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Caro Monsignor Seccia...si dimetta, grazie.

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Il sedici Dicembre è nato Padre Serafino, si ricorda Monsignor Seccia? Sono tre anni che si festeggia il suo compleanno alla Piccola Opera Caritas di Giulianova. Sono tre anni che è morto Padre Serafino. L'imprenditore del bene. L'amore fatta barba e saio. Io da buon ateo mi sentivo a casa con lui. La sua mensa per le vittime delle manovre finanziarie. L'idea di Antonio Ragionieri, per noi Presidente della Piccola Opera Caritas, di creare la mensa anche d'asporto, per evitare l'imbarazzo, che vive nella povertà. I ragazzi della Piccola Opera Caritas, erano tutti con il vero santo padre, nello scegliere Antonio Ragionieri, come suo successore. Lei presiederà al compleanno, con quale faccia riuscirà a tenere, anzi bandire, un discorso? Lei ha tradito la volontà di Padre Serafino. Si ricorda? Era il 23 Maggio del 2009, si avvicinò alle labbra flebili di Colangeli, per ascoltare le sue volontà. Le disse " Antonio Ragionieri". Poi dopo pochi mesi, che si sommano alle voci e senza giustificazioni, da politico temporale, nominò un suo amico di merende. Di viaggio. Mi auguro che non abbia la faccia tosta di omaggiare Padre Serafino con parole che suonerebbero a morte. Perchè lui le indicherebbe il confessionale. Poi la nominerebbe come in un grande fratello per l'uscita dal luogo sacro. Caro Monsignor Seccia, si penta e si dimetta. Torni a fare il pastore di anime. Dimagrisca nel suo cammino. Si spogli dagli abiti dorati. Il cristianesimo è un valore non un colore. Il suo Cattolicesimo è una politica da...deja vu.
Dio è morto. Amen.

 

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Commenti

Seccia che si dimette da Vescovo? Giancà, sei troppo forte, mi fai cominciare così una giornata, nel segno di padre Serafino, inascoltato dal vertice; nel segno di chi non ha riguardo per nessuno, anche per chi si vede sempre circondato da baciapile. Un abbraccio e buona giornata.
Be certo il ns. Vescovo non sembra essere il massimo come esempio di Chiesa povera, ma dell'apparenza occorre non fidarsi troppo ( può far bene seguirne alcune delle catechesi che lo vedono impegnato in cattedrale proprio in questi giorni) ma può essere questione di lana caprina. Quello che però a me sembra un po stonato nell'articolo di G. Falconi è la dichiarazione di ateismo che fa contrasto con la pretesa di dettare comportamenti ad un prelato. I pareri sono tutti rispettabili ma non comprendo un certo livore di chi si dice essere totalmente al di fuori dalla Chiesa e poi ne vorrebbe una fatta ad immagine e somiglianza del mondo, o per lo meno di quello che pensa lui. Non vuole esserci da parte mia, alcuna acrimonia nei confronti di G. F. che stimo tantissimo ma per spiegare con un esempio ciò che vorrei dire è come se uno stratifoso del Milan volesse criticare a tamburo battente come gestisce la società il presidente dei Denver Nuggets di Basket del campionato NBA degli Stati Uniti. Per dirla con il pessimo onorevole (?) DiPietro: e che c'azzecca ?
Un ateo è ateo perché non crede ci sia un dio a perdonarlo nell'ultimo istante; un ateo non ha garanti di fronte all'Umanità; un ateo non ha la consolazione del dopo... Non credere non vuol dire non riconoscere il valore di una fede, anzi, forse si prova anche un pizzico di invidia per chi ce l'ha e la mortifica subordinando la spiritualità ad un prosaico esercizio di potere temporale. Non dimentichiamo che è la chiesa ad ergersi un giorno sì e l'altro pure a maestra di morale, condizionando pesantemente le scelte politiche e sociali di un paese laico e, conseguentemente, quelle esistenziali di chi invece non crede. Non c'è nulla di strano, quindi, che un ateo chieda conto ad un ministro della fede del suo comportamento; direi anzi che, in una logica applicabile alla dottrina cattolica, il monsignore in questione dovrebbe essere contento di tanta attenzione da parte di un ateo: non è forse una pecorella smarrita? ;)
Mi piace fabrizia...lieve giusta ironica
Un ateo è chi rifiuta una ipotesi positiva rispetto al proprio destino semplicemente perchè non ammette che ci sia un destino per ciascuno, dato che non c'è nessuno che detto destino faccia. Ma il Papa ha detto non più di due mesi fa che tutti i credenti dovrebbero guardare al tormento di chi non crede perchè è molto più gradito al Signore di tanti credenti per così dire...della Domenica. Stante questa affermazione io da piccolo credente sono molto colpito da quello che dice G.F. rispetto alla Fede. Ma la Chiesa non si erge a maestra di morale di nessuno. Se così fosse come si spiegherebbe che nel mondo occidentale: - La natalità è ormai ridotta al lumicino - Divorzio e aborto sono percentualmente dominanti largamente rispetto alle indicazioni della Chiesa - Ormai anche l'eutanasia si sta facendo spazio alla grande nella mentalità corrente - In europa si lasciano indietro anziani ( danno fastidio), bambini (danno fastidio), malati (costano troppo) ed ultimi in genere ( e mo dobbiamo spendere pure per i disabili, i neri, i ritardati... epoi l' I-pod con che ce lo compriamo ? ) e poi come faccio a comprarmi il cucciolo di Usky (?) a 2.500 Euro pe fa vedè che sò fico, moderno e animalista ( poi lo tengo in 5 mq. perchè c'ho l'appartamentino al 5° piano e chi se ne frega tanto se la bestia si lamenta lo butto da qualche parte) a buttare i bambini ancora si rischia qualcosina. La vera dittatura imperante oprmai da almeno 3 secoli è quella scientista ma siccome a parlare male della Chiesa si fa bella figura mentre a confrontarsi con la realtà bisogna usare il cervello si fa fatica allora. . . .- . Sarà un caso ma questo Papa è stato attaccato ferocemente dalla stampa politically-correct proprio quando ha iniziato a parlare dell'uso della reagione nell'affronto della realtà secondo la totalità dei suoi fattori. Be certo se la Chiesa parla di ragione con cognizione di causa al modernismo rimane solo il tecnicismo sottomesso dai mercati ed allora SEI QUELLO CHE HAI !!!!!!!!!
Lo scorso anno nei giorni precedenti il Natale il Vescovo di Teramo era ospite di Teleponte. In quell'occasione inviai un sms nel quale facevo notare come l'amministrazione comunale sperperava decine di migliaia di euro per le luminarie, quando da coerenti cristiani quelle preziose risorse potevano essere usate per aiutare le famigli povere di Teramo. Non mi aspettavo una risposta "rivoluzionaria", ma un pò pilatesca del tipo "non è la chiesa che decide come spendere le risorse pubbliche". Il Vescovo Seccia invece rispose che anche "il commercio fa vivere tante famiglie", come se la mancanza delle costose lucine impedissero alle attività commerciali di lavorare. Una risposta degna di un rappresentante del comune o di un'associazione di categoria, mentre dal Monsignore mi aspettavo qualcosa di diverso e meno giustificazionista, non da politico come mi è sembrato. Anche quest'anno decine di migliaia di euro si sono volatilizzati per le luminarie, ma non ho intenzione di rimandare altri sms perchè la risposta la conosco già. Un buon Natale a tutte le famiglie povere della città e a tutti coloro che sono dalla loro parte, nei fatti (per chi può) e non solo nelle prediche.
Il papa dovrebbe occuparsi dei propri tormenti e non cedere alla sua fervida immaginazione sui miei: stia pure tranquillo che non ne ho. Sono atea, sono felice e consapevole della mia condizione di privilegio rispetto a molti altri, ho tre figli, non ho mai abortito né mai lo farei, mi curo dei miei anziani, uso il denaro per rendere migliore la vita dei miei cari e ho il senso del valore assoluto dell'esistenza di ogni essere vivente come unica e non replicabile... quindi di che parliamo? Tra me e il papa non è lui che dà il maggior esempio di morigeratezza, mi sembra... Se poi vogliamo continuare a trastullarci tra luoghi comuni e stereotipi... spiacente, non ho tempo: sono una donna - atea - che ha famiglia e che lavora ;)
Gentile sig.ra Fabrizia. E' triste ascoltare da una mamma parole come la sua. Pensare che lei, se è coerente, è costretta a guardare i suoi figli, che sicuramente adorerà, e dover pensare che un giorni finiranno e di loro non resterà nulla. Lei dice di essere privilegiata rispetto a chi crede e che non ha tormenti. Se così è vuol dire che non si è mai chiesta che cosa ci sta a fare su questa terra, cosa vuol dire la sua vita, quale senso ha. Il cristiano non è uno che oltre agli altri pesi della vita ha addosso anche il fardello supplementare delle prescrizioni e dei divieti imposti dall'alto, altrimenti non esiterei a dichiararmi atea come lei azi l'anarchia mi parrebbe l'unica posizione sensata possibile; no il cristiano è semplicemente chi ha incontrato uno ce gli dice " A te sembra che tutto finisca ma io ti dico che tu e tutto quello che con te è venuto al mondo NON AVRA' MAI FINE ed un giorno tutte le cose saranno riunite. Be, solo a sentirlo dire penso che si tratta di un'ipotesi tanto attraente che vale la pena almeno di essere verificata. La vita di ciascuno di noi non è la somma dei nostri antecedenti altrimenti l'umanità non avrebbe fatto alcun progresso dall'età della pietra ad oggi: Se invece fior di filosofi, pensatori, scienziatio, profeti ed uomini infinitamente più grandi di me non si sarebbero lambiccati il cervelo appresso alle domande che da sempre albergano nel cuore dell'uomo e che sono manifestazione di ciò che c'è nel cuore di ciascuno e cioè il desiderio della bellezza, della giustizia, della verità o mi vorrà negare che quando guarda i suoi figli non desidera per loro che siano felici fino nel profondo di loro stessi ? Non ci crederei, non ci crederebbe nemmeno lei anche se se lo imponesse con la forza. Mi perdoni se sono astato invadente con lei, sarà che ho figli anche io e che non potrei mai rassegnarmi all'idea che loro vivono una vita che non ha scopo, significato nè senso. Cordialissimi saluti ed auguri per le prossime feste.
Sembri bersani degli sgommati....si devono dimettere tutti....ahahahah
Gentilissimo Signor Ubaldo, La mia Vita ce l'ha un senso eccome: è quello che si esprime istante dopo istante nell'attenzione verso chi la richiede. Io sono qui e ora, sono responsabile di quello che faccio nel bene e nel male e credo che in ciascuno di noi esista l'esatta coscienza di ciò che è giusto e ciò che non lo è... poi si sceglie e lo si fa in base ad una molteplicità di fattori... Al contrario di lei che tende all'infinito io sono consapevole della mia provvisorietà, perciò cerco di dare il mio contributo sapendo che ogni secondo potrebbe essere l'ultimo. Dio non è che uno dei tanti miti inventati dall'animale uomo per spiegarsi ciò che non sa e per vincere le proprie paure e sono sinceramente felice per chi ci crede, ma sono altrettanto contrariata dalla strumentalizzazione da parte della chiesa della demonizzazione dell'ateo: è un atteggiamento offensivo e discriminante. Mi spiace deludere coloro che cristianamente compatiscono gli atei e li ritengono creature cupe e infelici, ma forse è ora anche per loro di aprire gli occhi... dopo duemila anni... Chiudo qui, ringraziando il Dott. Falconi per la pazienza e l'ospitalità data a commenti non esattamente in tema e ricambio laicamente gli auguri :)
Gent.ma Fabrizia Lei dice che l'uomo ha inventato Dio per nascondere e spiegare cio che gli fa paura. Tesi condivisibile e, come tutte, degna di rispetto ma che, a mio modestissimo parere, contiene un'evidente contraddizione. Io tendo all'infinito mentre lei è consapevole della sua provvisorietà, qieste è il suo pensiero, le posso assicurare che una posizione autenticmente cristiana non può prescindere dalla consapevolezza della propria provvisorietà ragione per la quale Lei è sicuramente più vicina a Dio, come tanti Atei, di quanto possa anche solo immaginare. Lo spunto verso l'infinito non è una scelta, è un dato, qualcosa cioè che connota la natura stessa dell'essere umano, nessuno se lo da da se, nessuno se lo può togliere: è come se per negare qs. fatto s negasse che l'umanità, parla cammina, si alimenta ragiona spera ecc. . . fa parte della nostra natura poichè ciascuno di noi è più contento in cima al gran sasso che non se cade in un dirupo e rimane prigioniero di na pozzamghera maleodorante. L'essere consapevoli di uno stato di provvisorietà è anzi uno stupendo punto di partenza per fare una seria verifica mettendo a tema la questione di Dio. La Chiesa contiene, nel suo messaggio, una provocazione all'intelligenza di ciascuno, poi sta alla libertà di ciascuno raccogliere questa sfida e porsi di fronte ad essa per verificare se è o meno in grado di rispondere veramente a quello che il nostro cuore ci dice e ci chiede. Il problema sta tutto qui; per questo la Chiesa non ha mai demonizzato l'Ateo. Ha si combattuto i sistemi che hanno usato l'ateismo come strumento per annientare le persone e farle assoggettate ad un progetto ideologico, ma proprio perchè l'intima essenza del Cristianesimo è l'amore a cisacuno, nessuno escluso, le posso assicurare che non c'e accanimento e discriminazione. Se il Papa si è spinto ad indicare come modello ai cristiani lo struggimento di se proprio degli atei cosa altro si deve dire ? In fine è giusto non abusare oltre dell'ospitalità di G. Falconi e quindi non penso di accendere un dibattito in questo che è uno spazio di libertà aperto a tutti. Saluti
1- l'ateo è colui che non crede nell'esistenza di (un) dio. determinismo, destino, disegno etc sono ben altre cose. 2- la chiesa non solo si infila in tutte le questioni riguardanti lo stato (straniero) italiano, culto, leggi, istruzione(!!), cultura, amministrazione delle cose e finanze pubbliche, ma possiede un quarto del patrimonio italiano, non paga l'ici nè le fogne nè l'acqua nè la corrente nè nient'altro che invece paghiamo noi. quindi da ateo, anzi di più! da anticattolico, mi posso almeno permettere una critica fondatissima ad un prelato? 3- dio non è solo invenzione dell'uomo. dio è il pretesato con cui la chiesa perpetua i suoi straprivilegi nei secoli dei secoli http://unmondo.blogspot.com/2007_02_01_archive.html 4- fabrizia non solo è una madre felice e persona serena consapevole e cosciente oltre che umana ma è anche la mia donna ideale! :-) 5- se gli atei non si devono pronunciare sui prelati come può un cattolico parlare di anarchia? (senza dire stronzate intendo ;-) )
@ Veritas (?) Dispiace che, appena finiscono gli argomenti, si passi agli insulti. Invece di offendere chi non la pensa come lei produca qualche prova del fatto che. . . .a caso...la chiesa non paghi la bolletta della corrente. Io posso farle vedere invece quanto paga il mio parroco ogni bimestre e non sono bruscolini. Nessuno ha detto che un ateo non possa parlare di prelati, certo non gli può dire cosa deve fare altrimenti è come se io volessi decidere cosa mangerà lei oggi a pranzo. Penso sia ben più violento chi pretende di dare giudizi su cosa può o non può fare la Chiesa ma non ne rispetta, la storia, la tradizione la cultura. Quanto all'anarchia magari se iniziamo a studiare un pò di più e a ricopiare un pò di meno le troppe fesserie prive di riscontri che girano su internet, non sarebbe male. Buon Natale anche a lei ( se non si offende ).
Non che mi piaccia granchè il confronto a mezzo internet ma ci sarebbero un paio (sole?) di precisazioni da farLe: 1- chi si è sbilanciato, errando, sulla terminologia "ateo" e/o "ateismo" è stato Lei e non io, prenda un vocabolario e legga. Tutti gli altri significati sono sue arbitrarie aggiunte. 2- chi fa uso improprio del termine "anarchia", relegandolo a semplice sinonimo di "disordine" è Lei e non io. Le consiglio di leggersi il circa miliar5do di libri esistenti sull'argomento. Questo l'aiuterà anche a evitare di dare dell'ignorante a chi, a differenza sua, almeno qualcuno, ne ha letto. 3- nel celebre concordato sono contenuti molti degli "accordi" che privilegiano la chiesa fatte salve le numerose leggi che nel passato e nel presente costituiscono di fatto privilegi per il mondo ecclesiale (senza dimenticare i decenni di contributi obbligati attraverso la dichiarazione dei redditi) 4- sa cos'è l'auto da fè? nella storia, nei secoli, nei millenni se esiste una istituzione che ha dimostrato disprezzo (solo?) verso atei, omosessuali, donne, dissidenti, ebrei, eccetera penso, ma non sono sicurissimo :-), sia proprio la chiesa. Che ora mi venga a spiegare e a pretendere rispetto mi sembra un'esagerazione. 5- Gesù si vergognerebbe di voi. Di questo ne sono certo. 6- Io a natale lavoro.
Ubaldo, abbia pazienza... un ateo non è tale perché oppone un rifiuto (se lei pensa questo, allo stesso modo io potrei tacciarla di irragionevolezza, ma come vede non lo faccio perché non mi sento depositaria né testimone di nessuna verità): un ateo lo è perché il suo percorso, le sue esperienze, la sua sensibilità non lo hanno condotto a considerare possibile l'esistenza di un dio. Si stupirebbe se conoscesse la mia formazione e in realtà quello che lei afferma è in parte vero: dal suo punto di vista io (e tanti come me) sono più cristiana di molti cristiani; dal mio, invece, forse Cristo è stato più anarchico di quanto ci abbiano fatto credere coloro che lo hanno strumentalizzato. Concludo: non posso condividere la sua negazione al diritto di esprimere un giudizio su quello che si ritiene un comportamento scorretto, tanto più quando proviene da qualcuno che per testimoniare la propria scelta di vita indossa un abito che lo rende riconoscibile. Certo, in nome di dio la chiesa ha ucciso, rubato e torturato e queste al confronto sono bazzecole, ma noi atei brutti e cattivi siamo in fondo inguaribilmente romantici e ci aspettiamo altri esempi :) @Veritas, grazie :)
Cara Fabrizia,cara dal fatto che lei è una delle poche voci che parla in difesa dell'ATEO,volgarizza L'ATEO,concordo in quello che scrivi con tanto fervore,anche da farmi pensare che più umana non si puo. Il fatto di essere un ATEO è molto discriminante,nei luoghi di lavoro,nella vita giornaliera, con i vicini di casa,non riferisco la lontanaza della chiesa nei nostri confronti.Io devo sopportare le processioni,le messe dette attraverso altoparlanti , i decibel nocivi non sono pochi,le campane che suonano per i morti come per vivi annunciando non so cosa,ma rumorosi.Vengo al dunque non temere,I Vescovi di Teramo da sempre hanno fatto i padroni,rare volte ne ho visto uno passeggiare per le vie misere popolose e popolari parlo come un vecchio teramano stanco di vedere soltanto una luce che viene soltanto dalle persone come PADRE SERAFINO,non mi dilungo ancora per raccontarvi le storie di Teramo,volevo dire che sono nato in Piazza Martiri Pennesi,dunque conosco le Acli li vicino,L'Annunziata(chiesa)il Duomo e tante altre storie che dovrei raccontare per far conoscere la VERITA teramana.A presto.

Dio è ateo.

GLI ATEI ALLA STESSA STREGUA DEI GAY!!!!! SI VANTANO DI ESSERLO!!!!

Bullo parlante, perchè i Cattolici non si definiscono Cattolici? Quanti Cattolici sono anche Gay? Quanto lei poi possa essere omofobico questo è scritto nelle sue parole...;)

Faccia outing

Ecco, vede Ubaldo?... Poi, per quanto lei si impegni ad essere un buon credente, ci sono quelli come lui, Bullo Parlante, che si sostituiscono a dio e fanno il giudizio universale... Starebbe a lei dirgli due paroline appropriate prese dai vangeli, ma in realtà la chiesa si guarda bene dal dissociarsi da certi atteggiamenti che purtroppo non sono solo folclore, ma spesso si traducono in atti di violenza non solo verbale. Così il paradosso si compie e l'intolleranza proviene da chi sbandiera la propria fede come un certificato in bollo di perfezione... Curioso, no?
@ Fabrizia Vede se a quelli che si esprimono come il Bullo parlante si da importanza finisce che credono davvero di avere un pensiero normale. No, se uno è Str . . . o bisogna dirlo a chiare lettere ma. . . perchè bisogna identificare i credenti in dichiarazuioni come quella che è solo una becera manifestazione di ignoranza ? Io non mi ci riconosco certo, quello che mi lascia sconcertato è che sembra che il punto di vista cristiano non abbia diritto di esprimersi perchè, ad esempio, la Chiesa ha spesso commesso degli errori; a me sembra folle. Il problema della Chiesa non è pretendere che non sbagli. . . .i cristiani sono uomini come tutti, spesso peggio degli altri, ma il punto non è se sono coerenti o meno, piuttosto nel contenuto della proposta di cui sono latori. La Chiesa è un pò come il contenuto perchè è la modalità attraverso la quale Dio ha scelto di essere presente a fianco dell'umanità garantendo a tutti la libertà di accettarlo o rifiutarlo. Non è che se del buon vino finisce in delle bottiglie di scarso valore per questo diventa un vino peggiore sennò finisce che quello che conta è la bottiglia e non il vino. Quanto poi a sentirsi discriminati come qualkcuno asserisce, oggi in Europa i credenti praticanti sono meno del 10% vuoi vedere che il 90% si sente discriminato dalla stretta minoranza che rivendica solo il diritto a dichiarare pubblicamente la propria ragione di vita? Se poi ad uno danno fastidio le campane a morto, il fatto si commenta da solo. Suggerisco la lettura del libro di H. Benson IL PADRONE DEL MONDO.
@Ubaldo, qui volevo condurla :)... il suo intervento non farebbe una piega se non fosse stato lei a sostenere che un ateo non deve permettersi di criticare un prelato. Ora lei stesso - neanche troppo tra le righe - mi conferma invece che il diritto di esprimersi spetta a chiunque e il pensiero non può essere costretto in compartimenti stagni. La chiesa ha un importante ruolo sociale e Padre Serafino ne ha espresso la parte migliore, quella che si schiera con gli ultimi: ci riguarda eccome, visto che viviamo tutti nello stesso mondo e cerchiamo di dare il nostro contributo per migliorarlo... Perciò, bando alla spocchia e teniamo sempre la coscienza sotto esame... Vescovo compreso ;)
Cara Fabrizia, mi dispiace ma la topica la prende Lei, sicuramente in buona fede come le sue argomentazioni mai volgari lasciano presagire. Io , commentando lo scritto dell'amico Gianfranco Falconi, non ho sostenuto che un Vescovo non può essere criticato ( cioè non se ne può esaminare e giudicare il comportamento); ho sostenuto che chi si dichiara apertamente Ateo non E' NELLA POSIZIONE DI POTER DETTARE COMPORTAMENTI su materie che, non praticandole, non può conoscere. Vede NON è affatto secondaria la polemica circa il rimprovero che i Non credenti muovono ai credenti ed alla Chiesa di intromettersi su questioni come la Famiglia, l'educazione, la politica, l'economia ecc...i cattolici non vivono sulla luna ( oddio qualcuno lo fa quasi pensare...) ma sono nel mondo in cui sono tutti, vivono, soffrono, lavorano, amano e, come tutti alla fine della corsa tornano ad essere polvere nel loro aspetto esteriore. Quindi hanno ben diritto di interagire con tutti gli aspetti della vita, come tutti. E' ovvio che questo sacrosanto diritto vale per loro, COME PER TUTTI, ma oggi prevale la tendenza, mi creda diffusa anche tra tanti praticanti, di aggiustarsi le cose a modo proprio, di scartare gli aspetti che danno fastidio o sono più ostici ( e .. si.. mo debbo essere fedele a mia moglie .. e perchè chi si crede di essere, non debbo approfittare delle situazioni in cui ho un vantaggio... e .. che sono più fesso degli altri ) e quindi modellarsi il rapporto con la Chiesa a proprio uso e consumo. Allo steso modo, molti atei e laicisti non perdono occasione per criticare la Chiesa perchè magari si permette di dire la sua, di prendere posizione, di non piegarsi alla deriva materialista e scientista che sta ormai dominando l'occidenmte dalla fine del 18° secolo. Criticare si, nel senso sopra ricordato, ma poi si vuole dire cosa la Chiesa può o non può fare, può o non può dire e si apre il tiro al piccione a chi spara le bugie pià grosse quando si cela l'aspetto più grande del Cristianesimo: la libertà che l'uomo ha di poter dire di si o di no davanti a qualsiasi cosa, al bene come al male all'odio come all'amore. Se questa libertà non è il segno della grandezza di chi l'uomo ha creato, che cos'è. Almeno spero che l'intelligenza che traspare chiaramente dalle sue parole non la faccia pensare che l'uomo discende da qualche tipo di orango o cercopiteco. Saluti.
Ricordo che in agosto, sul portore del Vescovado c'era appiccicato un cartello che recitava testualmente: "Chiuso per Ferie"
ma questo ubaldo lay......ce lo dobbiamo sorbire ancora per molto? Magari è convinto di essere il depositario di assolute verità, e forse dobbiamo rivordargli che lui, come tutti può avere solo punti di vista personali sulle cose del mondo e, siccome le ha espresse più volte, sarebbe carino che ci dispensasse di tutto il resto. amen.
VISTA LA PRESSANTE RICHIESTA DI ENZO COMUNICO QUANTO SEGUE: Pensavo che questo spazio di libertà accogliesse tutte le opinioni con il rispetto dovuto alle varie e diverse sensibilità. Poi un conto sono i fatti, un'altro le opinioni, ma tant'è così si fa nelle ditature: chi non la pensa come è stabilito, e magari insiste pure a riaffermare le proprie convinzioni da fastidio per cui si chiede semplicemente che stia zitto, senmza se e senza ma. EBBENE GENT.MO SIG. ENZO LA ACCONTENTO SUBITO COSI' CHE NON SENTIRA' PIU' PARLARE IL SOTTOSCRITTO, LEI STARA' MEGLIO ED IL SUO MONDO SARA' MIGLIORE.