Chiodi, un fallimento annunciato

13
marzo
2012
di Christian Francia

Sono otto anni, dalle elezioni comunali di Teramo del 2004 alle quali sostenni il sempre rimpianto (politicamente, s'intende) Lino Befacchia, passando per le elezioni regionali del 2008 alle quali appoggiai convintamente Carlo Costantini, sino ad oggi, otto anni che combatto una battaglia precisa e spesso solitaria contro il sistema di potere Tancredi-Chiodi.
Sono da sempre persuaso che tale sistema di potere conduca Teramo e l'Abruzzo alla decadenza e non alla prosperità.
Il tempo inizia a far trasparire ciò che la bella faccia di Chiodi non lasciava intravedere: che sotto il vestito non c'è niente, quantomeno di utile per l'Abruzzo, se non di pernicioso (il tempo e le inchieste giudiziarie ci diranno se ho ragione).
Registro però con estremo piacere una consonanza integrale fra il mio pensiero e quello del molto più autorevole direttore del quotidiano Il Centro Sergio Baraldi.
L'editoriale dell'11 marzo non richiede commenti, solo la citazione integrale:
"Ci vorrebbe un Monti per l'Abruzzo"
Il centrodestra in Abruzzo ha avuto la sua grande occasione, ma sembra sul punto di sprecarla.
Il centrosinistra era stato sconfitto prima dalle inchieste giudiziarie che dal voto; il governo Berlusconi, arrivato sull’onda della più forte maggioranza parlamentare della storia repubblicana, l’appoggiava; c’era una sostanziale adesione dell’opinione pubblica al ricambio ai vertici delle istituzioni.
Sono passati appena tre anni e lo scenario sembra capovolto: in nessuna delle partite decisive della Regione, il centrodestra e il suo governo regionale possono segnare un bilancio positivo.
Un fallimento viene registrato sul fronte del dopo terremoto: la ricostruzione è ferma e il governo Monti ha favorito un cambio di “governance”, superando la gestione del commissario unico per aprire una fase nuova. Sul fronte della crisi economica, la Regione appare impotente a mettere in campo quelle azioni che, forse, potrebbero mitigare gli effetti della più grave crisi degli ultimi decenni e rendere più competitivo il territorio.
Il Patto per il lavoro, uno strumento che anticipava i tempi e avrebbe potuto rappresentare una cabina di regia per le riforme strutturali, è stato gestito da Chiodi come una camera di compensazione d’interessi di corto respiro, senza alcuna visione strategica. Il disastro dei conti pubblici non è stato affrontato come l’occasione per ristrutturare la spesa per rendere la regione più efficiente, meno costosa, più competitiva.
Solo sulla sanità, sotto l'ombra vigile del governo nazionale, il presidente della Regione è riuscito a raddrizzare i conti, ma senza essere capace di avviare un simultaneo processo di riqualificazione dei servizi.
Infine, la stessa minaccia della crisi economica non è stata giocata come un'opportunità per attuare le riforme che servirebbero all'Abruzzo, soprattutto per realizzare la Grande Riforma della struttura regionale. Costosa, pesante, inefficiente, autoreferenziale, la burocrazia regionale è diventata un freno alla crescita, un ceto che difende i propri privilegi e condiziona la politica.
Se ascoltate il presidente della Regione, sentite un'altra musica: ha salvato la Regione, va tutto bene, funziona tutto, lui è il più bravo, non c'è motivo per cambiare.
Eppure i dubbi che la giunta del centrodestra sia all'altezza della sfida contagiano la stessa maggioranza. Pochi giorni fa s'è tenuto un vertice del Pdl. La cronaca raccontata dal nostro giornale, e confermata dai protagonisti, è rivelatrice: il consigliere Tagliente, una delle poche voci critiche che si levano senza timori e che aveva chiesto la verifica, ha esaminato con molte riserve la situazione e chiesto un cambiamento di rotta.
Il coordinatore regionale Piccone, in modo più diplomatico e cauto, ha sottolineato lo stesso problema. Il capogruppo del Pdl Venturoni ha insistito sulla necessità di cambiare passo e cercare di fare le riforme, come ha poi spiegato al nostro giornale. Tagliente, con sconsolata ironia, ha osservato che si è "scelto di non scegliere".
Questa delusione sembra diffusa nel centrodestra e non solo. Il presidente Chiodi è apparso un uomo arroccato, chiuso nella sua autodifesa, in difficoltà nel riconoscere le ragioni degli altri.
Nessuno ha levato la sua voce per difenderlo. La realtà sconsolante di una Regione che non ha un piano per i rifiuti, l'urbanistica, l'energia, il turismo, i fondi europei, le infrastrutture, la ricostruzione, l'impresa, è stata eclissata da Chiodi. Anzi, il suo sostanziale silenzio è apparso ai leader del centrodestra, che conoscono la dinamica della politica, la conferma preoccupata che la maggioranza rischia di finire sugli scogli.
Lo scenario, in effetti, si prospetta in salita per il centrodestra. Le prossime amministrative in Regione, a L'Aquila soprattutto, indicano una scadenza che riverbererà i suoi effetti sul futuro. Il risultato nazionale potrebbe materializzare il quadro che i sondaggi dipingono: un insuccesso annunciato per il Pdl con il timore che le successive elezioni politiche confermino una tendenza al declino. In questo quadro nazionale poco rassicurante, la situazione in Abruzzo si appesantisce d'incertezza. Alla fine della legislatura non mancano meno di due anni, come dice il calendario; ne manca forse uno se misuriamo il tempo politico reale a disposizione e la possibilità che nel 2013 politiche e amministrative siano accorpate per risparmiare.
In questi mesi, il nostro giornale ha più volte sollecitato il governatore ad avere coraggio: coraggio di governare ma anche della verità. Purtroppo, i fatti danno ragione alle nostre riserve. Scrivo purtroppo perché in politica l'alternanza delle maggioranze è una condizione fisiologica. Esaurita la funzione di una, sorge l'altra. Ma la situazione in Abruzzo è grave.
E l'occasione mancata del centrodestra coinvolge tutti, anche chi non l'ha votato, perché vuol dire che l'intera società manca l'appuntamento con la missione che si era data: riprendere a crescere.
Cinque anni sarebbero passati per gestire l'esistente, spesso con i soliti vecchi metodi; al massimo, riusciremo a bloccare l'emorragia della sanità. Dispiace, quindi, dovere cominciare a tirare le somme di questo governo regionale, e vedere che non tornano.
E' inevitabile che il responsabile principale di questo stato di cose sia il presidente della Regione.
Forse il suo errore più grave consiste nel non aver saputo imprimere a istituzioni e a società un cambio di mentalità: passare cioè da un'ottica amministrativa, incentrata sulla forma, sul breve periodo, sugli interessi frammentati, quindi vecchia, a una gestionale fondata sulla strategia e sul cambiamento del sistema. Purtroppo, Chiodi si è rivelato sempre meno capace di fare della sua maggioranza quell'imprenditore politico che potrebbe cambiare volto all'Abruzzo, aprendo la strada al nuovo.
Questa debolezza politica si è illusa di mascherare la sua inadeguatezza ricorrendo al potere commissariale, al capo che sostituisce la legge, investendo sullo stato d'eccezione, che poi si è rivelato la causa della paralisi. Chiodi è un uomo intelligente, è il primo a conoscere i suoi errori. Sa, ma non può ammetterli; capisce quali limiti lo imprigionano, ma non riesce a confessarlo a se stesso.
In questi giorni, descrive cospirazioni che non sono mai state ordite; accusa di lesa maestà coloro che osano porgli domande alle quali dovrebbe sentire il dovere morale di rispondere per rispetto dei cittadini. Invece di riflettere mostra animosità. Sembra preda di un desiderio che il grande psicanalista Lacan definiva "una carriera senza limiti" e i Padri della Chiesa come un peccato "figlio della superbia" che non si soddisfa se non nella distruzione del bene altrui.
E qual è il bene altrui? Innanzi tutto, è l'intruso che rompe il suo specchio. Ma è anche l'oggetto ideale. Chiodi attacca chi è più vicino al "suo" ideale che non riesce a raggiungere.
Oscillare, come sta facendo, tra due posizioni, l'animosità e l'idealizzazione, significa desiderare di prendere il posto dell'Altro, ricongiungersi con la propria immagine ideale, tornare a diventare il proprio ideale realizzato. Questo ideale è ricordato da tutti coloro (dentro e fuori della maggioranza) che lo criticano e indicano la strada del progetto e del bene comune, mentre lui percorre il sentiero tortuoso del vivere alla giornata e della mancanza di trasparenza. Il più odiato, nelle vicissitudini di questo desiderio, può essere proprio il più simile a ciò che si vorrebbe essere.
Le crescenti difficoltà del centrodestra a governare questa complessa fase storica rappresentano un compito per tutti. Anche per gli avversari. Mentre la politica discute, convoca primarie e congressi, com'è giusto in una normale dialettica democratica, fuori del Palazzo non sappiamo se tra un mese ci saranno tante aziende quante ce ne sono oggi, gli abruzzesi faticano ad affrontare i sacrifici necessari al Paese, molti posti di lavoro un tempo solidi sono diventati precari.
A questo Abruzzo quali risposte dà la politica? Persino i suoi riti democratici rischiano di apparire lontani dai bisogni reali delle persone, mettendo in discussione la legittimità di partiti e istituzioni. Appare sempre più chiaro che l'Abruzzo può scivolare verso il girone infernale delle regioni meridionali, smarrendo la conquista di un ruolo nell'Italia del centro.
C'è bisogno di una svolta non solo politica e economica, ma etica. Occorre una "religione civile" che sappia guidare la società abruzzese attraverso i cambiamenti necessari per non perdere la corsa del futuro. Occorre passare dallo stato d'eccezione a una difficile democrazia normale. Per fare questo non è sufficiente immaginare solo un possibile cambio di maggioranza. Occorre mobilitare energie sociali differenti.
Soprattutto, occorre riaprire i canali dell'impegno e stipulare un'alleanza trasversale tra gli innovatori ovunque schierati contro i conservatori, un dualismo che oggi sembra superare i confini di destra e sinistra. La credibilità di chi verrà eletto per governare dipenderà molto dalla capacità di mettere insieme gli innovatori attorno a questa prospettiva. Ci occorre un Monti per l'Abruzzo, sostenuto anche da uno schieramento politico, ma in grado di rappresentare la voglia diffusa di vincere il declino. Di tornare a crescere
".



 

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12:12
— del —
19
marzo
2013
Wigaxiot
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14:02
— del —
24
marzo
2012
loreto bartolomei
Caro loreto bartolomei, tu parla per te. Dove voterò io e tanti altri lo sappiamo noi. Tu continua insieme a pochissimi a votare Chiodi, Tancredi e Brucchi. Noi saremo tanti a non votarli più. Ne puoi essere certo. E' finita per tutti e tre, come è già finita per Catarra.

Gentile " saremo tanti ", (saremo tanti.... buona fortuna)

vede quanta rabbia ha in corpo, lei forse non si rende conto, la esprime tutta scrivendo le cose che scrive.

Con l'aiuto di Dio e con il volere del popolo, comune di Teramo, Provincia, e Regione dal centrosinistra sono passati nelle ultime elezioni al centroDESTRA, questa è realtà, si svegli, ha forse avuto un malore?

Il presidente Chiodi ormai non vi sono dubbi se non vorrà fare di nuovo il Presidente, sarà il prossimo parlamentare per il centroDESTRA, io lo voterò insieme a tutti quelli che servono per vederlo rieletto.

Il presidente Catarra che sta facendo benissimo il suo lavoro, non potrà sottrarsi dall' assumere il ruolo di consigliere regionale.

Presidente, che ha trovato l'amministrazione provinciale in condizioni penose, dove il nepotismo regnava indisturbato, clientelismo e non solo, e dove almeno per il primo anno si è dovuto combattere per dare una svolta anche nel comportamento di dipendenti abituati a vecchi ritmi e modi di fare. Ma soprattutto non disdegnavano a riportare ed ad ascoltare i "consigli" dei vecchi comandanti del vapore.

Il pd che le primarie ormai è abituato a perderle ed a dover votare i cantidati dei partiti minori, se vuole sperare di vincere, magari ridicolizzarsi ad aver più cantidature, vedi Torino, ......... e l'ultima Palermo in ordine di tempo.

Pensi che da rifondazione nacquero tanti piccoli aggregati , capitanati da personaggi assetati solo di protagonismo e di potere, spesso in quelle sezioni le cariche sono condivise da membri della stessa famiglia, oggi per sperare di essere eletti devono tornare a federarsi, RIDICOLO.

Mi viene in mente una scenetta di Ugo Tognazzi; l'intervistatore gli chiedeva cosa stasse facendo con mazzetta e scalpello seduto su di un tronco di abete, rispondeva in dialetto Veneto, "io faccio un lavoro difficile, da persona intelligente, da un tronco ricavo uno stecchino e poi con tanti stecchini ricavo un tronco".

Si ricorda: Natta fu estromesso da Occhetto, che fu estromesso da "baffetto", che fu estromesso da Veltroni, che fu estromesso da Prodi presidente, che fu estromesso da "baffetto", Bersani lo fanno stare a quel posto fino a qualche giorno prima delle prossime elezioni, poverino ormai l'ha capito anche lui.

Il Sindaco Brucchi, che ormai seguo spesso su Teleponte è uno dei pochi medici "politici" che stimo perchè sta facendo miracoli per Teramo. Se lei non lo ritiene all'altezza ha tutto il diritto di criticarlo ed anche non votarlo, una preghiera però, quello che pensa di questi politici di centroDESTRA lo dica a molti così alle prossime elezioni, aumenteranno a dismisura i voti, e vinceranno a mani basse.

"saremo tanti", un cordiale saluto.

loreto bartolomei

Ps. sono curioso di conoscere il suo nome, se non le da molto fastidio lo scriva.
18:06
— del —
21
marzo
2012
saremo tanti
Caro loreto bartolomei, tu parla per te. Dove voterò io e tanti altri lo sappiamo noi. Tu continua insieme a pochissimi a votare Chiodi, Tancredi e Brucchi. Noi saremo tanti a non votarli più. Ne puoi essere certo. E' finita per tutti e tre, come è già finita per Catarra.
10:10
— del —
17
marzo
2012
loreto bartolomei
8 anni,
si otto lunghi anni, che segnano il passo, uno..due..uno due ... .

Ma ci pensate quanta rabbia ha in corpo questa gente, quanto veleno, hanno tutti una età adatta a lanciarsi sulla "torta" per cercare di mettersi al centro per abbuffarsi e lasciar cadere qualche briciola ai gregari, (tanti).

I problemi della gente a loro interesserebbero poco, una volta al potere sarebbe impossibile avvicinarli.

Frequentando questo sito ho capito che ha il ruolo di "radio radicale", è frequentato da uno zoccolo duro intertessato che resta, tanti lo avvicinano con entusiasmo, frequentano per un po poi capiscono....., ma sono di più quelli che lo abbandonano.

Alle elezioni cantidandosi farebbero la fine dei radicali lo 0,00001 %.

Buon lavoro presidente Chiodi,
il suo carisma, la sua intelligenza, la sua preparazione e perchè no la sua presenza fisica li ha resi "uomini CARSICI" .

Che Dio la benedica.

loreto bartolomei
7:07
— del —
16
marzo
2012
Marco Moschetta
mi fa piacere e ben sperare il commento di Stefano Alessiani, per due motivi:

1. E' serio, documentato e ad ampio raggio
2. Non è anonimo

ovviamente si tratta di una persona che ha un'attenzione "professionale" all'argomento.

in bocca al lupo !

(e speriamo di fare un ulteriore - perchè per certi versi Chiodi lo è stato rispetto alla giunta precedente - passo in avanti alle prossime elezioni, magari per mano di una rinnovata politica rinvigorita da "tecnici")
7:07
— del —
16
marzo
2012
Bakunin
Sento spesso parlare di "cose buone" che avrebbe fatto il governatorato Chiodi in Abruzzo, ma non ho mai visto qualcuno che le elencasse. Certo che qualcosa di buono sarà stato fatto, mica si può sbagliare sempre tutto, ma un chiarimento da parte del viceré sarebbe opportuno perché quando ci sono negatività sono stati altri a sbagliare (spesso vengono indicati i tecnici delle amministrazioni) quando ci sono positività e stato lui che è bravo, qualcosa non mi torna...........
@Marco Moschetta: "ah, ultimo, sull'ambiente: in che stato questa amministrazione sta riducendo un gioiello come la villa comunale ?" Marco solo la Villa Comunale? Il viceré da sindaco di Teramo ha fatto di peggio, ma anche lì probabilmente è stata colpa dei tecnici.................
22:10
— del —
15
marzo
2012
Marco Moschetta
Tra Francia e Peppino...

riconosco le cose buone che la giunta Chiodi ha fatto... ma mi preoccupo per le suggestioni sinistre di leggi regionali delle tre di notte per "buttare dentro" gli amici o, peggio, di rapporti non chiariti e molto preoccupanti con lo "Studio Chiodi Tancredi", fino alla presa di posizione troppo partigiana all'interno del (morente? speriamo) pidielle...

per non parlare degli amici di cricchetta di Teramo, della vicenda del teatro, della team-serbatotio-di-consensi-e-amici (spende oltre otto milioni di euro l'anno di personale)

passando per gli "errori": la pedonalizzazione del centro e i varchi... non cè mai stata una volontà di regolamentare seriamente la ZTL... che è una ZTC (c per consentito).

ah, ultimo, sull'ambiente: in che stato questa amministrazione sta riducendo un gioiello come la villa comunale ?
22:10
— del —
15
marzo
2012
Stefano Alessiani
Caro Peppino,

la prima impressione, leggendo il suo commento, è quello di uno che sta, mi passi il termine da Urban Slang, "acciaccando la galletta"***.
Dico questo, perchè nel suo commento si evidenzia, per alcuni tratti, che lei è confuso tanto quanto Baraldi nei suoi editoriali, per altri, che ha la rabbia di chi non ci sta' e vuole forzatamente dimostrare di essere stati "i più bravi".

Ma mentre Lei vede il bicchiere 1/4 pieno, il resto della popolazione lo vede 3/4 vuoto, ma è come la storia del Re Nudo, della quale non credo le serva un ulteriore ripasso.

Con tutto il rispetto per il Governatore, per la sua Giunta e anche per Lei che lavora alle dirette dipendenze, dal momento che l'indirizzo della discussione vira su un piano politico, non posso esimermi dal commentare utilizzando il medesimo piano, quello politico, per l'appunto.

Sul fatto che Baraldi sia stato incoerente nei suoi discorsi è cosa già evidenziata e documentata dal sottoscritto, nel precedente post, e credevo non fossero necessari altri commenti che esulassero dal contesto, per virare su spot di propaganda politica a discolpa di chi guida questa Regione.

Certamente, io non ho mai guidato una Regione e quindi non ho idea delle immense difficoltà che un qualsivoglia Governatore possa incontrare sulla sua strada, posso provare a rendermi parzialmente conto, ma le difficoltà di Chiodi sono le stesse di tante altre persone che vivono nella sua stessa condizione.
E comunque, sempre meglio avere i problemi di un Governatore che quelli di un cassa-integrato.
Anche nel suo commento, ho notato delle incongruenze, Lei, inizialmente afferma che le critiche sono LECITE, salvo ripensarci e affermare che tutti coloro che criticano, fanno delle critiche vuote, prive di dati a supporto e mirate a perseguire logiche del tutto personali.

Premettendo che un editoriale è l'espressione di un pensiero, un punto di vista personale, non sta a Lei giudicare se in esso vi sia l'intento di fuorviare l'opinione pubblica, d'altronde Baraldi non è Sallusti e per fortuna "Il Centro" non è "Il Giornale".( anche se a me Baraldi non piace per niente, infatti l'ho criticato)

Lei afferma di avere dati a supporto, quali? Ha riportato il dato dell'export, enfatizzandolo e facendoci per un attimo sognare di essere la terza regione d'Italia, mi spiace informarla che quello è un dato di un solo quadrimestre, riferito ai precedenti e che la Sicilia e la Puglia ( Regioni posizionate ai primi due posti) non sono le locomotive d'Europa in quanto ad export.
Si è registrato un incremento positivo su un periodo breve di 4 mesi.....wow!
I rapporti annuali, ma anche gli stessi rapporti quadrimestrali, invece, evidenziano come la crisi in cui è stretta questa Regione, è di proporzioni tali da mettere in allarme qualsiasi amministratore pregno di Buon Senso.

Ecco a lei, i dati del CRESA ( che non è proprio una combriccola di pericolosi comunisti) http://www.cresa.it/pubblicazioni/congiuntura/2011/Cong_4_2011.pdf

A titolo di esempio riporto alcuni dati contenuti nel rapporto:
Settore manifatturiero:
-1.2% produzione
-0.7% fatturato
-1.9% l'occupazione
-15% occupazione nel settore alimentare (esempio complementare di dettaglio)
-7% occupazione nel settore Edile ( esempio aggiuntivo esterno al manifatturiero)
Previsioni per i prossimi mesi dagli operatori del settore:
-23% produzione
-22.8% il fatturato
-19.3% L'occupazione....
ecco, come può vedere, DATI ALLA MANO, caro Peppino, PUOI FARE SOLO UNA GRAN BRUTTA FIGURA.

Le consiglio trovare del tempo libero per dare uno sguardo ( e magari, tanto che c'è di studiare) il rapporto sull'economia abruzzese che il CRESA ha presentato nel 2011 sull'anno 2010, le giro il link, non si sa mai che se lo legga veramente:
http://www.cresa.it/pubblicazioni/es2010/ES2010.pdf

Sempre nel rapporto CRESA per l'anno 2010 e il rapporto stilato il 2 Febbraio 2012 ( allego Link http://www.portalecnel.it/portale/documenti.nsf/0/D9C3897C42928848C12579990037FDCD/$FILE/Convegno%20Stati%20Generali%20Donne.pdf) dalla COMMISSIONE PER LE POLITICHE DEL LAVORO E DEI FATTORI PRODUTTIVI al convegno titolato: STATI GENERALI SUL LAVORO DELLE DONNE IN ITALIA; si evidenzia che l'Abruzzo non ha il primato di un bel niente se non nell'indicatore della disoccupazione femminile.
Tassi di occupazione femminile in Italia: 46.1%
Tassi di occupazione femminile in Abruzzo: 44.1% (al centro il 51,8%, al nord ovest il 56,7%, al nord est il 55,7%)
Tassi si disoccupazione femminile in Italia: 9.7%
Tassi di disoccupazione in Abruzzo: 11.4% ( Al centro il 9% al nord Ovest il 7,1%, al nord est il 6,9%)

Questi dati, sull'occupazione femminile, la dicono lunga su quanto sia meritocratica e sviluppata la società abruzzese, che voi, nel bene o nel male rappresentate e gestite.

Il suo -18,9% del settore petrolifero non esiste come dato, visto che quando si parla di petrolio si parla di idrocarburi, lei si riferisce all'attività estrattiva o alla lavorazione del prodotto? Lei si riferisce agli idrocarburi liquidi o gassosi?
La vostra legge blocca trivelle non blocca un cavolo di niente, testi giuridici di commento sono già stati pubblicati su questo blog e le richieste di concessioni sono sotto la lente d'ingrandimento della regione e dell'opinione pubblica associata.
Vogliamo parlare dell'ampliamento del Centro Oli di Ortona? che in silenzio state facendo passare?

Avevamo la peggiore Sanità, ora abbiamo la peggiore sanità con un futuro avanzo di bilancio e con i pazienti dediti al fuggi fuggi generale pur di non passare per i nosocomi locali, i quali, tolti alcuni centri di eccellenza su base regionale ( un reparto premiato purtroppo non fa un ospedale) abbiamo una passività che evidenzia chiaramente l'indice di gradimento dei vostri pazienti.
Certo, se poi il Sen. Paolo Tancredi va in Tv (Teleponte) a dire che lui, se ha un problema, va a curarsi altrove....ci sentiamo tutti più tranquilli....
Nello specifico caso teramano, c'è una Sanità che ha una "questione morale" evidente e sotto gli occhi di tutti, eppure non mi sembra si siano adottati provvedimenti atti a tutelare l'integrità morale della Regione e dei suoi amministratori o dell'ente amministrato.
Era una questione di opportunità, che voi, avete preferito non cogliere, condividendo nel pieno l'operato del Direttore Generale della suddetta ASL, scelte.

Vogliamo parlare della riforma sulle IPAB? Dell'abolizione dei concorsi nelle ASP? Della nomina degli organi straordinari e dei futuri presidenti?
Di Termovalorizzatori? Di Rifiuti e Turismo?

Siete la Regione con il record negativo di atti impugnati, 18 leggi impugnate dallo Stato Italiano (Governo Berlusconi...mica da quello Monti), non avete formato uno straccio di regolamento ( a supporto vi giro un link sfizioso http://www.iduepunti.it/lex/8_marzo_2012/l%E2%80%99abruzzo-discute-di-ri...) e venite qui a sindacare sul giudizio che hanno di voi i cittadini o parte di essi?

Ma se non siete in grado di fare nemmeno quello per cui siete profumatamente pagati, abbiate l'accortezza di propagandare la vostra "politica" negli spazi a voi più consoni.

Guardi Peppino, sinceramente, potrei andare avanti per ore e ore, nel tentativo di spiegarle che il bicchiere è totalmente vuoto.......ma onestamente, io e lei non andremo mai da nessuna parte, questione di vedute e di cultura politica, ognuno ha la propria strada tracciata, le somme le tireremo alla fine.
Saluti

Ps: la prossima volta abbia il coraggio della firma e la prego di suffragare i suoi argomenti con dei riferimenti.


Stefano Alessiani
Delegato Provinciale del Partito Democratico Teramo

***acciaccare la galletta = masticare amaro
18:06
— del —
14
marzo
2012
Peppino
Dare un giudizio negativo è senza dubbio lecito, in modo particolare per il direttore di un giornale, così come per i vari componenti dell'opposizione. Sarebbe però auspicabile che questo giudizio fosse anche supportato da dati oggettivi.
Oggi gli italiani si stanno svegliando da un lungo sonno, per anni hanno chiuso gli occhi e riposto i problemi sotto il tappeto, ora però la resa dei conti inizia a colpire indistintamente tutti i cittadini, ovviamente con maggior violenza quelli meno abbienti, i più deboli e purtroppo i giovani.
Le responsabilità vanno cercate indietro e sono da addebitare soprattutto a chi ha amministrato dilapidando le risorse, per soddisfare i propri bisogni eletto-clientelari, generando debiti enormi, che ora noi e le generazioni future siamo chiamati ad onorare.
Ritengo quindi inaccettabile che si tenti di continuare a mistificare la realtà parlando di argomenti che nella realtà hanno ben altra sostanza. La stampa ha il dovere di esporre i fatti per quello che sono e non dovrebbe offrire ai lettori una visione stravolta della realtà, i politici dovrebbero studiare di più e parlare con cognizione di causa, offrendo la propria alternativa, per permettere al cittadino di maturare scelte logiche e ragionevoli.
Vedo invece che tutti si affannano in una serie infinita di critiche, mai supportate dai fatti e soprattutto mai di una valida alternativa. Oggi non ci possiamo più permettere che questi personaggi continuino a suggestionare i cittadini con il loro vuotume o per logiche di interesse che vanno al di là del bene comune.
Cosa propongono, cosa farebbero, come affronterebbero i grandi problemi che ogni giorno pesano sulle spalle di chi ci amministra? Solo parole, parole, parole buttate lì per riempire gli spazi con una demagogia che non ha più senso, che non porta da nessuna parte.
L’Abruzzo è una regione vista con ammirazione sia dall’Italia che dall’Europa. È di oggi il dato Istat che ci vede come terza, dico terza regione in Italia per l’incremento dell’export. E se vogliamo parlare di ambiente, basterebbe leggere questi dati per capire che a fronte di un + 20,3 % di incremento nell’agricoltura c’è un – 18,9 % nel settore petrolifero, ossia appare chiaro l’indirizzo perseguito da questa amministrazione, citata ad esempio per l’innovativa legge blocca trivelle. Eppure c’è chi ancora strilla indicando in Chiodi il novello texano pronto a perforare in lungo e in largo il nostro territorio. Poche settimane fa Bari la Regione Abruzzo, capofila del progetto Powered è stata definita da Petro Ballesteros Direttore Generale commissione energia dell’Unione Europea, “Abruzzo, esempio per l’Europa”. Siamo la Regione più impegnata nelle tematiche ambientali, tutti lo riconoscono, ma qui c’è chi critica, ovviamente senza proporre nessuna alternativa.
È una delle regione dove c’è stato il maggior incremento di occupazione negli ultimi tre anni, la prima in Italia per l’occupazione femminile, la prima in Italia per servizi ADI (assistenza domiciliare per anziani), la prima per sevizi all’infanzia, da regione più tassata a una delle meno (oggi solo sei regioni hanno tasse più basse), avevamo la peggiore sanità, il più alto indebitamento ecc.Ora non è più così. Tutto questo sembra scontato, ma perché fino ad oggi nessuno, in modo particolare tra quelli che criticano, aveva mai lavorato per raggiungere tali obiettivi ?
21:09
— del —
13
marzo
2012
Lemmy
questa volta sig. Francia, concordo con Lei...;)
Alessiani sempre meglio....non servono salvatori in giacca cravatta e hogan.
Presidenti imprenditori, presidenti commercialisti, presidenti operai, presidenti dottori, presidenti avvocati, non sacrificatevi per noi, pensate alle vostre professioni sicure, noi ci salviamo da soli, si sa che chi fa da se' fa per tre.
Buon lavoro a tutti!
8:08
— del —
13
marzo
2012
Stefano Alessiani
Caro Christian,
ammettendo che il Quotidiano "Il Centro" sia uno dei miei giornali preferiti, devo riconoscere che negli ultimi tempi, gli editoriali del Dott. Sergio Baraldi, non siano sempre del tutto coerenti.
Hai pubblicato l'editoriale della scorsa domenica, nella quale anch'io mi sono ritrovato, per certi versi, d'accordo con il Direttore.
Ma se andiamo a riprendere un editoriale dello stesso Baraldi, di qualche settimana fa (19 Febbraio) noteremo che aveva già individuato un'altra figura a Governatore della Regione Abruzzo.
questo è il testo dell'articolo:
http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2012/02/19/news/l-imprenditor...
Testo dall'eloquente titolo: L'imprenditore Politico che manca ( all'Abruzzo).
Quel giorno commentai, spontaneamente, che se quel titolo fosse stato scritto nel 1993, forse, si sarebbe parlato di un altro Presidente, il Presidente Operaio, le cui doti amministrative, dopo quasi 20 anni, abbiamo avuto modo di apprezzarle nel pieno dei loro effetti.
Ti riporto alcuni passi dell'editoriale:
...
Se anche Angelucci assume toni e argomenti più incisivi, Confindustria si trova però di fronte a un serio dilemma: in Regione, al momento, non c'è traccia di un "imprenditore politico" capace di raccogliere questa domanda di cambiamento e di trasformarla in un progetto.
...

Ci sono in giro ancora troppi segni di un "dolce declino" che ci induce a ritenere che, in fondo, ce la faremo. L'emergere della gravità della crisi e dei prezzi che settori sociali crescenti pagano, sta però creando quella "constituency" del cambiamento che mobilita parti della società. Siamo su un piano inclinato che dobbiamo raddrizzare. Confindustria lancia un allarme che la società dovrebbe raccogliere. Possiamo farcela, ma occorre cambiare rotta. E dovremmo mandare sulla nave capitani che conoscano il loro mestiere.
---

A questo punto una domanda ironica mi sorge spontanea, la prossima settimana, chi sarà il salvatore dell'Abruzzo?
I Magnifici 5?
Superman?
Batman?

Dal mio modesto punto di vista, credo che l'Abruzzo non abbia bisogno di Supereroi per uscire dalla crisi e per risollevarsi.
Non serve nemmeno uno che abbia conoscenze a 359°, se poi il grado che manca è la cultura della legalità.
A questo punto, credo che all'Abruzzo serva un Governatore Normale, che abbia semplicemente un'idea delle potenzialità di questa terra e che sappia perseguire i suoi obiettivi all'insegna del Bene Comune.
Uno che sappia dirci semplicemente: Bene, questo è L'Abruzzo di oggi, queste sono le sue caratteristiche e domani dovrà essere così.
Tu cosa ne pensi?

Saluti
7:07
— del —
13
marzo
2012
Sibilla
Quando un politico vaneggia di complotti mediatici, se la prende con i giornalisti, li denuncia, li minaccia, vuol dire che è proprio arrivato alla frutta.

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