Ammerika

5
giugno
2011
di Simona Settepanella

Gli Stati Uniti hanno sempre esercitato un loro fascino su di me. Gia' appena atterri senti che qualcosa cambia (e non e' solo la moneta). Poi esci e tutto diventa enorme! Le case-ville con giardino, circondate di verde come nei bravi film holliwoodiani, le strade larghissime fino alle 12 corsie, le macchine ipertrofiche e gli americani extralarge…Come guardare il mondo riflesso in uno specchio convesso…
Ti senti piccolo, ma con tanto spazio a disposizione…vallate sterminate e ampie distese davanti…quel senso di liberta' che si prova davanti all'infinito…Non c'e' che dire, un Paese splendido che vien voglia di fermartici, stabilirtici per la vita…magari in una di quelle belle ville…Cosi' mentre mi chiedo se non sia il caso di fare come molti altri italiani e prendere il "largo" , magari venendo qui, si avvicinano una collega, columbiana, ora maitre de conference a Parigi, e due dottorande: una iraniana e l'altra cinese. Parlano…parlano di com'e' non sentirsi mai a casa propria, essere sempre straniero in terra straniera e non piu' a proprio agio nemmeno sul suolo natio. Di come ci si sente spersi, un po' soli, senza radici…parlano con tristezza delle loro case, dei loro Paesi che hanno dovuto lasciare per la mancanza di possibilita', possibilita' di lavorare, di fare ricerca, di vivere dignitosamente. Mi domando: a che punto e' un Paese quando la sua meglio gioventu' e' costretta ad andarsene? Migranti oggi peggio di ieri…esuli in cerca di dignita'…

«. . . Tu lascerai ogne cosa diletta
più caramente; e questo è quello strale
che l'arco de lo essilio pria saetta.
Tu proverai sì come sa di sale
lo pane altrui, e come è duro calle
lo scendere e 'l salir per l'altrui scale. . .»

Da Columbus ( OH )

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0:12
— del —
6
giugno
2011
FDL
Sappiamo bene tutti come funziona il sistema universitario italiano. per chi vale davvero è inutile stare ancora qui.
Fatevi un giro su www.unite.it... capirete bene uno spaccato del sistema universitario italiano.
18:06
— del —
5
giugno
2011
Bruno de Ruvo
Cari amici,
è triste darvi ragione ma è così cove voi dite.
Ho una figlia fuori che non ha nessuna voglia di rientrare in Italia, spero che si sistemi. Ne ho un altro che parla di Germania come nazione dove la sua laurea può esprimersi, un terzo che ancora deve formarsi, uno solo lavoro con me, ma pensare a quello che dovrà affrontare per galleggiare in questo Paese divento ancor più triste.
Io dico solo che se sento per 10 volte di seguito l'Inno Nazionale mi emoziono sempre nello stesso modo.
Sarà una fase che dovremo passare necessariamente ma sono convinto che torneremo ad essere una grande Nazione, sicuramente e solo grazie a voi.
In bocca al lupo, fatevi valere e grazie dei vostri graditi commenti.

ciao

bruno
17:05
— del —
5
giugno
2011
Simona Settepanella
Caro Bruno,
purtroppo l'Accademia dei Lincei e', come hai detto tu, vecchia...:( Le sue riviste, almeno nel mio settore, ma credo anche in diversi altri, non valgono nulla.
Non apprezzo molto gli USA e secondo me ci si vive, mediamente, peggio che da noi. Ma per chi fa ricerca la vita li' e' molto migliore...non tutta rose e fiori, ma sicuramente molto meglio (almeno se lo meriti li' lavori).

Dici di non andare. Uno ci prova a resistere...ma dopo un po' non ce la fai piu'. Non sto a raccontarti la mia storia, perche' non e' il caso. Ma voglio raccontartene una vera vera che colpisce per affinita' e differenze.

E' la storia di due Filippi, stesso nome, stessa eta', stessi studi (matematici, normalisti, i migliori del loro corso). Tutto uguale fino alla fine del dottorato. Poi uno decide di accettare l'invito che ha avuto per andare in Francia (un'Universita' di Parigi), l'altro rifiuta e decide di restare in Italia.
Sono passati circa 5 anni da allora. Quello che e' in Francia ora ha un posto da Professore associato li', guadagna molto bene, si e' comprato casa dove ora vive con la sua compagna.
Quello in Italia e' ancora precario con poco in vista (dopo la riforma Gelmini poi, lasciamo perdere), vive in casa con altre 3 persone perche' non potrebbe permettersi altro e, nemmeno a dirlo, e' single...

Potrei raccontartene altre di storie cosi', ma a che scopo?
17:05
— del —
5
giugno
2011
MorG
Caro Bruno,
hai ragione quando dici che l'Italia è bellissima ecc. ecc.. ma vedi delle bandiere fuori dai portoni delle case in un giorno qualunque o le vedi solo quando ci sono i mondiali o (se magari sei a Torino) durante le feste della Repubblica? Come puoi tenere alta la testa se non hai un minimo di spirito patriottico? Come puoi non vergognarti come un ladro davanti a un cinese che, nonostante sia consapevole di essere sotto una dittatura, ti sfotte perchè al governo hai un vecchio pappone? (è accaduto a me personalmente!!)
L'Italia affonda!
Penso che chi, come me, non ha nessun potere per cambiare le cose fa bene ad andarsene.
Come fanno bene quelli a cui la voglia di fare è passata perchè e tornare qui solo per Natale e per l'estate.
Io me ne sto andando e sinceramente non tornerò qui per farmi schiavizzare, farmi trattare come un'idiota inutile. C'è qualcosa che deve cambiare ma non di certo noi "dal basso"
Più che andare a votare come potrei cambiare io la situazione??
Se hai una soluzione, un consiglio..io ho le orecchie aperte!
un bacio
ciau ciau
11:11
— del —
5
giugno
2011
FDL
Caro Bruno...
L'Italia è Ferma!
è ferma da troppi anni, per colpa di una struttura sociale bloccata, una politica fine a se stessa.
E' giusto che chi può debba andare negli Stati Uniti... dove si hanno possibilità di crescita, di vittoria!
11:11
— del —
5
giugno
2011
Danza
Ti farò sapere tra un po' quando sarò emigrato in America pure io.
6:06
— del —
5
giugno
2011
Bruno de Ruvo
Cara Simona,

seguivo l'altro giorno un servizio in tv, parlava dell'Accademia dei Lincei, la più vecchia Accademia del Mondo, fondata nel 1603....ho pensato alla nostra storia, alla nostra cultura, dovunque vai in Italia trovi il bello....che grande Paese è il nostro, inimitabile, .....diamoci una scrollata e ricominciamo ad esserlo, solo i giovani potranno riuscirci, non andate via anche se la nave sembra affondare.
L'America dovrebbe abbassare lo sguardo nei nostri confronti, è del 1776.

ciao

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