- Che non mi ami.

- Che ti dice? - ripeté il giovine, mordendola alla nuca, impedendole di sollevarsi.

Ella rise.
- Che mi ami.

Gabriele D’annunzio - Il piacere

Due si guardano l’un l’altra
fino a diventare irreali
poi

chiudono gli occhi

e si toccano l’un l’altra
fino a diventare irreali

poi
mettono da parte i corpi,

e si sognano l’un l’altra
fino a diventare tanto reali
da svegliare
due che si guardano.

ULALUME GONZÁLEZ DE LEÓN

Poi sei venuta tu,
e t'è bastata un'occhiata
per vedere
dietro quel ruggito,
dietro quella corporatura,
semplicemente un fanciullo.
L'hai preso,
hai tolto via il cuore
e, così,
ti ci sei messa a giocare,
come una bambina con la palla.
E tutte,
signore e fanciulle,
sono rimaste impalate
come davanti a un miracolo.
"Amare uno così?
Ma quello ti si avventa addosso!
Sarà una domatrice,
una che viene da un serraglio"!
Ma io, io esultavo.
Niente più
giogo!
Impazzito dalla gioia,
galoppavo,
saltavo come un indiano a nozze,
tanto allegro mi sentivo,
tanto leggero.
Vladimir Majakovskij

Ma che piacere
non compiere un dovere,
avere un libro da leggere
e non farlo!
Che noiosa la lettura,
che pochezza la cultura!
Il sole splende senza letteratura.
Il fiume scorre, bene o male,
senza edizione originale.
E la brezza che passa,
naturale e mattiniera,
sa che ha tempo, e non ha fretta...

I libri sono carta inchiostrata.
Lo studio è una cosa ove è indistinta
la distinzione fra il niente e cosa alcuna.

Quanto è meglio, se c'è bruma,
aspettare Don Sebastiano,
venga o non venga
Grande è la poesia, la bontà e le danze...
ma le cose migliori son l'infanzia,
fiori, musica, chiardiluna, e il sole, che pecca
solo se invece di nutrire secca...

E ancor meglio di questo
è Gesù Cristo,
che non sapeva niente di finanze
né consta che avesse biblioteca.

Fernando Pessoa

Oltre le idee
di giusto e sbagliato
c'è un campo
e lì ti incontrerò.

Gialal al-Din Rumi

Se muoio sopravvivimi con tanta forza pura
che desti la furia del pallido e del freddo,
da sud a sud leva i tuoi occhi indelebili,
da sole a sole suoni la tua bocca di chitarra.

Non voglio che vacillino il tuo riso o i tuoi passi,
non voglio che muoia la mia eredità d'allegria,
non bussare al mio petto, sono assente.
Vivi in mia assenza come in una casa.

È una casa tanto grande l'assenza
che v'entrerai attraverso i muri
e appenderai i quadri all'aria.

È una casa tanto trasparente l'assenza
che senza vita ti vedrò vivere
e se soffri, amor mio, morirò nuovamente.

Pablo Neruda

Portare la nostra parte di notte, la nostra parte di mattino. Di immensa gioia riempire il nostro spazio, il nostro spazio riempire di disprezzo. Qui una stella, là un'altra stella. Qualcuno smarrisce la via! Qui una nebbia, là un'altra nebbia. Poi, il giorno! Emily Dickinson

ll primo gennaio

So che si può vivere
non esistendo,
emersi da una quinta, da un fondale,
da un fuori che non c’è se mai nessuno
l’ha veduto.
So che si può esistere
non vivendo,
con radici strappate da ogni vento
se anche non muove foglia e non un soffio increspa
l’acqua su cui s’affaccia il tuo salone.
So che non c’è magia
di filtro o d’infusione
che possano spiegare come di te s’azzuffino
dita e capelli, come il tuo riso esploda
nel suo ringraziamento
al minuscolo dio a cui ti affidi,
d’ora in ora diverso, e ne diffidi.
So che mai ti sei posta
il come – il dove – il perché,
pigramente rassegnata al non importa,
al non so quando o quanto, assorta in un oscuro
germinale di larve e arborescenze.
So che quello che afferri,
oggetto o mano, penna o portacenere,
brucia e non se n’accorge,
né te n’avvedi tu animale innocente
inconsapevole
di essere un perno e uno sfacelo, un’ombra
e una sostanza, un raggio che si oscura.
So che si può vivere
nel fuochetto di paglia dell’emulazione
senza che dalla tua fronte dispaia il segno timbrato
da Chi volle tu fossi…e se ne pentì.
Ora,
uscita sul terrazzo, annaffi i fiori, scuoti
lo scheletro dell’albero di Natale,
ti accompagna in sordina il mangianastri,
torni indietro, allo specchio ti dispiaci,
ti getti a terra, con lo straccio scrosti
dal pavimento le orme degli intrusi.
Erano tanti e il più impresentabile
di tutti perché gli altri almeno parlano,
io, a bocca chiusa.

Eugenio Montale

ll primo giorno dell'anno
Lo distinguiamo dagli altri
come
se fosse
un cavallino
diverso da tutti
i cavalli.
Gli adorniamo
la fronte
con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte
lo andiamo a ricevere
come se fosse
un esploratore
che scende da una stella.
La terra accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,
lo bagnerà con frecce
di trasparente pioggia
e poi lo avvolgerà
nell'ombra.
Eppure
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell'anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani
a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo.

Pablo Neruda

Tuo tutto per sempre fino a oggi e dopo,
tuo sempre perché ne ho bisogno per essere,
sempre tutto tuo,
sempre anche se sempre non sarà mai,
tutto interamente tuo sempre e tuttora
più il seguente nuovo istante ogni volta.
Con tutto il tempo il mondo a portata di mano,
tutto il tempo del mondo che vuol dire la prossima notte,
tutto tuo sempre ancora.
Sicuro di sopravvivere domani tuo,
sempre tuo fin da oggi in ogni domani di domani.
Innamorato di te, sempre e adesso, senza ricordi,
in presente sempre amandoti,
eternamente tuo,
tutto tuo sempre ancora.
Tutto tuo ancora sempre.

DARÍO JARAMILLO AGUDELO

'Primo amore'

un tempo
quando avevo 16 anni
c'era solo qualche scrittore
a darmi speranza
e conforto.

a mio padre non piacevano
i libri e
a mia madre neppure
(perchè non piacevano al babbo)
specie i libri che prendevo io
in biblioteca:
D.H. Lawrence
Dostoevskij
Turgenev
Gorkij
A. Huxley
Sinclair Lewis
e altri.

avevo la mia camera da letto
ma alle 8 di sera
bisognava filare tutti a nanna:
"il mattino ha l'oro in bocca,"
diceva mio padre.

poi gridava:
"LUCI SPENTE!".

allora mettevo la lampada
sotto le coperte
e continuavo a leggere
sotto la luce calda e nascosta:
Ibsen
Shakespeare
Cechov
Jeffers
Thurber
Conrad Aiken
e altri.

mi offrivano una opportunità e qualche speranza
in un posto senza opportunità
speranza,
sentimento.

me la guadagnavo.
faceva caldo sotto le coperte.
qualche volta fumavano le lenzuola
allora spegnevo la lampada,
la tenevo fuori per
raffreddarla.

senza quei libri
non sono del tutto sicuro
di cosa sarei diventato:
delirante;
parricida;
idiota;
buonannulla.

quando mio padre gridava
"LUCI SPENTE!"
son sicuro che lo terrorizzava
la parola ben tornita
e immortalata
una volta per tutte
nelle pagine migliori
della nostra più bella
letteratura.

ed essa era lì
per me
vicina a me
sotto le coperte
più donna di una donna
più uomo di un uomo.

era tutta per me
e io
la presi.

Charles Bukowski

Nei rami s'addormenta cullando
il vento stanco. La mia mano
lascia un fiore rosso sangue
morire lacerato sotto un sole rovente.

Ho già visto fiorire e morire
molti fiori;
vengono e vanno gioie e dolori,
e custodirli nessuno può.

Anch'io ho sparso
nella vita il mio sangue;
non so però, se mi dispiace,
so solo, che sono stanco.

Hermann Hesse

Non posso scordare
che non ho ali,
che non ho mare,
né sentiero, né modo
di venirti a baciare.
Miguel Hernández Gilabert

Mi piacerebbe di me dimenticarmi,
e camminare, e respirare per te,
essere come i ragazzi che quando li prende il sole
si lasciano seminare dove lui vuole,
e mai ritrovarsi, e non più capire di me stesso,
ma essere gioioso dell'aria che mi attira
là dove la vita si pensa vivere.

Franco Loi

Tu si 'a cchiù bella cosa
ca tene stu paese,
tu si comm' a na rosa,
rosa... rosa maggese.
Sti ccarne profumate
me metteno int' 'o core
comme fosse l'essenza,
l'essenza 'e chist'ammore.

Totò

Abbiamo tutti dentro un mondo di cose: ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch'io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com'egli l'ha dentro? Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai!

Luigi Pirandello

-Guarda là!
-Dove?
-Qua!
-Ma dove?
-Su!
-Dove, dove?
-Giù!
-Tu mi fai impazzire! Dove devo guardare?
- Là. E qua. E su. E giù.
- Ma perché ?
- Perché solo ora che sei impazzito io sarò nei tuoi occhi.
Ovunque.

N. Baroque

Spogliami delle parole.
Fammi lettera e poi uniscimi.
Scrivimi la pelle con i segni delle tue carezze.
Lasciali ovunque.
Mi ricordino che di ogni parte del mio corpo
tu sai fare di me

più di quanto puoi dire.

N. Baroque

Uomini che più lacrime non hanno


- ti voglio bene
- mi ami?
- no, però ti voglio bene
- dunque mi ami?
- no, quasi
- quindi mi vuoi benissimo, secondo me
- sì, benissimo
- quali sono i livelli?
- ti ho voluto abbastanza bene, poi bene, ora benissimo
- potresti dunque passare dal benissimo ad amarmi?
- è plausibile
- che differenza c’è tra benissimo e amare?
- la morte
- la morte?
- la morte
- mi spieghi?
- se ti amo voglio morire per te, tipo che ti salvo dall’incendio e muoio, se ti voglio benissimo dipende
- vuoi dire che se mi trovo nell’incendio, tu oggi come oggi non saresti sicuro di sfidare le fiamme per salvarmi ed eventualmente morire arso vivo nel fuoco?
- temo di starlo dicendo ma dovrei trovarmi nella situazione
- stasera io farò l’amore con un giovane uomo biondo
- perché me lo dici?
- sono sincera
- vuoi ingelosirmi?
- no
- secondo me vuoi
- sì un po’ voglio
- ci sei riuscita
- grazie
- prego
- puoi evitare di fare l’amore con questo giovane questa sera e venire a mangiare la pizza con me?
- no, ne ho voglia
- lui non si lancerebbe nel fuoco per te
- non lo so
- non sto domandando, sto affermando, lui non lo farebbe
- come fai a saperlo?
- lo deduco dal fatto di non aver mai conosciuto un uomo morire per amore
- è una deduzione debole
- però ho conosciuto uomini che più lacrime non hanno
- se vengo a fare la pizza con te poi faremo l’amore?
- non “a fare”, a mangiare la pizza
- sì, mi sono sbagliata
- è un lapsus
- dici?
- dico
- non hai risposto alla mia domanda
- quale?
- dopo la pizza, l’amore
- no
- perché?
- perché se facciamo l’amore e mi piace tantissimo potrei passare dal volerti benissimo ad amarti il che sarebbe pericoloso per la mia vita
- è vero, soprattutto in caso d’incendio
- esatto
- allora vado, devo farmi bella per il mio amico biondo
- ti amo
- non è vero
- hai ragione
- lo so
- a dopo?
- a spero il più presto dei dopo   Guido Catalano

Ricevo da te questa tazza
rossa per bere ai miei giorni
uno ad uno
nelle mattine pallide, le perle
della lunga collana della sete.
E se cadrà rompendosi, distrutto,
io, dalla compassione,
penserò a ripararla,
per proseguire i baci ininterrotti.
E ogni volta che il manico
o l'orlo si incrineranno
tornerò a incollarli
finché il mio amore non avrà compiuto
l'opera dura e lenta del mosaico.

Valerio Magrelli

Io ero solamente ciò

Io ero solamente ciò
che tu toccavi, quello
su cui - notte fonda, corvina -
la fronte reclinavi tu.

Io ero solamente ciò
che tu là in basso distinguevi:
sembiante vago, prima, e poi
molto più tardi, tratti.

Sei tu ardente, che
sussurrando hai creato
la conchiglia dell'udito
a destra, a manca, là, qui.

Tu che nell'umida cavità,
tirando quella tenda,
hai messo voce, perché
potesse te chiamare.

Cieco ero, nulla più.
Tu, sorgendo, celandoti,
hai dato a me la facoltà
di vedere. Si lasciano scie

così, e si creano così
mondi. Spesso, creati,
si lasciano ruotare così,
elargendo regali.

E, gettata così,
in caldo, in freddo, in ombra, in luce,
persa nell'universo,
ruota la sfera e va.

Iosif Brodskij

Canzone

Posso anche dire che l’amore è eterno,
che dura sempre se sta acceso dentro;
e vale anche l’amore di domani
e quello che chiamammo ieri amore.

Ed è amore andarsene in un treno
incontro al cielo che si veste d’ombre,
il vento che respira nelle foglie,
archi di luce a una festa lontana.

Ed è amore la voce nel telefono,
il ricordo improvviso che dispare,
il gesto, il giuramento che non vale
se tutto corre, muta, si tramuta.

Così ripeto che l’amore è eterno
perché ognuno ha bisogno d’amore,
mai smette di cercarlo il desiderio,
lo chiama nell’attesa che non cede:

amore che ogni giorno ci accompagna.

Elio Pecora

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

Cesare Pavese

Del colore dell’ombra
Si dipinge la sera
Interminabile per me
Da te lontana.
Occhi, cuore, anima pungolano
Quell’insistente desiderio
che vuole che ti chiami.
D’un colore d’ombra si velano
Cuore, anima ed occhi
Persi nella sera
D’attesa interminabile.

Ombra è il colore
Del cuore, degli occhi, dell’anima,
In un’attesa senza fine, persi.

Cuore, anima ed occhi,
Ombre nell’inoltrata notte, aspettano.

Giuseppe Ungaretti

Amami
finchè sentirai il calore
di una fiamma tremula
che sempre arde,
difendendosi dai venti di scogliera.
Sono un pensiero
che non vuole mai
legare le tue mani
libere nel mondo,
anche se vorrei
che fossero solo mie.
Amami
ora che non ho parole
per farti innamorare
dei miei silenzi
pieni di gioia,
che non potrai vedere.
Amami ancora,
saranno solo gli occhi
a dirti la mia passione
e le mie labbra,
a raccontarti
cose difficili da dire.
Saremo noi, un giorno forse
ad abbracciare solo i profumi dei nostri corpi
senza paura
che l’assenza diventi una cosa vera.

Alda Merini

Ricorderai d’avermi atteso tanto,
e avrai negli occhi
un rapido sospiro.

Giuseppe Ungaretti

Soffitta

Vieni, compiangiamoli quelli che stanno meglio di noi.
Vieni, amica, e ricorda
che i ricchi han maggiordomi e non amici,
E noi abbiamo amici e non maggiordomi.
Vieni, compiangiamo gli sposati e i non sposati.
L'aurora entra a passettini
come una dorata Pavlova,
E io son presso al mio desiderio.
Ne ha la vita in sé qualcosa di migliore
Che quest'ora di chiara freschezza,
l'ora di svegliarsi in amore.

Ezra Pound
 

Lo stagno dice:
avessi avuto mani e voce,
come ti avrei amato, come t'avrei cullato.
Sono tutti avidi, sai, son sempre ammalati
e le vesti altrui strappano
per farsene bende.
Io, invece, non ho bisogno di niente:
già, tenerezza - ecco la guarigione.
Poserei le mie mani sul tuo grembo,
come una docile fiera,
e come cielo scenderei
dall'alto in forma di voce.

Olga Sedakova

Vorrei che la mia anima ti fosse
leggera
come le estreme foglie
dei pioppi, che s'accendono di sole
in cima ai tronchi fasciati
di nebbia –

Vorrei condurti con le mie parole
per un deserto viale, segnato
d'esili ombre –

fino a una valle d'erboso silenzio,
al lago –
ove tinnisce per un fiato d'aria
il canneto
e le libellule si trastullano
con l'acqua non profonda –

Vorrei che la mia anima ti fosse
leggera,
che la mia poesia ti fosse un ponte,
sottile e saldo,
bianco –
sulle oscure voragini
della terra.

Antonia Pozzi

Sei tu
Fiaccola
Nei giorni più neri
Splendida
Come un'alba chiara
Rugiada
Sulla terra bruciata
Sei tu, sei tu
Primavera
Che infiora la campagna
Stella
Nella nebbia fredda
Desiderio
Di dolcezze nascoste
Sei tu, Sei tu
Mettimi una mano sulle spalle
E scaldami il cuore ed il corpo
Persino le ore più brutte
Mi sembreranno una pioggerellina leggera
Carezza
Di arcani sentimenti
Regalo
Di fiori di monte
Augurio
Di stagioni incantate
Sei tu, Sei tu

Piero Marras

…quella donna è una casa segreta.
Nei suoi meandri, conserva voci e nasconde fantasmi.
Nelle notti d’inverno riscalda.
Chi entra in lei, dicono, non ne esce mai più.
Io attraverso il profondo fossato che la circonda.
In quella casa verrò abitato.
In lei mi aspetta il vino che mi berrà.
Molto dolcemente busso alla porta e aspetto…


Eduardo Galeano - Il libro degli abbracci

Se io sono stata dove non ero.
Se tu eri con me.
Se mi hai presa
e riportata a casa.
Se mi hai dato il tuo letto
e il tuo cuscino
e la tua barba.
Se poi mi hai dato la tua spalla
e dopo il tuo braccio
e ancora la tua mano
e infine il tuo sogno
io ho fatto solo tardi.
Ti stavo baciando.

N. Baroque

Se qualcuno un giorno bussa alla tua porta,
dicendo che è un mio emissario,
non credergli, anche se sono io;
ché il mio orgoglio vanitoso non ammette
neanche che si bussi
alla porta irreale del cielo.
Ma se, ovviamente, senza che tu senta
bussare, vai ad aprire la porta
e trovi qualcuno come in attesa
di bussare, medita un poco. Quello è
il mio emissario e me e ciò che
di disperato il mio orgoglio ammette.
Apri a chi non bussa alla tua porta.

Fernando Pessoa

La donna mancina

Lei saliva con altri da una stazione del metro
mangiava con altri a una tavola calda
aspettava con altri in una lavanderia
ma una volta l'ho vista da sola
davanti a un giornale murale

Usciva con altri da un grattacielo d'uffici
si pigiava con altri ad una bancarella
era seduta con altri presso un campo-giochi di sabbia
ma una volta l'ho vista dalla finestra
giocare a scacchi da sola

Era sdraiata con altri su un prato del parco
rideva con altri in un labirinto di specchi
gridava con altri sull'ottovolante
e poi sola la vidi soltanto
camminare nei miei desideri

Ma oggi nella mia casa aperta:
la cornetta era girata dall'altra parte
la matita era a sinistra dell'agenda
a sinistra la tazza del tè
e il manico pure a sinistra
e vicino la mela sbucciata in senso inverso
(e non finita di sbucciare)
le tende raccolte a sinistra
e la chiave della porta di casa
nella tasca sinistra della mia giacca
Ti sei tradita, o mancina!
O era per lasciarmi un messaggio?

Vederti IN UN CONTINENTE STRANIERO io vorrei
perche' finalmente in mezzo agli altri ti vedrei sola
e tu fra mille altri vedresti ME
e finalmente ci verremmo incontro.

Peter Handke

Sono tornata bella
e forse è questo l’ultimo mio autunno.
Bella più di quando gli piacqui nel sole,
bella, e vana ai suoi assenti occhi,
come una foglia d’ombra…

Ma certe notti,
nel silenzio che più non turba il pianto,
invocata mi sento
con disperata sete
dalla sua bocca lontana…

Sibilla Aleramo

All'Aeroporto

Si corrono incontro a braccia spalancate,
esclamano ridendo: Finalmente! Finalmente!
Entrambi indossano abiti invernali,
cappelli caldi,
sciarpe,
guanti,
scarpe pesanti,
ma solo ai nostri occhi.
Ai loro - sono nudi

Wislawa Szymborska

Conosco vite della cui mancanza
non soffrirei affatto -
di altre invece ogni attimo di assenza
mi sembrerebbe eterno.

Sono scarse di numero - queste ultime -
appena due in tutto -
le prime molto di piu' di un orizzonte
di moscerini.

Emily Dickinson

"Quello che mi fa paura, oggi come ieri, è che la vostra libertà, come la mia, non sia più neppure dignità.
Io misuro la mia distanza dal Potere, quello vero, quello che siede in Parlamento, con quello che il Potere fa per se stesso.
Ho ancora la forza di indignarmi per chi davanti a un sopruso alza la voce e poi la mano.
E va da sè che non posso certo stare con chi fa e farà dei privilegi un fortino da riempire.
Non posso e mai potrò parteggiare con chi per riempirsi le tasche deve svuotarle a chi le ha bucate.
Con chi, per tutelare i suoi privilegi, quando non lavora per accumularli, fa scempio di chi diritti e felicità non ne ha. E neppure puo’ conquistarseli.
Ho deciso di smettere di preoccuparmi di piacere alla gente"

Fabrizio De André

Solo te

Il cielo si porta nel cinto di nuvole
La luna ricurva.

Sotto la forma di falce
Io voglio riposarti in mano.

Sempre devo fare come vuole la tempesta,
Sono un mare senza riva.

Ma poiché tu cerchi le mie conchiglie,
Mi si illumina il cuore.

Stregato
Giace sul mio fondo.

Forse il mio cuore è il mondo,
Batte -

E cerca ancora te -
Come ti devo invocare

Else Lasker Schuler

Gli Alieni

puoi pure non crederci
ma c’è della gente
che attraversa la vita con molto poco
attrito o angoscia.
vestono bene, mangiano bene, dormono bene.
sono soddisfatti della loro vita familiare.
hanno momenti di dolore
ma tutto sommato nessuno li disturba
e spesso stanno decisamente bene.
e quando muoiono
è una morte facile, solitamente nel sonno.
puoi pure non crederci
ma la gente così esiste.

anche se io non sono uno di loro.
eh no, io non sono uno di loro.
non ci vado nemmeno vicino
a essere uno di loro
però loro sono lì
e io sono qui.

Charles Bukowski

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

Eugenio Montale

Quello che amo
mi ha detto
che ha bisogno di me
Per questo

ho cura di me stessa
guardo dove cammino e

temo che ogni goccia di pioggia
mi possa uccidere

Bertolt Brecht

Sì Sì

Quando Dio creò l'amore non ci ha aiutato molto
quando Dio creò i cani non ha aiutato molto i cani
quando Dio creò le piante fu una cosa nella norma
quando Dio creò l'odio ci ha dato una normale cosa utile
quando Dio creò Me creò Me
quando Dio creò la scimmia stava dormendo
quando creò la giraffa era ubriaco
quando creò i narcotici era su di giri
e quando creò il suicidio era a terra

Quando creò te distesa a letto
sapeva cosa stava facendo
era ubriaco e su di giri
e creò le montagne e il mare e il fuoco
allo stesso tempo

Ha fatto qualche errore
ma quando creò te distesa a letto
fece tutto il Suo Sacro Universo.

Charles Bukowski

A TE


Al mio risveglio
anche questa mattina mi trovo
come se mi andassi un po' consumando.
Durante il sonno non sarà forse che,
mutato in macaone invisibile,
sia andato pian piano volteggiando?

Volo consumandomi,
mutandomi in masso, in graminacee, in cigno
in rampone rugginoso,
in grondaia.

Lo crederesti? A ogni risveglio
mi trovo trasformato realmente
in un altro impensabile.
Sono cambiato, ormai irriconoscibile
dopo che ci siamo lasciati.

Kikuo Takano

Lo spazio non si muove con il corpo, / rimane al suo posto; / ma a volte / il mio spazio è il tuo corpo.

HOMERO ARIDJIS

Felicità

è sudore
felicità è umori
è pelle
carne
labbra
dita
è la tua nuca la felicità
è i tuoi capelli
le tue gambe
felicità
è la tua schiena
il tuo culo
le tue mani
le tue tette
la tua lingua
i tuoi occhi

felicità
è
la tua finferla

e s’io avessi un cavallo
dio, se solo avessi un cavallo
o un regno?
un cavallo e un regno

il mio cavallo
il mio regno
se avessi un’anima
se solo avessi un’anima
la mia anima

il mio regno
il mio cavallo
l’anima del mio cavallo
e l’anima mia
e pure i cavalli di tutti i miei sudditi
e le loro anime
dei sudditi
e le anime dei cavalli dei sudditi

per

potere fare
ancora una volta
all’amore
sì, scopare
come preferisci
con te
prima di schiantare
prima del buio
prima dell’eternità
la felicità è a portata di cazzo

Guido Catalano

SONO UN POETA, CARA

vuoi che mi prenda la patente e guidi l’auto?
vuoi che mi trovi un lavoro, otto ore, cinque giorni la settimana ferie e mutua e tredicesima?
vuoi sposarmi? e fare dei figli?
vuoi che usciamo la sera, magari venerdì con quella coppia di tuoi amici? e il sabato una videocassetta?
vuoi che mi prenda le mie responsabilità? vuoi che mi prenda delle responsabilità?
dimmi, come mi vuoi? più alto? meglio vestito? più profumato?
più sicuro? meno arrapato? più arrapato?
quante volte alla settimana vuoi che lo facciamo? due? tre? solo nei week end?
prima o dopo i pasti? vuoi stare sempre sopra tu? godi di più così?
vuoi che continuo a scrivere?
vuoi che smetto?
vuoi che divento famoso?
vuoi che le mie poesie d’amore parlano solo di te?
vuoi che smetto di usare il congiuntivo?
o vuoi che lo uso ancora?
mi vuoi con la barba? coi capelli lunghi?
mi vuoi senza barba? abbronzato?
pallido? più muscoloso?
vuoi che smetta di fumare?
vuoi che ti baci quando meno te lo aspetti? o vuoi decidere tu quando?
vuoi avere i tuoi spazi? vuoi uscire con le tue amiche?
vuoi dormire a destra? vuoi dormire a sinistra?
vuoi che io dorma per terra su un materasso?
mi vuoi più dolce? o mi vuoi più duro?
mi vuoi più bastardo? o mi vuoi più romantico?
mi vuoi ancora? non mi vuoi più?
fai una cosa, cara decidi come mi vuoi magari fai una lista
e poi sali sul tetto e recitala ad alta voce
io sarò lontano, allora starò correndo veloce e leggero
e il vento, forse mi porterà le tue parole

Guido Catalano

E quando tutti se ne andavano
e restavamo noi due soli
tra bicchieri vuoti e posacenere sporchi,

Com’era bello sapere che eri
lì come l’acqua di uno stagno,
sola con me sull’orlo della notte,
e che duravi, eri più del tempo,

Eri quella che non se ne andava
perché uno stesso cuscino
e uno stesso tepore
ci avrebbero chiamato ancora
a risvegliare il nuovo giorno,
insieme, ridendo, spettinati.

Julio Cortazar

E quando tutti se ne andavano
e restavamo noi due soli
tra bicchieri vuoti e posacenere sporchi,

Com’era bello sapere che eri

lì come l’acqua di uno stagno,
sola con me sull’orlo della notte,
e che duravi, eri più del tempo,

Eri quella che non se ne andava
perché uno stesso cuscino
e uno stesso tepore
ci avrebbero chiamato ancora
a risvegliare il nuovo giorno,
insieme, ridendo, spettinati.

Julio Cortazar

Vieni, entra e coglimi, saggiami provami…
comprimimi discioglimi tormentami…
infiammami programmami rinnovami.
Accelera… rallenta… disorientami.

Cuocimi bollimi addentami… covami.
Poi fondimi e confondimi… spaventami…
nuocimi, perdimi e trovami, giovami.
Scovami… ardimi bruciami arroventami.

Stringimi e allentami, calami e aumentami.
Domami, sgominami poi sgomentami…
dissociami divorami… comprovami.

Legami annegami e infine annientami.
Addormentami e ancora entra… riprovami.
Incoronami. Eternami. Inargentami.

Patrizia Valduga

Col bacio mi sembrò di berti l'anima,
non di perder la mia;
ché quando mi staccai dalla tua bocca
vacillavo come ebbro cieco,
quasi a me stesso ignoto,
senza più cuore né cervello, vuoto.

Corrado Govoni

Andiamo insieme. Spezziamo questa strada insieme.
Sarò la tua rotta. Passa. Lasciami andare.
Desiderami, stremami, versami, sacrificami.
Fai vacillare le cinte dei miei ultimi limiti.

Pablo Neruda

Non avevo questo viso che ho adesso,
così calmo, così triste, così pallido,
né questi occhi così vuoti,
né il labbro amaro.

Né avevo queste mani senza forza,
così silenziose, così fredde, così morte;
io non avevo questo cuore
che ora nessuno vede.

Non ho sentito il mutamento,
così semplice, così certo, così facile:
in quale specchio si è perduta
la mia immagine?

Cecilia Meireles


Il canto dell'amore


Può dunque una parola, una sommessa
parola, detta da un labbro che trema
balbettando, valer più d'un poema,
prometter più d'ogni miglior promessa?
Può levarsi, a quel suono, una dimessa
fronte, raggiando, qual se un diadema
la cinga, e può dar tanto di suprema
gioia, che quasi ne rimanga oppressa
l'anima?... Io credo svelga oggi dai cuori
ogni ricordo d'amarezza, ormai
sazio d'umane lagrime, il destino.
È così certo! non mai tanti fiori
ebbe la terra, e il cielo non fu mai
né così azzurro, né così vicino!

Vittoria Aganoor Pompilj

In me c’è qualcosa di rotto.
Sono come l’orologio che si ferma
poco dopo averlo caricato,
come il piatto incrinato che non torna
nuovo se anche
lo incolli con cura.
In me c’è qualcosa di schiacciato.
Sono come il tubetto di dentifricio
quando nulla ne esce
se anche lo premi,
come la pallina da ping-pong ammaccata
che non può tenere più in gioco
nemmeno un buon giocatore.
Ci sono oggetti distrutti e schiacciati
dal principio, senza motivo, in me:
l’ombrello che non sta aperto, il violino
fuori uso e i sandali coi cinturini rotti,
il rubinetto intasato, il flauto
sfiatato, la lampada consumata.
Eppure non mi perdo di morale,
l’ira non mi trascina, né mi tormento
come una volta, anzi mi auguro
di potermi riempire
di quelle cose inutili,
restando distrutto e schiacciato,
trovando in questo il mio orgoglio.

Kikuo Takano

In me   In me c’è qualcosa di rotto. Sono come l’orologio che si ferma poco dopo averlo caricato, come il piatto incrinato ce non torna nuovo se anche lo incolli con cura.   In me c’è qualcosa di schiacciato. Sono come il tubetto di dentifricio quando nulla ne esce se anche lo premi, come la pallina da ping-pong ammaccata che non può tenere più in gioco nemmeno un buon giocatore.   Ci sono oggetti distrutti e schiacciati dal principio, senza motivo, in me: l’ombrello che non sta aperto, il violino fuori uso e i sandali coi cinturini rotti, il rubinetto intasato, il flauto sfiatato, la lampada consumata.   Eppure non mi perdo d’animo, l’ira non mi trascina, né mi tormento come una volta, anzi mi auguro di potermi riempire di quelle cose inutili, restando distrutto e schiacciato, in questo trovando il mio orgoglio.   Kikuo Takano  

Un uccello azzurro

nel mio cuore c’è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma con lui sono inflessibile,
gli dico: rimani dentro, non voglio
che nessuno ti
veda.
nel mio cuore c’è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io gli verso addosso whisky e aspiro
il fumo delle sigarette
e le puttane e i baristi
e i commessi del droghiere
non sanno che
lì dentro
c’è lui

nel mio cuore c’è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io con lui sono inflessibile,
gli dico:
rimani giù, mi vuoi fare andar fuori
di testa?
vuoi mandare all’aria tutto il mio
lavoro?
vuoi far saltare le vendite dei miei libri in
Europa?

nel mio cuore c’è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io sono troppo furbo, lo lascio uscire
solo di notte qualche volta
quando dormono tutti.
gli dico: lo so che ci sei,
non essere
triste

poi lo rimetto a posto,
ma lui lì dentro un pochino
canta, mica l’ho fatto davvero
morire,
dormiamo insieme
così col nostro
patto segreto
ed è così grazioso da
far piangere
un uomo, ma io non
piango, e
voi?

Charles Bukowski

'A passiona mia erano 'e rrose,
sultanto 'e rrose rosse.
Stu sciore m'era amico...
stu sciore me diceva tanti ccose,
ma nun m'ha ditto maje
ca steve n'atu sciore comm'a tte.
Forse pe ggelusia:
penzanne ca vedennete
i' mme scurdavo d'essa,
mm'annammuravo 'e te.
E comme infatti è overo, accussì è stato:
appena t'aggio vista, me songo 'nnammurato!
E mmò pe tutt' 'a vita,
'nfilato int' all'occhiello d' 'a giacchetta
porto sempe cu mme... na margarita!

Totò

Così, rimango in te

Così,
rimango in te,
passeggio a lungo per le tue braccia e le tue gambe,
salgo fino alla tua bocca, mi affaccio
all’orlo dei tuoi occhi,
ti giro intorno al collo,
ti scendo lungo la schiena,
cambio rotta per percorrere i tuoi fianchi,
ricomincio da capo,
riposo sul tuo costato,
guardo le nuvole che ti passano sulle labbra rosse,
saluto gli uccelli che ti attraversano la fronte,
e se chiudi gli occhi anch’io li chiudo
e dormo alla tua ombra come se fosse estate
per sempre,
amore,
pensando vagamente
al mondo inquietante
che si stende – impossibile – dietro il tuo sorriso.

Angel Gonzàles

E a me che importa se non mi ami!
Non hai sentito quando sei mesi, due giorni,
quattro ore, quindici minuti e tre secondi fa
ti ho chiesto: 'Mi fai un favore, puoi tenermi il cuore
e la sciarpa, che fra un po' vengo a riprenderli?'
Ovvio, non nego che sei mesi, due giorni
e quattro ore fa mi hai restituito la sciarpa.

Jairo Anibal Niño

In me c’è qualcosa di rotto.
Sono come l’orologio che si ferma
poco dopo averlo caricato,
come il piatto incrinato che non torna
nuovo se anche
lo incolli con cura.
In me c’è qualcosa di schiacciato.
Sono come il tubetto di dentifricio
quando nulla ne esce
se anche lo premi,

come la pallina da ping-pong ammaccata
che non può tenere più in gioco
nemmeno un buon giocatore.
Ci sono oggetti distrutti e schiacciati
dal principio, senza motivo, in me:
l’ombrello che non sta aperto, il violino
fuori uso e i sandali coi cinturini rotti,
il rubinetto intasato, il flauto
sfiatato, la lampada consumata.
Eppure non mi perdo di morale,
l’ira non mi trascina, né mi tormento
come una volta, anzi mi auguro
di potermi riempire
di quelle cose inutili,
restando distrutto e schiacciato,
trovando in questo il mio orgoglio.

Kikuo Takano
È un amore disinteressato: Tereza non vuole nulla da Karenin. Non vuole nemmeno l'amore. Non si è mai posta quelle domande che torturano le coppie umane: mi ama? Ha mai amato qualcuna più di me? Mi ama più di quanto lo ami io? Forse tutte queste domande rivolte all'amore, che lo misurano, lo indagano, lo esaminano, lo sottopongono a interrogatorio, riescono anche a distruggerlo sul nascere. Forse non siamo capaci di amare proprio perché desideriamo essere amati, vale a dire vogiamo qualcosa (l'amore) dell'altro invece di avvicinarci a lui senza pretese e volere solo la sua semplice presenza.
Milan Kundera

Senza di te tornavo, come ebbro,
non più capace d'esser solo, a sera
quando le stanche nuvole dileguano
nel buio incerto.
Mille volte son stato così solo
dacché son vivo, e mille uguali sere
m'hanno oscurato agli occhi l'erba, i monti
le campagne, le nuvole.
Solo nel giorno, e poi dentro il silenzio
della fatale sera. Ed ora, ebbro,
torno senza di te, e al mio fianco
c'è solo l'ombra.
E mi sarai lontano mille volte,
e poi, per sempre. Io non so frenare
quest'angoscia che monta dentro al seno;
essere solo.

Pier Paolo Pasolini
 

Quello che mi piace del tuo corpo è il sesso.

Quello che mi piace del tuo sesso è la bocca.

Quello che mi piace della tua bocca è la lingua.
Quello che mi piace della tua lingua è la parola.


Julio Cortazar
 

So che l’amore

non esiste

e so anche

che ti amo.

Darío Jaramillo Agudelo

Ma come farò a riconoscerla,
quella donna,
la mia,
quando la incontrerò.
Anche solo una domanda elementare
che affiora dalle tane sotterranee
in cui la si era sepolta.
Basta quello.
-Come farò a riconoscerla, quando la incontrerò?
Già.
-Ma in tutti questi anni non ve lo siete mai domandato?
-No. Sapevo che l'avrei riconosciuta, tutto qui.
Ma adesso ho paura.
Ho paura che non sarò capace di capire.
E lei passerà.
E io la perderò.

Alessandro Baricco

Per me esiste solo il cammino lungo sentieri che hanno un cuore,
lungo qualsiasi sentiero che abbia un cuore.
Lungo questo io cammino,
e la sola prova che vale è attraversarlo
in tutta la sua lunghezza.
E qui io cammino guardando, guardando, senza fiato.

Carlos Castaneda

La tua voce al telefono così vicina e noi così distanti,

la tua voce, amore, dall’altra parte della linea e io qui solo, senza te, dall’altra parte della luna,

la tua voce al telefono così vicina, rassicurandomi, e tu così lontano da me, così lontana,

la tua voce che ripassa i compiti fatti insieme,

o che rammenta un numero magico,

che al di sopra del chiasso del mondo mi parla per dire in linguaggio cifrato che mi ami.

La tua voce qui, o in lontananza, che dà senso a tutto,

la tua voce che è la musica della mia anima,

la tua voce, suono dell’acqua, scongiuro, incantesimo.

Darío Jaramillo Agudelo

Io odoro di te.
Mi perseguita il tuo odore, mi insegue e mi possiede.
Questo odore non è un profumo sovrapposto su di te,
non è l’aroma che porti come un ornamento in più:
è il tuo odore essenziale, il tuo alone unico.
E quando, assente, il mio vuoto ti convoca,
una raffica di quell’alito mi arriva dal punto più dolce della notte.
Io odoro di te
e il tuo odore mi impregna dopo che siamo stati insieme a letto,
e quell’aroma sottile mi alimenta,
e quell’alito essenziale mi sostituisce.
Io odoro di te.

Darío Jaramillo Agudelo

Euforico e sconcertato, pericolosamente allegro per questi tempi grigi,

lascio la mia parola sul suono della luce, sull’acqua rumorosa dell’amore e della carne:

qui rimane, in questa notte ormai senza rumori, il sudore unico di due pelli che sono un corpo solo;

dormi accanto e io ti guardo per essere sicuro che esisti e vedo lo zafferano della luna svanito sui tuoi capelli.

Soltanto ascolto il tuo respiro calmo, quell’aria che mi giustifica e mi esalta;

sei il mistero esatto che mi dona chiarità, il segno diafano, la magia che mi nutre,

nel tuo quieto riposo comunichi senso al mondo:

le tue labbra rosso vino di giubilo si aprono appena per ricevere il tranquillo angelo del sonno

e io mi ubriaco con il tuo sonno mentre i tuoi occhi ospitano un raccolto di soli e di uccelli;

di te mi nutro, della sottile ombra del tuo corpo che ora mi bacia

e che scaccia dal mio cuore tutto lo schifo accumulato e lo tranquillizza e lo riempie di musica;

è questa la vita: sapere che esisti e che ti amo.

 

Darío Jaramillo Agudelo

Quell’altro che abita pure in me,

forse proprietario, magari invasore o esiliato in questo corpo

estraneo oppure di entrambi,

quell’altro che temo e ignoro, felino o angelo,

quell’altro che è solo ogni volta che son solo, uccello o demonio,

quell’ombra di pietra cresciuta dentro di me e fuori di me,

eco o parola, quella voce che risponde quando mi domandano qualcosa,

il padrone del mio imbroglio, il pessimista e il malinconico e quello irragionevolmente allegro,

quell’altro pure

ti ama.

 

Darío Jaramillo Agudelo

Potrei perfettamente escluderti dalla mia vita,

non rispondere alle tue telefonate, non aprirti la porta di casa,

non pensarti, non desiderarti,

non cercarti nei posti comuni e non rivederti più,

girare per le strade dove so che tu non passi,

eliminare dalla mia memoria ogni istante condiviso con te,

ogni ricordo del tuo ricordo,

dimenticare il tuo viso fino al punto di non riconoscerti,

rispondere evasivamente quando mi domanderanno di te

e fare come se tu non fossi mai esistita.

Però ti amo.

Darío Jaramillo Agudelo

poi
ma solo poi
vorrei dormire con te
vorrei sognare con te
vorrei russare con te
vorrei avere apnee notturne con te
vorrei svegliarmi con te
vorrei stirarmi con te
vorrei alzarmi con te
vorrei fare colazione con te
vorrei lavarmi i denti con te
vorrei fare la cacca con te
vorrei farmi il bidè con te
vorrei vestirmi con te
vorrei andare al lavoro con te
vorrei timbrare il cartellino con te
vorrei lavorare con te
vorrei fare la pausa caffè con te
vorrei fare la pausa pranzo con te
vorrei fare merenda con te
vorrei uscire dal lavoro con te
vorrei andare a fare la spesa con te
vorrei tornare a casa con te
vorrei fare la doccia con te
vorrei cucinare la cena con te
vorrei cenare con te
vorrei sparecchiare con te
vorrei lavare i piatti con te
vorrei guardare un film sul divano con te
vorrei fare lo spuntino di mezzanotte con te
vorrei mettermi il pigiama con te
vorrei lavarmi i denti con te
vorrei andare a letto con te
prima di dormire vorrei fare l’amore con te
e poi
ma solo poi
vorrei dormire con te

Guido Catalano

ragazza che stendi le noci ad asciugare al davanzale

piove
ragazza che stendi le noci ad asciugare al davanzale
in questo grigissimo autunnissimo mattinissimo di pioggia finissima
qui
piove
ragazza che stendi le noci
in compagnia del tuo vecchio cane
che me lo immagino guardarti, il cane
intanto che stendi le tue noci
amoroso come solo un vecchio cane malandato sa essere
e piove
e guardi fuori dalla tua finestra
vedi la pioggia?
piove anche lì?
qui sì
e verrei a trovarti volentieri sai?
attraverserei la pioggia e il freddo e il grigio e il fango e i lupi e
i carriarmati e le mine antiuomo e
i lanciafiamme e i bombardamenti
per venirti
a trovare
verrei a contare
le noci
che hai steso ad asciugare
e se me ne dessi il permesso
ne assaggerei una
forse due
carezzerei il tuo cane vecchio e malandato
ti guarderei in silenzio mentre sbrighi le faccende
tipo stendere le noci ad asciugare al davanzale
potremmo raccontarci cose
a voce bassa
che non ne posso più
non lo so tu
io più
di tutto questo
urlare

ma non è quest’oggi il giorno
non è questa la pioggia
accontentiamoci
in questo autunnevolissimo pioggerellinisimmo mattino
di pensarci
vicendevolmente e in lontananza
io a te
tu a me
e il tuo cane

Guido Catalano

Io di più non posso darti.
Non sono che quello che sono.
Ah, come vorrei essere
sabbia, sole, in estate!
Che tu ti distendessi
riposata a riposare.
Che andando via tu mi lasciassi
il tuo corpo, impronta tenera,
tiepida, indimenticabile.
E che con te se ne andasse
sopra di te, il mio bacio lento:
colore,
dalla nuca al tallone,
bruno.
Ah, come vorrei essere
vetro, tessuto, legno,
che conserva il suo colore
qui, il suo profumo qui,
ed è nato tremila chilometri lontano!
Essere
La materia che ti piace,
che tocchi tutti i giorni,
che vedi ormai senza guardare
intorno a te, le cose
- collana, profumi, seta antica -
di cui se senti la mancanza
domandi: Ah, ma dov’è?.
Ah, come vorrei essere
un’allegria fra tutte,
una sola,
l’allegria della tua allegria!
Un amore, un solo amore:
l’amore di cui tu ti innamorassi.
Ma
non sono che quello che sono.

Salinas

Finché quella donna del Rijksmuseum
nel silenzio dipinto e in raccoglimento
giorno dopo giorno versa
il latte dalla brocca nella scodella,
il Mondo non merita
la fine del mondo.

Wislawa Szymborska

Da dove siamo nati?
Dall'amore.
Come saremmo perduti?
Senza amore.
Cosa ci aiuta a superarci?
L'amore.
Si può trovare anche l'amore?
Con amore.
Cosa abbrevia il pianto?
L'amore.
Cosa deve unirci sempre?
L'amore.

Goethe

Un giorno
Smetterò di scrivere e dipingerò soltanto
smetterò di dipingere e canterò soltanto
smetterò di cantare e me ne starò seduto soltanto
smetterò di stare seduto e respirerò soltanto
smetterò di respirare e morirò soltanto
smetterò di morire e amerò soltanto
smetterò di amare e scriverò soltanto

Volevo che voi lo sapeste.

Jack Hirschman

                             Soffitta
Vieni, compiangiamoli quelli che stanno meglio di noi.
Vieni, amica, e ricorda
che i ricchi han maggiordomi e non amici,
E noi abbiamo amici e non maggiordomi.
Vieni, compiangiamo gli sposati e i non sposati.
L'aurora entra a passettini
come una dorata Pavlova,
E io son presso al mio desiderio.
Ne ha la vita in sé qualcosa di migliore
Che quest'ora di chiara freschezza,
l'ora di svegliarsi in amore.

Ezra Weston Loomis Pound

La mia casa e il mio cuore
(sogno di libertà)

Se un giorno tornerò alla vita
la mia casa non avrà chiavi:
sempre aperta, come il mare,
il sole e l’aria.

Che entrino la notte e il giorno,
la pioggia azzurra, la sera,
il pane rosso dell’aurora;
la luna, mia dolce amante.

Che l’amicizia non trattenga
il passo sulla soglia,
né la rondine il volo,
né l’amore le labbra. Nessuno.

La mia casa e il mio cuore
mai chiusi: che passino
gli uccelli, gli amici,
e il sole e l’aria.

Marcos Ana

A te si giunge solo
attraverso di te. Ti aspetto.

Io certo so dove sono,
la mia città, la strada, il nome
con cui tutti mi chiamano.
Ma non so dove sono stato
con te.
Lì mi hai portato tu.

Come
potevo imparare il cammino
se non guardavo altro
che te,
se il cammino erano i tuoi passi,
e il suo termine
l'istante che tu ti fermasti?
Cosa ancora poteva esserci
oltre a te offerta, che mi guardavi?

Ma ora,
quale esilio, che assenza
essere dove si è!
Aspetto, passano i treni,
il caso, gli sguardi.
Mi condurrebbero forse
dove mai sono stato.
Ma io non voglio i cieli nuovi.
Voglio stare dove sono già stato.
Con te, tornare.
Quale immensa novità
tornare ancora,
ripetere, mai uguale,
quello stupore infinito!

E finché tu non verrai
io rimarrò alle soglie
dei voli, dei sogni,
delle scie, immobile.
Perché so che là dove sono stato
né ali, né ruote, né vele
conducono.
Hanno tutte smarrito il cammino.
Perché so che là dove sono stato
si giunge solo
con te, attraverso di te.

Salinas

Non respingere i sogni perché sono sogni.
Tutti i sogni possono
essere realtà, se il sogno non finisce.
La realtà è un sogno. Se sogniamo
che la pietra è pietra, questo è la pietra.
Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
è un sognare, l'acqua, cristallina.
La realtà traveste
il sogno, e dice:
"Io sono il sole, i cieli, l'amore".
Ma mai si dilegua, mai passa,
se fingiamo di credere che è più che un sogno.
E viviamo sognandola. Sognare
è il mezzo che l'anima ha
perché non le fugga mai
ciò che fuggirebbe se smettessimo
di sognare che è realtà ciò che non esiste.
Muore solo
un amore che ha smesso di essere sognato
fatto materia e che si cerca sulla terra.

           

Pedro Salinas

Anche questa mattina mi sono svegliato
e il muro la coperta i vetri la plastica il legno
si son buttati addosso a me alla rinfusa
la luce d’argento annerito della lampada

mi si é buttato addosso anche un biglietto di tram
e il giallo della parete e tre righe di scritto
e la camera d’albergo e questo paese nemico
la metà del sogno caduta da questo lato s’è spenta

mi si è buttata addosso la fronte bianca del tempo
i ricordi più vecchi e la tua assenza nel letto
la nostra separazione e quello che siamo

mi sono svegliato anche questa mattina
e ti amo.

Pessoa

Più felice sono quando più lontana
porto la mia anima dalla sua dimora d'argilla,
in una notte di vento quando la luna brilla
e l'occhio vaga attraverso mondi di luce

Quando mi annullo e niente mi è accanto
né terra, né mare, né cieli tersi
e sono tutta spirito, ampiamente errando
attraverso infinite immensità.

Emily Bronte

O caro amico, ci vedremo ancora
che sempre tu nel mio cuore rimani
Ormai di separarsi è giunta l'ora
ma promette un incontro per domani...
O caro amico ddio senza parole
senza versare lacrime o sorridere
Morire non è nuovo sotto il sole
ma più nuovo non è nemmeno vivere

Sergey Aleksandrovic Esenin

Ecco il luogo del mondo dove tutto diviene facile,
Il rimpianto, la partenza e anche l’avvenimento,
E l’addio temporaneo e la separazione,
Il solo angolo della terra ove tutto si fa docile […].
Ciò che dappertutto altrove è un’aspra lotta
E una lama da macello tesa alla gola,
Ciò che dappertutto altrove è la potatura e l’innesto
Qui non è che il fiore e il frutto del pesco […].
Ciò che dappertutto altrove è la noiosa abitudine
Seduta accanto al fuoco, le mani sotto il mento,
Ciò che dappertutto altrove è solitudine
Qui non è che un vivace e forte germoglio […].
Ce ne han dette tante, Regina degli apostoli,
Abbiamo perso il gusto dei discorsi
Non abbiamo più altari se non i vostri
Non sappiamo nient’altro che una preghiera semplice».
«Ce ne han dette tante, Regina degli apostoli,/ Abbiamo perso il gusto dei discorsi/ Non abbiamo più altari se non i vostri./ Non sappiamo nient’altro che una preghiera semplice»
«Non domandiamo niente, rifugio del peccatore,
se non l’ultimo posto nel vostro purgatorio, [perché la perseveranza finale è il dono più grande e così si domanda l’ultimo posto nel vostro purgatorio]
per piangere a lungo sulla nostra povera storia,
e contemplare da lontano il vostro giovane splendore».
Charles Peguy

Prendila sul serio (la vita)
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni pianterai un olivo
non perché resti ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
e la vita peserà di più sulla bilancia.

Nazim Hikmet

O donne povere e sole,
violentate da chi
non vi conosce.
Donne che avete mani
sull’infanzia,
esultanti segreti
d’amore tenete conto
che la vostra voracità
naturale non
sarà mai saziata.
Mangerete polvere,
cercherete d’impazzire
e non ci riuscirete,
avrete sempre il filo
della ragione che vi
taglierà in due.
Ma da queste profonde
ferite usciranno
farfalle libere.

Alda Merini

Rulla tamburo e porta la tua voce
alle foglie degli alberi più alti
per ricordare:
davvero l’uomo adesso può cambiare
e può correre con i piedi scalzi nudi
come sui carboni dell’inferno
nelle città, sulle strade e lungo il mare
dove un tempo si annidavano le fiere
del pregiudizio
e rendevano la vita un eterno
stracciare di bandiere.
Ma oggi se l’inverno viene
la primavera non è più lontana.

Roberto Roversi

Il dolore è un posticino grigio, silenzioso,
col viso asciutto, gli occhi d'un azzurro chiaro,
dalle sue spalle fragili pende
la borsa, il vestito è scuro e consumato.
Nel suo petto batte un orologio
da pochi soldi; timidamente sguscia
di strada in strada, si stringe ai muri
delle case, sparisce in un portone.

Poi bussa. E ha una lettera per te.

Attila Jozsef

Bacio che sopporti il peso della mia anima breve in te il mondo del mio discorso diventa suono e paura. Alda Merini

Quanno che nonna mia pijò marito
nun fece mica come tante e tante
che doppo un po’ se troveno l’amante…
Lei, in cinquant’anni, nu’ l’ha mai tradito!
Dice che un giorno un vecchio impreciuttito
che je voleva fa’ lo spasimante
je disse: V’arigalo ‘sto brillante
se venite a pijavvelo in un sito. -
Un’antra, ar posto suo, come succede,
j’avrebbe detto subbito:
So’ pronta.
Ma nonna, ch’era onesta, nun ciagnede;
anzi je disse: Stattene lontano…
Tanto ch’adesso, quanno l’aricconta,
ancora ce se mozzica le mano!

Trilussa

Che cane buffo! E dove l' hai trovato? -
Er vecchio me rispose: - é brutto assai,
ma nun me lascia mai: s' é affezzionato.
L' unica compagnia che m' é rimasta,
fra tanti amichi, é ' sto lupetto nero:
nun é de razza, é vero,
ma m' é fedele e basta.
Io nun faccio questioni de colore:
l' azzioni bone e belle
vengheno su dar core
sotto qualunque pelle.

            

Trilussa

Sono folle di te, amore
che vieni a rintracciare
nei miei trascorsi
questi giocattoli rotti delle mie parole.
Ti faccio dono di tutto
se vuoi,
tanto io sono solo una fanciulla
piena di poesia
e coperta di lacrime salate,
io voglio solo addormentarmi
sulla ripa del cielo stellato
e diventare un dolce vento.

Alda Merini

Canzone d'amore Per dire cos' hai fatto di me, non ho parole. cerco solo la notte fuggo davanti al sole. La notte mi par d'oro più di ogni sole al mondo, sogno allora una bella donna dal capo biondo. Sogno le dolci cose, che il tuo sguardo annunciava, remoto paradiso di canti risuonava. Guarda a lungo la notte e una nube veloce- per dire cos' hai fatto di me, non ho la voce. Hermann Hesse

L'amore, come un corso d'acqua, deve essere in continuo movimento, ed è proprio per quello che tu fai con me. Ma che cosa accade alla maggioranza delle coppie? Credono che le acque del fiume scorrano per sempre, e non se ne preoccupano più. Poi arriva l'inverno, e le acque gelano. Solo allora comprendono che niente, in questa vita, è assolutamente garantito. Gibran

Quando spunta la luna
tacciono le campane
e i sentieri sembrano
impenetrabili.

Quando spunta la luna
il mare copre la terra
e il cuore diventa
isola nell'infinito.

        

Federico García Lorca

Una storia d'amore che dura dal 1968. In occasione del compleanno
della signora Marta Massi, una lirica scritta dal suo
Giuseppe Vitaliano Massi


Tu mi ami ? Ti chiedevo,
in quel mattino odoroso dei gelsomini,
al riparo di quelle mura
assolate del giro
della Nostra Musiano.
Voci lontane e nascoste
che noi sentivamo, attenti…
Tu mi ami ? Ti ripetevo.
Ma Tu volgevi lo sguardo
lontano al mare di Giulia,
oltre il ventoso spazio
percorso dai veloci voli
delle nere rondini peregrine
di quella estate di sogno.
Dalle tue verdi pupille di lacrime
Carpivo il segreto,
carezzandoti il volto.
Non rispondevi e piangevi,
di commozione.
Il tuo silenzio era la risposta
ed io ti lasciavo
con la speranza,
complice il silenzio
dell’ala dei nostri nascondigli
ormai perduti.
 

La vita è un'opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è una ricchezza, conservala.
La vita è amore, godine.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è una promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, vivila.
La vita è una gioia, gustala.
La vita è una croce, abbracciala.
La vita è un'avventura, rischiala.
La vita è pace, costruiscila.
La vita è felicità, meritala.
La vita è vita, difendila.

           

Madre Teresa di Calcutta

Quando dissi "facciamo l'amore"
dicesti no
spiegandomi
"Ho appena
conosciuto
in sogno
un uomo amabile
Era cieco
ed era un tedesco
Non e' buffo?"

Ti augurai sogni d'oro
e scesi da basso
alla mia scrivania
ma geloso
come non mai.

Erich Fried

Non voglio dimenticarti, amore, 
nè accendere altre poesie: 
ecco, lucciola arguta, dal risguardo dolce, 
la poesia ti domanda 
e bastava una inutile carezza 
a capovolgere il mondo. 
La strega segreta che ci ha guardato 
ha carpito la nudità del terrore, 
quella che prende tutti gli amanti 
raccolti dentro un'ascia di ricordi.

Alda Merini

Nero e duro distacco
che io sopporto al pari di te.
Perche' piangi? Dammi meglio la mano,
prometti di ritornare in sogno.
Noi siamo come due monti...
non ci incontreremo piu' a questo mondo.
Se solo, quando giunge mezzanotte,
mi mandassi un saluto con le stelle.

Anna Achmatova

Si amavano.

Pativano la luce, labbra azzurre nell’alba,
labbra ch’escono dalla notte dura,
labbra squarciate, sangue, sangue dove?
Si amavano in un letto battello, mezzo tra notte e luce.

Si amavano come i fiori le spine profonde,
o il giallo che sboccia in amorosa gemma,
quando girano i volti melanconicamente,
giralune che brillano nel ricevere il bacio.

Si amavano di notte, quando i cani profondi
palpitano sotterra e le valli si stirano
come arcaici dorsi a sentirsi sfiorare:
carezza, seta, mano, luna che giunge e che tocca.

Si amavano d’amore là nel fare del giorno
e tra le dure pietre oscure della notte,
dure come son corpi gelati dalle ore,
dure come son baci di dente contro dente.

Si amavano di giorno, spiaggia che va crescendo,
onde che su dai piedi carezzano le cosce,
corpi che si sollevano dalla terra e fluttuando...
Si amavano di giorno, sul mare, sotto il cielo.

Mezzogiorno perfetto, si amavano sí intimi,
mare altissimo e giovane, estesa intimità,
vivente solitudine, orizzonti remoti
avvinti come corpi che solitari cantano.

Che amano. Si amavano come la luna chiara,
come il mare che colmo aderisce a quel volto,
dolce eclisse di acqua, guancia dove fa notte
e dove rossi pesci vanno e vengono taciti.

Giorno, notte, occidenti, fare del giorno, spazi,
onde recenti, antiche, fuggitive, perpetue,
mare o terra, battello, letto, piuma, cristallo,
labbro, metallo, musica, silenzio, vegetale,
mondo, quiete, la loro forma.

Perché si amavano.

Vicente Aleixandre

Corpo felice, acqua tra le mie mani,

volto amato dove contemplo il mondo,

dove graziosi uccelli si riflettono in fuga,

volando alla regione dove nulla si oblia.

La forma che ti veste, di diamante o rubino,
brillio di un sole che tra le mie mani abbaglia,
cratere che mi attrae con l'intima sua musica,

con la chiamata indecifrabile dei denti.
Muoio perchè m'avvento,
perchè voglio morire
o vivere nel fuoco,
perchè quest'aria che spira
non mi appartiene,
è l'alito rovente
che se m'accosto brucia e dora le mie labbra dal profondo.

Lascia, lascia che guardi, infiammato d'amore,

mentre la tua purpurea vita mi arrossa il volto,
che guardi nel remoto clamore del tuo grembo
dove muoio e rinuncio a vivere per sempre.
Voglio amore o la morte, o morire del tutto,
voglio essere il tuo sangue, te,
la lava ruggente

che bagnando frenata estreme membra belle

sente così i mirabili confini dell'esistere.

Sulle tue labbra un bacio come una lenta spina
o un mare che volò mutato in specchio,

come il brillio d'un'ala,

è ancora mani,
è ancora crepitio di capelli,

fruscio vendicatore della luce,

luce o spada mortale sul mio collo minaccia,

ma non potrà distruggere l'unità di questo mondo.

Vicente Aleixandre


 

È già autunno, altri mesi ho sopportato
senza imparare altro: ti ho perduta
per troppo amore, come per fame l’affamato
che rovescia la ciotola col tremito.

Elio Pagliarani

Dubita che di fuoco siano gli astri
dubita che si muova il sole
dubita che menzognero sia il vero
ma non dubitare del mio amore
Oh cara Ofelia, sono maldestro a fare versi, non ho l'arte di scandire i miei gemiti, ma che ti ami moltissimo, oh moltissimo, credilo. Addio. Il tuo per sempre, amatissima signora, finché questo corpo gli apparterrà, Amleto.
William Shakespeare

Bevo a una casa distrutta,
alla mia vita sciagurata,
a solitudini vissute in due
e bevo anche a te:
all’inganno di labbra che tradirono,
al morto gelo dei tuoi occhi,
ad un mondo crudele e rozzo,
ad un Dio che non ci ha salvato.

Anna Achmatova

All’amore sono giunta con un grido di seta
e ci ho messo le guance,
il corpo e la coscienza.

Niente è rimasto di me,
neppure una lettera,
neppure uno specchio in cui riconoscermi.
Ma ho imparato a passare
per la cruna dell’ago,
cioè a perdonare sinceramente.
A lasciare la pelle nel filo di ferro,
a ferirmi dalla testa
ai piedi.

Ho perso tutto.
E quando ho capito che non sapevo difendermi dalla gente,
ho risposto con una sberla di dolcezza,
perché io so
che solo i dolci erediteranno la terra.

Mia Gallegos

Darei valore alle cose non per quello che valgono
ma per quello che significano.

Dormirei poco, sognerei di più.

So che per ogni minuto che chiudiamo gli occhi
perdiamo 60 secondi di luce di cioccolata.

Se Dio mi concedesse un brandello di vita,
vestito con abiti semplici, mi sdraierei, al sole
e lascerei a nudo non solo il mio corpo
ma anche la mia anima.

Dio mio, se avessi cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio
e aspetterei che si alzasse il sole.

Dipingerei le stelle con un sogno di Van Gogh.
con un poema di Benedetti, una canzone di Serrat
sarebbe la mia serenata alla luna.

Bagnerei con le mie lacrime le rose
per sentire il dolore delle spine
ed il bacio vermiglio dei petali.

Dio mio, se io avessi ancora un brandello di vita
non lascerei passare un solo giorno
senza dire alla gente che io amo, io amo la gente.

Convincerei ogni uomo ed ogni donna
che sono i miei favoriti
e vivrei innamorato dell'amore.

E dimostrerei agli uomini quanto sbagliano
quando pensano di smettere di innamorarsi
quando invecchiano senza sapere che invecchiano
quando smettono di innamorarsi.

Darei ad ogni bambino le ali
ma lo lascerei imparare, da solo, a volare.

Ai vecchi insegnerei che la morte
non arriva con la vecchiaia ma con l'oblio.

Ho imparato molte cose da voi, dagli uomini...
Ho imparato che tutti, al mondo,
vogliono vivere in cima alla montagna
senza sapere che la vera felicità
sta in come si sale la china.

Ho imparato che quando un neonato afferra,
per la prima volta, con il suo piccolo pugno,
il dito di suo padre, lo terrà prigioniero per sempre.

Ho imparato che un uomo
ha diritto di guardare un'altro uomo
dall'alto verso il basso solo quando lo aiuta a rialzarsi.

Sono tante le cose che ho potuto imparare da voi
ma non mi serviranno davvero più a molto
perchè quando guarderanno in questa mia valigia,
infelicemente io starò morendo.

           

Gabriel García Márquez
Uomo e donna a letto alle 10 pomeridiane Mi sento come una scatola di sardine, disse lei.
Mi sento come un cerotto, dissi io.
Mi sento come un panino al tonno, disse lei.
Mi sento come un pomodoro a fette, dissi io.
Mi sento come se stesse per piovere, disse lei.
Mi sento come se l'orologio s'è fermato, dissi io.
Mi sento come se la porta fosse aperta, disse lei.
Mi sento come se stesse per entrare un elefante, dissi io.
Mi sento che dovremmo pagare l'affitto, disse lei.
Mi sento che dovresti trovare lavoro, disse lei.

Non me la sento di lavorare, dissi.

Mi sento che di me non te me ne importa, disse lei.
Mi sento che dovremmo far l'amore, dissi io.
Mi sento che l'amore l'abbiamo fatto fìn troppo, disse lei.
Mi sento che dovremmo farlo più spesso, dissi io.
Mi sento che dovresti trovare lavoro, disse lei.
Mi sento che dovresti trovare lavoro, dissi io.
Mi sento una gran voglia di bere, disse lei.
Mi sento come una bottiglia di whisky, dissi io.
Mi sento che finiremo come due ubriaconi, disse lei.
Mi sento che hai ragione, dissi io.
Mi sento di mollare tutto, disse lei.
Mi sento che ho bisogno d'un bagno, dissi io.
Anch'io mi sento che hai bisogno d'un bagno, disse lei.
Mi sento che dovresti lavarmi la schiena, dissi io.
Mi sento che tu non mi ami, disse lei.
Mi sento che ti amo, dissi io.
Mi sento quel coso dentro adesso, disse lei.
Anch'io sento che adesso quel coso è dentro di te, dissi io.
Mi sento che adesso ti amo, disse lei.
Mi sento che ti amo più di te, dissi io.
Mi sento benone, disse lei, ho voglia di urlare.
Mi sento che non la smetterei più, dissi io.
Mi sento che ne saresti capace, disse lei.
Mi sento, dissi io.
Mi sento, disse lei.

          

Charles Bukowski
Quello che amo
Mi ha detto
Che ha bisogno di me
Per questo ho cura di me stessa
guardo dove cammino e
temo che ogni goccia di pioggia
mi possa uccidere.

Bertolt Brecht

Amare il mondo

Ci impegniamo, noi e non gli altri,
unicamente noi e non gli altri,
né chi sta in alto, né che sta in basso,
né chi crede, né chi non crede.
Ci impegniamo:
senza pretendere che gli altri si impegnino per noi,
senza giudicare chi non si impegna,
senza accusare chi non si impegna,
senza condannare chi non si impegna,
senza cercare perché non si impegna.
Se qualche cosa sentiamo di "potere"
e lo vogliamo fermamente
è su di noi, soltanto su di noi.
Il mondo si muove se noi ci muoviamo,
si muta se noi ci facciamo nuovi,
ma imbarbarisce
se scateniamo la belva che c'è in ognuno di noi.
Ci impegniamo:
per trovare un senso alla vita,
a questa vita
una ragione
che non sia una delle tante ragioni
che bene conosciamo
e che non ci prendono il cuore.
Ci impegniamo non per riordinare il mondo,
non per rifarlo, ma per amarlo.

Bertolt Brecht

Tu ricorda, io dico, ricorda
tu ricorda, ti dico e piango:
ogni cosa scompare e muta
e la stessa speranza uccide.

Non v'è oceano che torni nel fiume,
né fiume che risalga alle fonti,
né a chi il tempo sia misericorde --

ma ti amo, ti amo come
se tutto questo fosse stato e sia.

Ol'ga Sedakova

Ascolta, figlio, il silenzio.
È un silenzio ondulato,
un silenzio,
dove scivolano valli ed echi
e che piega le fronti
al suolo.

Federico Garcia Lorca

Ormai sei mia. Riposa coi tuo sonno nel mio sonno.
Amore, dolore, affanni, ora devono dormire.
Gira la notte sulle sue ruote invisibili
presso me sei pura come l'ambra addormentata.

Nessuna più, amore, dormirà con i miei sogni.
Andrai, andremo insieme per le acque del tempo.
Nessuna viaggerà per l'ombra con me,
solo tu, sempre viva, sempre sole, sempre luna.

Ormai le tue mani aprirono i pugni delicati
e lasciarono cadere dolci segni senza rotta,
i tuoi occhi si chiusero come due ali grige,

mentr'io seguo l'acqua che porti e che mi porta:
la notte, il mondo, il vento dipanano il loro destino,
e senza te ormai non sono che il tuo sogno solo.Pablo Neruda

Mia viva morte, amore delle viscere,
io aspetto invano una parola scritta
e penso, con il fiore che marcisce,
che se non vivo preferisco perderti.

L'aria è immortale. E la pietra nessuna
ombra conosce, né, immobile, la scansa.
Non ha bisogno nel profondo il cuore
del freddo miele che sparge la luna.

Ti sopportai. Mi lacerai le vene,
tigre e colomba, sulla tua cintura
in un duello di gigli e veleno.

Calma la mia follia con le parole,
o nella notte dell'anima oscura
per sempre, lascia ch'io viva sereno.

Federico Garcia Lorca

La vita – è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;
essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;
distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;
stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.
Un'occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;
e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l'erba;
e seguire con gli occhi una scintilla di vento;
e persistere nel non sapere
qualcosa d'importante.

           

Wislawa Szymborska

Poteva accadere.
Doveva accadere.
È accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
E’accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall’animo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì? Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.
 

Wislawa Szymborska


Chiedo scusa al caso se lo chiamo necessità.
Chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio.
Non si arrabbi la felicità se la prendo per mia.
Mi perdonino i morti se ardono appena nella mia memoria.
Chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge a ogni istante.
Chiedo scusa al vecchio amore se do la precedenza al nuovo.
Perdonatemi, guerre lontane, se porto fiori a casa.
Perdonatemi, f erite aperte, se mi pungo un dito.
Chiedo scusa a chi grida dagli abissi per il disco col minuetto.
Chiedo scusa alla gente nelle stazioni se dormo alle cinque del mattino.
Perdonami, speranza braccata, se a volte rido.
Perdonatemi, deserti, se non corro con un cucchiaio d’acqua.
E tu, falcone, da anni lo stesso, nella stessa gabbia,
immobile con lo sguardo fisso sempre nello stesso punto,
assolvimi, anche se tu fossi un uccello impagliato.
Chiedo scusa all’albero abbattuto per le quattro gambe del tavolo.
Chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte.
Verità, non prestarmi troppa attenzione.
Serietà, sii magnanima con me.
Sopporta, mistero dell’esistenza, se strappo fili dal tuo strascico.
Non accusarmi, anima, se ti possiedo di rado.
Chiedo scusa al tutto se non posso essere ovunque.
Chiedo scusa a tutti se non so essere ognuno e ognuna.
So che finché vivo niente mi giustifica,
perché io stessa mi sono d’ostacolo.
Non avermene, lingua, se prendo in prestito parole patetiche,
e poi fatico per farle sembrare leggere.

Wislawa Szymborska

Potrò seguire ogni tuo passo,
conoscerò i tuoi risvegli,
inventerò le tue notti,
rimarrò accanto a te.
Cancellerò il destino,
ricucirò ogni ferita.
Nei giorni di rabbia ti legherò le mani perché tu non ti ferisca,
incollerò la mia bocca alla tua,
per soffocare le tue grida e nulla sarà come prima,
e se sarai solo,
lo saremo in due.

Marc Levy

Ritorna ancora e prendimi,
amata sensazione, ritorna e prendimi,
quando si ridesta viva la memoria
del corpo, e l'antico desiderio di nuovo si versa nel sangue,
quando le labbra e la pelle ricordano, e la carne,
e le mani come se ancora toccassero.
Ritorna ancora e prendimi, la notte,
quando le labbra ricordano, e la carne...

Costantinos Kavafis

Nostalgia del presente

In quel preciso momento l’uomo si disse:

che cosa non darei per la gioia 
di stare al tuo fianco in Islanda

sotto il gran giorno immobile
 e condividerlo
adesso 
come si condivide la musica
 o il sapore di un frutto.

In quel preciso momento

l’uomo le stava accanto in Islanda.

Jorge Luis Borges

 

Quando ti bacio
non è solo la tua bocca
non è solo il tuo ombellico
...non è solo il tuo grembo
che bacio
Io bacio anche le tue domande
e i tuoi desideri
bacio il tuo riflettere
i tuoi dubbi
e il tuo coraggio

il tuo amore per me
e la tua libertà da me
il tuo piede
che è giunto qui
e che di nuovo se ne va
io bacio te
così come sei
e come sarai
domani e oltre
e quando il mio tempo sarà trascorso

Erich Fried

Non voglio che ti allontani,
dolore, ultima forma
di amare. Io mi sento vivere
quando tu mi fai male
non in te, né qui, più oltre:
sulla terra, nell’anno
da dove vieni
nell’amore con lei
e tutto ciò che fu.

In quella realtà
sommersa che nega sé stessa
ed ostinatamente afferma
di non essere esistita mai,
d’essere stata nient’altro
che un mio pretesto per vivere.
Se tu non mi restassi,
dolore, irrefutabile,
io potrei anche crederlo;
ma mi rimani tu.

La tua verità mi assicura
che niente fu menzogna.
E fino a quando ti potrò sentire,
sarai per me, dolore,
la prova di un’altra vita
in cui non mi dolevi.
La grande prova, lontano,
che è esistita, che esiste,
che mi ha amato, sì,
che la sto amando ancora.

Salinas

Potrò seguire ogni tuo passo,
conoscerò i tuoi risvegli,
inventerò le tue notti, rimarrò accanto a te.
Cancellerò il destino, ricucirò ogni ferita.
Nei giorni di rabbia ti legherò le mani,
perché tu non ti ferisca,
incollerò la mia bocca alla tua,
per soffocare le tue grida e nulla sarà come prima,
e se sarai solo, lo saremo in due.
Marc Levy

Le cose che il bambino ama
rimangono nel regno del cuore
fino alla vecchiaia.
La cosa più bella della vita
è che la nostra anima
rimanga ad aleggiare
nei luoghi dove una volta
giocavamo.


Kahlil Gibran

La beltà così fisso mirai
che la vista n'è colma.
Linee del corpo. Labbra rosse. Voluttuose membra.
Capelli da un ellenico simulacro, spiccati
e tutti belli, pur sì scarmigliati,
cadono appena sulla fronte bianca.
Volti d'amore, come li voleva
il mio canto… incontrati nelle notti
di giovinezza, nelle mie notti, ascosamente…

Costantino Kavafis

Di silenzio in silenzio cadendo
intorno a cosí tanta assenza
mi precipito verso i tuoi baci
sperando di arrivare all'infinito centro.
Ma il dubbio appanna la mia certezza.
Verità è che non sei mai stata
e io ti rimpiango nel futuro.

Alejandro Jodorowsky

Né mistero né dolore
né volontà sapiente del destino:
sempre quell'incontrarci ci lasciava
l'impressione di una lotta.

Ed io, indovinato dal mattino
l'attimo del tuo arrivo,
percepivo nei palmi socchiusi
il morso leggero di un tremito.

Con dita arse sgualcivo
la variopinta tovaglia del tavolo...
Capivo fin da allora
quanto è angusta questa terra.

Anna Andreevna Achmatova

Non è il tuo amore che domando.
Si trova adesso in un luogo conveniente.
Stanne pur certo, lettere gelose
non scriverò alla tua fidanzata.
Però accetta dei saggi consigli:
dalle da leggere i mie versi,
dalle da custodire i miei ritratti,
sono così cortesi i fidanzati!
E conta più per queste scioccherelle
assaporare a fondo una vittoria

che luminose parole di amicizia,
e il ricordo dei primi, dolci giorni...
Ma allorché con la diletta amica
avrai vissuto spiccioli di gioia
e all'anima già sazia d'improvviso
tutto parrà un peso,
non accostarti alla mia notte trionfale.
Non ti conosco.
E in cosa potrei esserti d'aiuto?
Dalla felicità io non guarisco.

Anna Achmatova

Dal profondo della notte che mi avvolge,
Nera come il pozzo senza fondo che va da un polo all'altro,
Ringrazio qualunque dio possa esistere
Per la mia anima indomabile.

Nella stretta morsa delle circostanze
Non mi sono tirato indietro né ho gridato
Sotto i colpi avversi della sorte
Il mio capo sanguina, ma non si china.

Oltre questo luogo di rabbia e lacrime
Incombe solo l'orrore dell'ombra
Eppure, la minaccia degli anni
Mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto sia stretta la porta,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.

Hernest Henley

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E' bella una tale certezza
ma l'incertezza è più bella.

Non conoscendosi, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
in qualche porta girevole?
uno "scusi" nella ressa?
un "ha sbagliato numero" nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio tempo
il caso stava giocando con loro.

Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando una risata
si scansava con un salto.

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.

Forse tre anni fa
o lo scorso martedì
una fogliolina volò via
da una spalla a un'altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli
su cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

Wislawa Szymborska

SOLTANTO NON SAREBBE

 

La vita
sarebbe
forse più semplice
se io
non ti avessi mai incontrata

meno sconforto
ogni volta
che dobbiamo separarci
meno paura
della prossima separazione
e di quella che ancora verrà

 e anche meno
di quella nostalgia imponente
che quando non ci sei
pretende l’impossibile
e subito
fra un istante
e che poi
giacché non è possibile
si sgomenta
e respira a fatica

 La vita
sarebbe forse
più semplice
se io
non ti avessi incontrata
soltanto non sarebbe
la mia vita.

Eric Fried

EROTISMO
Liberarsi con te
perché non ci sia mai più bisogno
di vergognarsi

E dire:
“In fondo
è tutto qui”

Possiamo finalmente fare
tu con me
io con te

tutto quel che vogliamo
anche questo
in cui vi è molto

e che mai abbiamo fatto
e mai diremo
a nessuno.

Eric Fried

La realtà è un sogno.Se sogniamo
che la pietra è pietra, questo è la pietra.
Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
è un sognare, l'acqua, cristallina.
La realtà traveste
il sogno, e dice:
"Io sono il sole, i cieli, l'amore".
Ma mai si dilegua, mai passa,
se fingiamo di credere che è più che un sogno.
E viviamo sognandola.

Pedro Salinas

Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l'ombra e l'anima.

T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

Pablo Neruda

I cieli sono uguali.
Azzurri, grigi, neri,
si ripetono sopra
l'arancio o la pietra:
guardarli ci avvicina.
Annullano le stelle,
tanto sono lontane,
le distanze del mondo.
Se noi vogliamo unirci,
non guardare mai avanti:
tutto pieno di abissi,
di date e di leghe.
Abbandonati e galleggia
sopra il mare o sull'erba,
immobile, il viso al cielo.
Ti sentirai calare
lenta, verso l'alto,
nella vita dell'aria.
E ci incontreremo
oltre le differenze
invincibili, sabbie,
rocce, anni, ormai soli,
nuotatori celesti,
naufraghi dei cieli.

Pedro Salinas

SEMPRE PIU’ DIFFICILE

 Vederti una volta sola
e poi mai più
dev’essere più facile
che vederti ancora una volta
e poi mai più

Vederti ancora una volta
e poi mai più
dev’essere più facile
che vederti ancora due volte
e poi mai più

 Vederti ancora due volte
e poi mai più
dev’essere più facile
che vederti ancora tre volte
e poi mai più

 Ma io sono uno sciocco
e voglio vederti
ancora molte volte
prima
di non poterti vedere
mai più.

 Eric Fried

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.

Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.

Il mio dura tuttora, né più mi occorrono

le coincidenze, le prenotazioni,

le trappole, gli scorni di chi crede

che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio

non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.

Con te le ho scese perché sapevo che di noi due

le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,

erano le tue. ”     

Eugenio Montale

Come dorme bene un gatto
Dorme con zampe e di peso,
Dorme con unghie crudeli,
Dorme con sangue sanguinario,
Dorme con tutti gli anelli
Che come circoli incendiati
Costruirono la geologia
D’una coda color di sabbia.

Vorrei dormire come un gatto
Con tutti i peli del tempo,
Con la lingua di pietra focaia,
Con il sesso secco del fuoco
E, non parlando con nessuno,
Stendermi sopra tutto il mondo,
Sopra le tegole e la terra,
Intensamente consacrato
A cacciare i topi in sogno.

Ho veduto come vibrava
Il gatto nel sonno: correva
La notte in lui come acqua oscura,
E a volte pareva cadere
O magari precipitare
Nei desolati ghiacciai,
Forse crebbe tanto nel sonno
Come un antenato di tigre
E avrebbe saltato nel buio
Tetti, nuvole e vulcani.

Dormi, dormi, gatto notturno
Con i tuoi riti di vescovo,
E i tuoi baffi di pietra:
Ordina tutti i nostri sogni,
Guida le tenebre nostre
Addormentate prodezze
Con il tuo cuore sanguinario
E il lungo collo della tua coda.

Pablo Neruda

Dèmoni e meraviglie
Venti e maree
Lontano di già si è ritirato il mare
E tu
Come alga dolcemente accarezzata dal vento
Nella sabbia del tuo letto ti agiti sognando
Dèmoni e meraviglie
Venti e maree
Lontano di già si è ritirato il mare
Ma nei tuoi occhi socchiusi
Due piccole onde son rimaste
Dèmoni e meraviglie
Venti e maree
Due piccole onde per annegarmi.

Jacques Prévert

Questa donna sta nelle mie mani. E' bianca e bionda e nelle mie mani la porterei come una cesta di magnolie.

Questa donna sta nei miei occhi. L'avvolgono i miei sguardi, i miei sguardi che nulla vedono quando l'avvolgono.

Questa donna sta nei miei desideri. Nuda sta sotto l'anelante vampata della mia vita e come brace il mio desiderio la brucia.

Però, donna lontana, le mie mani, i miei occhi,e i desideri miei per te conservano intera la loro carezza perchè solo tu, donna lontana, solo tu stai nel mio cuore.

Pablo Neruda

Dalla solita sponda del mattino
io mi guadagno palmo a palmo il giorno:
il giorno dalle acque così grigie,
dall’espressione assente.

Il giorno io lo guadagno con fatica
tra le due sponde che non si risolvono,
insoluta io stessa per la vita
...e nessuno m’aiuta.

Ma viene a volte un gobbo sfaccendato,
un simbolo presago d’allegrezza
che ha il dono di una strana profezia.

E perché vada incontro alla promessa
lui mi traghetta sulle proprie spalle.

Alda Merini

E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d'amarti solo io.Salinas
Se le mie pene future in una volta
venissero ad affliggermi quest'oggi,
sono così felice che- son certa-
si allontanerebbero riderndo.

Se le mie gioie future in una volta
venissero ad invadermi quest'oggi,
non potrebbero essere così grandi
come questa che mi possiede adesso. Emily Dickinson

Chi dice ai bambini
dovete pensare a destra
è di destra
chi dice ai bambini
dovete pensare a sinistra
è di destra
Chi dice ai bambini
non dovete pensare affatto
è di destra
chi dice ai bambini
quel che pensate è indifferente
è di destra
Chi dice ai bambini
quello che lui pensa
e dice loro anche
che vi potrebbe essere qualcosa di sbagliato
è forse
di sinistra.

Erich Fried

A volte sprofondi, cadi
nel tuo buco di silenzio,
nel tuo abisso di collera orgogliosa,
e puoi appena
tornare, ancora con i segni
di ciò che trovasti
nella profondità della tua esistenza.

Amor mio, che trovi nel tuo pozzo chiuso?
Alghe, pozzanghere, rocce?
Cosa vedi con occhi ciechi, scontrosa e ferita?

Vita mia nel pozzo
in cui cadi non troverai
ciò che conservo per te sull'altura:
un mazzo di gelsomini con rugiada,
un bacio più profondo del tuo abisso.

Non temermi, non cadere
di nuovo nel tuo rancore.
Scuoti la mia parola che venne a ferirmi
e lasciala volare per la finestra aperta.
Tornerà a ferirmi
senza che tu la guidi
poiché fu caricata con un istante duro,
e quell'istante sarà disarmato sul mio petto.

Sorridimi radiosa
se la mia bocca ti ferisce.
Non sono un dolce pastore
come nei racconti di fate,
ma un buon legnaiolo che con te condivide
terra, vento e spine dei monti.

Amami, tu, sorridimi,
aiutami ad essere buono.
Non ferirti in me, sarà inutile,
non ferir me, perché ti ferisci.

Pablo Neruda

Vieni, compiangiamo quelli che stanno meglio di noi.
Vieni, amica e ricorda
che i ricchi hanno maggiordomi e non amici,
E noi abbiamo amici e non maggiordomi.
Vieni, compiangiamo gli sposati e non sposati.

L’alba entra a piccoli passi
come una Pavlova dorata,
E io sono prossimo al mio desiderio.
Perché la vita non offre nulla di meglio
Che quest’ora di chiara freschezza,
l’ora di svegliarsi insieme.

Ezra Pound

Te
lasciarti essere te
tutta intera
Vedere
che tu sei tu solo
se sei
tutto ciò che sei
la tenerezza
e la furia
quel che vuole sottrarsi
e quel che vuole aderire
Chi ama solo una metà
non ti ama a metà
ma per nulla
ti vuole ritagliare a misura
amputare
mutilare
Lasciarti essere te
è difficile o facile?
Non dipende da quanta
intenzione e saggezza
ma da quanto amore e quanta
aperta nostalgia di tutto-
di tutto
quel che tu sei
Del calore
e del freddo
della bontà
e della protervia
della tua volontà
e irritazione
di ogni tuo gesto
della tua ritrosia
incostanza
costanza
Allora
questo
lasciarti essere te
non è forse
così difficile

Erich Fried

Io non ti vedo. So bene
che tu sei qui, che sei dietro
una parete fragile
di mattone e di calce, alla portata
della mia voce, se io ti chiamassi.
Ma io non ti chiamerò.
Ti chiamerò domani,
quando non più vedendoti,
penserò che tu sia
qui vicino, al mio fianco,
e che basti oggi la voce
che ieri non volli dare.
Domani … quando tu invece
sarai lontana, al di là
d’una parete fragile
di venti, di cieli e d’anni.

Pedro Salinas

D’improvviso torno
alla notte
con le mie scarpe d’acqua.

Mi spoglio
nel lento
esercizio delle mie mani
e cerco
solamente
un oggetto mio,
una piccola barca,
una cometa,
un circo di cose inventate,
figure quotidiane,
tue e mie,
che amo.

Ma so
che d’improvviso
mi ritrovo inaccessibile
e torno a essere silenzio
e fiamma oscura,
dove la mia barca
fugge dalla tua riva.

Mia Gallegos
Quando ti bacio
non è solo la tua bocca
non è solo il tuo ombellico
… non è solo il tuo grembo
che bacio
Io bacio anche le tue domande
e i tuoi desideri
bacio il tuo riflettere
i tuoi dubbi
e il tuo coraggio

il tuo amore per me
e la tua libertà da me
il tuo piede
che è giunto qui
e che di nuovo se ne va
io bacio te
così come sei
e come sarai
domani e oltre
e quando il mio tempo sarà trascorso

Erich Fried

Te
lasciarti essere te
tutta intera

Vedere
che tu sei solo
se sei
tutto ciò che sei
la tenerezza
e la furia
quel che vuole sottrarsi
e quel che vuole aderire

Chi ama solo una metà
non ti ama a metà
ma per nulla
ti vuole ritagliare a misura
amputare
mutilare

Lasciarti essere te
è difficile o facile ?
Non dipende da quanta
intenzione o saggezza
ma da quanto amore e quanta
aperta nostalgia di tutto -
di tutto
quel che tu sei

Del calore
e del freddo
della bontà
e della protervia
della tua volontà
e irritazione
di ogni tuo gesto
della tua ritrosia
incostanza
costanza

Allora
questo
lasciarti essere te
non è forse
così difficile

Erich Fried

Dèmoni e meraviglie
Venti e maree
Lontano di già si è ritirato il mare
E tu
Come alga dolcemente accarezzata dal vento
Nella sabbia del tuo letto ti agiti sognando
Dèmoni e meraviglie
Venti e maree
Lontano di già si è ritirato il mare
Ma nei tuoi occhi socchiusi
Due piccole onde son rimaste
Dèmoni e meraviglie
Venti e maree
Due piccole onde per annegarmi.

Jacques Prévert

Amore mio, se muoio e tu non muori,
amore mio, se muori e io non muoio,
non concediamo ulteriore spazio al dolore:
non c'è immensità che valga quanto abbiamo vissuto
Polvere nel frumento, sabbia tra le sabbie,
il tempo, l'acqua errante, il vento vago,
ci ha trasportato come grano navigante.
Avremmo potuto non incontrarci nel tempo.
Questa prateria in cui ci siamo trovati,
oh piccolo infinito! la rendiamo.
Ma questo amore, amore, non è finito,
e così come non ebbe nascita,
non ha morte, è come un lungo fiume,
cambia solo di terra e labbra.

Pablo Neruda

Non sono né un eroe né un Kamikaze, ma una persona come tante altre.

Temo la fine perché la vedo come una cosa misteriosa, non so quello che succederà nell'aldilà.

Ma l'importante è che sia il coraggio a prendere il sopravvento... Se non fosse per

il dolore di lasciare la mia famiglia, potrei anche morire sereno"

Paolo Borsellino

Il modo tuo d'amare
È lasciare che io ti ami.
Il si con cui ti abbandoni
È il silenzio. I tuoi baci
Sono offrirmi le labbra
Perché io le baci.
Mai parole o abbracci
Mi diranno che esistevi
E mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi,
mappe, telefoni, presagi,
tu, no.
E sto abbracciato a te
Senza chiederti nulla, per timore
Che non sia vero
Che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
Senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
Con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d'amarti solo io.

Salinas

D’improvviso torno
alla notte
con le mie scarpe d’acqua.

Mi spoglio
nel lento
esercizio delle mie mani
e cerco
solamente
un oggetto mio,
una piccola barca,
una cometa,
un circo di cose inventate,
figure quotidiane,
tue e mie,
che amo.

Ma so
che d’improvviso
mi ritrovo inaccessibile
e torno a essere silenzio
e fiamma oscura,
dove la mia barca
fugge dalla tua riva.

Mia Gallegos

La poiana non ha nulla da rimproverarsi.
Gli scrupoli sono estranei alla pantera nera.
I piranha non dubitano della bontà delle proprie azioni.
Il serpente a sonagli si accetta senza riserve.
Uno sciacallo autocritico non esiste.
La locusta, l'alligatore, la trichina e il tafano vivono come vivono e ne sono contenti.
Non c'è nulla di più animale della coscienza pulita, sul terzo pianeta del sole.

Wislawa Szymborska

Un giorno così felice.
La nebbia si alzò presto, lavoravo in giardino.
I colibrì si posavano sui fiori del quadrifoglio.
Non c’era cosa sulla terra che desiderassi avere.
Non conoscevo nessuno che valesse la pena d’invidiare.
Il male accadutomi, l’avevo dimenticato.
Non mi vergognavo al pensiero di essere stato chi sono.
Nessun dolore nel mio corpo.
Raddrizzandomi, vedevo il mare azzurro e le vele.

Czeslaw Miłosz

Non respingere i sogni perché sono sogni.
Tutti i sogni possono
essere realtà, se il sogno non finisce.
La realtà è un sogno. Se sogniamo
che la pietra è pietra, questo è la pietra.
Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
è un sognare, l'acqua, cristallina.
La realtà traveste
il sogno, e dice:
"Io sono il sole, i cieli, l'amore".
Ma mai si dilegua, mai passa,
se fingiamo di credere che è più che un sogno.
E viviamo sognandola. Sognare
è il mezzo che l'anima ha
perché non le fugga mai
ciò che fuggirebbe se smettessimo
di sognare che è realtà ciò che non esiste.
Muore solo
un amore che ha smesso di essere sognato
fatto materia e che si cerca sulla terra

Salinas

Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro,
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
Com'essi l'acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch'essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.

Vincenzo Cardarelli

L'anima si sceglie il proprio compagno
Poi - chiude la porta -
così che la maggioranza divina
non possa più turbarla

Impassibile - vede cocchi - che si fermano
laggiù al cancello -
Impassibile - vede un Re inginocchiarsi
alla sua soglia -

Io so che - tra tantissimi -
L'anima ne sceglie uno -
Per poi sigillare - come fossero pietra -
le valve della sua attenzione.

Emily Dickinson
 

Se potessi vivere di nuovo la mia vita.
Nella prossima cercherei di commettere più errori.
Non cercherei di essere così perfetto, mi rilasserei di più.
Sarei più sciocco di quanto non lo sia già stato,
di fatto prenderei ben poche cose sul serio.
Sarei meno igienico.
Correrei più rischi,
farei più viaggi,
contemplerei più tramonti,
salirei più montagne,
nuoterei in più fiumi.
Andrei in più luoghi dove mai sono stato,
mangerei più gelati e meno fave,
avrei più problemi reali, e meno problemi immaginari.
Io fui uno di quelli che vissero ogni minuto
della loro vita sensati e con profitto;
certo che mi sono preso qualche momento di allegria.
Ma se potessi tornare indietro, cercherei
di avere soltanto momenti buoni.
Ché, se non lo sapete, di questo è fatta la vita,
di momenti: non perdere l'adesso.
Io ero uno di quelli che mai
andavano da nessuna parte senza un termometro,
una borsa dell'acqua calda,
un ombrello e un paracadute;
se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero.
Se potessi tornare a vivere
comincerei ad andare scalzo all'inizio
della primavera
e resterei scalzo fino alla fine dell'autunno.
Farei più giri in calesse,
guarderei più albe,
e giocherei con più bambini,
se mi trovassi di nuovo la vita davanti.
Ma vedete, ho 85 anni e so che sto morendo.

    JORGE LUIS BORGES
 

Amore a prima vista

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.

È bella una tale certezza
ma l'incertezza è più bella.


Non conoscendosi prima,
credono 
che non sia mai successo nulla fra loro.

Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi

dove da tempo potevano incrociarsi?
Vorrei chiedere loro

se non ricordano -

una volta un faccia a faccia

forse in una porta girevole?

Uno "scusi" nella ressa?
Un 'ha sbagliato numerò nella cornetta?
-
ma conosco la risposta.
No, non ricordano.


Li stupirebbe molto sapere

che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.


Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,

li avvicinava, li allontanava,

gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.
Vi furono segni, segnali,

che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via

da una spalla all'altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?
Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzi tempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.

Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti

è solo un seguito
e il libro degli eventi

è sempre aperto a metà.


 

Wislawa Szymborska.
 

La cipolla è un'altra cosa.
Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
Fino alla cipollità.
Cipolluta di fuori,
cipollosa fino al cuore,
potrebbe guardarsi dentro
senza provare timore.

In noi ignoto e selve
di pelle appena coperti,
interni d'inferno,
violenta anatomia,
ma nella cipolla – cipolla,
non visceri ritorti.
Lei più e più volte nuda,
fin nel fondo e così via.

Coerente è la cipolla,
riuscita è la cipolla.
Nell'una ecco sta l'altra,
nella maggiore la minore,
nella seguente la successiva,
cioè la terza e la quarta.
Una centripeta fuga.
Un'eco in coro composta.

La cipolla, d'accordo:
il più bel ventre del mondo.
A propria lode di aureole
da sé si avvolge in tondo.
In noi – grasso, nervi, vene,
muchi e secrezione.
E a noi resta negata
l'idiozia della perfezione.

Wislawa Szymborska.

...parliamo, per piacere, dei piaceri della vita, per una volta (ho detto
alla moglie di Van Rossum, lunedì verso le 11): (che è una tedesca di Monaco,
proprio, sotto i 30, credo, bianca di pelle come un bianco d'uovo):
e il primo
piacere è chiavare, certo: e poi, per me, dormire nel sole (come dormivo adesso,
le ho detto, prima che arrivasse lei: a torso nudo come mi vede, e a piedi
nudi, ecc.): e il terzo è bere vino (francese, possibilmente, come quello
che abbiamo bevuto sabato con Berio, e anche venerdì, a Rotterdam e qui):
(e ho concluso che il paradiso è chiavare nel sole, forse, pieni di Saint-Emilion):

da Postkarten di Edoardo Sanguineti
 

In quell'istante ebbero termine i libri,
l'amicizia, i tesori senza sosta accumulati,
la casa trasparente che tu e io costruimmo:
tutto cessò d'esistere, tranne i tuoi occhi.

           Pablo Neruda

Se io avessi una botteguccia
fatta di una sola stanza
vorrei mettermi a vendere
sai cosa? La speranza.

"Speranza a buon mercato!"
Per un soldo ne darei
ad un solo cliente
quanto basta per sei.

E alla povera gente
che non ha da campare
darei tutta la mia speranza
senza fargliela pagare.

Gianni Rodari

I giorni ed i baci
sono in errore:
non hanno termine dove dicono.
Ma per amare dobbiamo
imbarcarci su tutti
i progetti che passano,
senza chiedere nulla,
pieni, pieni di fede
nell'errore
di ieri, di oggi, di domani,
che non può mancare.

Pedro Salinas

Gli scemi sono come me
sperano che qualche film si avveri
magari un frammento
quel pezzo quando lui quando lei quando loro
(legati al sacco a pelo dei fumetti)

Victor Cavallo