Il Teatro Romano senza pietre.
30
novembre
2010
Sandro Melarangelo e Piero Chiarini di Teramo Nostra pronti alla Battaglia Civile per la storia di Teramo. Il Teatro Romano sarà orfano della sua polvere magica, delle sue sedute,delle sue fondamenta, dei suoi scalini, delle sue pietre, che verranno trasportate e depositate altrove. Come verranno catalogate? Come verranno ricollocate? In consiglio comunale il sindaco Brucchi aveva promesso che nessuna pietra sarebbe stata toccata, tesi ribadita a Teleponte, durante una trasmissione televisiva. Chi ha costretto il sindaco Brucchi a contraddirsi? A negare una sua parola? I due famosi palazzi che sciacallano sul teatro romano a chi interessano?
18:06
— del —
30
novembre
2010
ma la sovrintendenza ????
17:05
— del —
30
novembre
2010
Ma sono già state portate via?
Brucchi tanti poteri non li ha in merito...........stazione appaltante e direzione lavori le uniche ad avere poteri.........
Brucchi tanti poteri non li ha in merito...........stazione appaltante e direzione lavori le uniche ad avere poteri.........


Oggi si ricomincia a parlare di recupero di uno dei due resti più significativi dell'epoca imperiale rtomana: il teatro, per l'altro: il circo non se ne parla anche perchè la struttura fu definitavemte compromessa dalla costruzione del Seminrium Aprutinum che forse conserva nei suoi scantinati e fondazioni parte della struttura romana e del quale a nessuno verrebbe in mente di prospettare l'abbattimento.
Il lavoro si presenta molto arduo vista anche la mancanza dei marmi di abbellimento della struttura, se ne vedono ancora solo due parti, una alla fine di Via Paris seminglobata nella struttura periferica del plazzo Massignani e l'altra relativa al palcoscenico sotto la chiesetta di San Bartolomeo e del palazzo Giordano, nonostante ciò ben venga l'operazione se riuscirà a dare dignità a quell'opera del passato, ma...... per liberare la cavea e recuperare altro materiale da riposizionare che incombono i due "sciacalli" come li chiama il blogger che si chiede quali appetiti potrebbero scatenare, appetiti che penso non sia peregrino immaginare come speculazione pura e semplice. I palazzi sono due: palazzo Adamoli (solo in parte già demolito) e palazzo Salvoni, dal nome dei proprietari originari. Bene fa a porsi il dubbio Giancarlo Falconi. Lo invito a verificare gli ultimi passaggi di proprietà del primo, già acquisito al patrimonio del comune(?) o della regione(?) che ha stanziato i fondi per l'acquisto, per il secondo la proprietà dovrebbe essere ancora degli untimi proprietari in ordine di tempo visto che sullo stesso ancora fanno bella mostra due cartelli di "vendesi" ed "affittasi" con relativi numeri telefonici da contattare. Inoltre sembrerebbe che palazzo Salvoni sia inagibile per le conseguenze del sisma del 6 aprile 2009. Buon lavoro Giancarlo penso che avrai molti elementi da valutare sui passaggi di proprietà di palazzo Adamoli: